SINDACO: ECCO LE NUOVE RISPOSTE ALL’INTERVISTA DI “MOLA LIBERA”

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Il 28 agosto scorso il Sindaco ha risposto alle prime otto domande che “Mola Libera” gli ha rivolto il 19 dello stesso mese. Ora, Giuseppe Colonna risponde a 13 ulteriori domande sulle 33 complessive che il nostro giornale gli ha formulato. Alcune risposte sono state posticipate dal Sindaco perchè, egli ci ha scritto, “sono in corso approfondimenti”.

Al seguente link si possono trovare le risposte del Sindaco alle nostre prime otto domande:

https://www.molalibera.it/2020/08/28/intervista-al-sindaco-ecco-le-prime-risposte-di-colonna-a-mola-libera/

Alcuni chiarimenti preliminari alle nuove risposte del Sindaco:

E’ ovvio che il suo notevole ritardo comporta il venir meno dell’immediatezza di alcuni nostri quesiti. Infatti, nel frattempo sono state avviate iniziative della Giunta comunale e degli Uffici in merito al c.d. “villaggio vacanze” e ottenuto il finanziamento regionale per il dragaggio del porto.

Inoltre, il Sindaco ha posticipato la risposta a cinque nostre domande presenti nella sequenza dalla domanda 8 alla domanda 26: degrado del borgo antico e Daspo; traffico, park & ride e navetta; Codice 048 per esenzione patologie tumorali e promessa di un’indagine epidemiologica; Indagini dell’ARPA sui 20 milioni di litri di percolato spariti nel sottosuolo, bonifica di Martucci e ruolo del Comune; Collaudo statico del cavalcaferrovia di Viale Paolo VI.

In sostanza, il Sindaco risponderà ancora ad ulteriori 12 domande di “Mola Libera”.

Come per la precedente prima parte dell’intervista, il nostro giornale non commenterà le risposte del Sindaco, riservandosi di farlo al termine, e lasciando il giudizio ai lettori.

Ecco le nuove domande e risposte:

Signor Sindaco, lottizzazione C2.3 e ville a mare confiscate: due facce della stessa medaglia. Il rischio che la più estesa lottizzazione del vigente Piano Regolatore Generale cada sotto la mannaia della Magistratura, a causa del ricadere di una parte di essa nei 300 metri dal mare, è molto concreto. Eppure si sono udite voci di tecnici, proprietari di suoli e di politici favorevoli a correre questa alea, sebbene taluni tra essi siano già stati condannati in primo grado (reato poi prescritto) per illecito urbanistico nella vicenda delle ville a mare. Cosa farà la Giunta Colonna in proposito: si concederà al rinnovato avventurismo di costoro oppure seguirà la strada maestra del rispetto delle regole, con l’avvio della procedura di variante soggetta alla verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.)?

Immagine dall’alto di Google Maps della vasta area della lottizzazione C2.3, racchiusa tra Viale Europa Unita, Via San Pio da Pietrelcina, e due strade vicinali, una a monte e l’altra verso Bari.

“Sul Piano di Lottizzazione C 2.3 la posizione dell’amministrazione comunale è chiara. Abbiamo l’obiettivo di riportare sui giusti binari un procedimento amministrativo che contiene elementi di incertezza. Per questo motivo, anche alla luce delle interlocuzioni avute con la Regione Puglia, riteniamo che la sospensione del procedimento amministrativo ai sensi dell’art. 21 – quater comma 2 della legge n. 241/1990 rappresenti un’iniziativa che va a tutelare tutte le parti interessate. Voglio che sia chiaro che l’obiettivo della Pubblica Amministrazione non è assolutamente diverso rispetto a chi ritiene inutile o peggio ancora dannoso il provvedimento che porteremo all’attenzione del Consiglio Comunale dopo una lunga, partecipata e qualificata discussione in sede anche di III Commissione consiliare permanente. Non è una sfida tra chi ha torto o ragione, non abbiamo in questa fase mai approfondito gli aspetti prettamente tecnici della questione. La sospensione del procedimento è un atto meramente di carattere amministrativo. Alla luce di questo e dopo la presentazione della variante avremo finalmente chiarezza sul procedimento giusto da seguire. Da qualsiasi prospettiva la si veda l’esito andrà a garanzia dei lottizzanti oltre che della Pubblica Amministrazione che, ricordo a tutti, è parte di quel piano di lottizzazione.

Insieme al PUG vanno approvati altri importanti strumenti strategici di controllo e governo del territorio, complementari ad esso, come il Piano Comunale delle Coste e il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Si ha l’impressione che, sebbene affidati gli incarichi, una nebulosa copra la redazione di questi piani, nonostante per il PUMS sia stata richiesta una partecipazione attiva dei cittadini, forse più formale che sostanziale. Quando i molesi vedranno le bozze di questa pianificazione? E cosa ci può anticipare in merito ai contenuti già consegnati alla Giunta comunale dal progettista del Piano comunale delle coste?

Assolutamente no, nessuna nebulosa. Il lockdown ci ha solo costretto a modificare i piani. Nei mesi scorsi ci sono stati incontri in videoconferenza con i cosiddetti stakeholder per discutere del P.U.M.S. A seguito di questi abbiamo approvato due atti di indirizzo che riguardano in particolar modo l’attivazione del parcheggio con il disco orario, l’introduzione a livello quest’anno sperimentale del servizio park & ride, la sistemazione degli accessi alle spiagge, etc. Il percorso prosegue e con l’auspicata ripresa delle attività in presenza non mancherà la condivisione pubblica del P.U.M.S., assolutamente indispensabile per realizzare interventi attesi da anni. Ne dico due su tutti: parcheggi a pagamento (le c.d. strisce blu) con attivazione della Z.T.L. con l’installazione di n. 5 varchi di accesso e park & ride nel centro urbano e nella frazione di Cozze, in special modo nel periodo estivo. Per quanto riguarda il Piano Comunale delle Coste avevamo convocato, nelle scorse settimane, una seduta ad hoc in sala consiliare di III Commissione che, purtroppo, è andata deserta. I programmi non cambiamo e presenteremo la prima bozza del piano nelle prossime settimane. Il Piano Comunale delle Coste, unitamente agli altri strumenti di pianificazione rappresentano uno spartiacque tra il passato, il presente ed il futuro della nostra città. Aggiungo un ulteriore elemento: con il bilancio di previsione in corso di approvazione reimmettiamo le risorse necessarie per riavviare il percorso di redazione e approvazione del Piano regolatore del porto. Comprenderà quindi quale sia il momento storico che attraversa la nostra città. L’appello che faccio ai concittadini è quello di partecipare attivamente a questo momento, dando il proprio contributo di idee.

A proposito del litorale, la situazione molese è tragica. Gli 11 chilometri di costa sono stati martoriati nei decenni da ogni sorta di abusivismo e di cementificazione ad oltranza: “Mola Libera” ha documentato con foto scioccanti il “muro sul mare” sulla costa nord, tra l’ex Astir Club e l’ex Tiro al piattello, oltre ad una riedificazione con il “Piano Casa” a pochi metri dal bagnasciuga, sempre nello stesso tratto. La nostra richiesta di chiarimenti per quella costruzione non ha mai ricevuto risposte dal Comune di Mola: eppure la Corte Costituzionale, nel gennaio scorso, ha sancito l’incostituzionalità del Piano Casa della Regione Puglia nelle sue parti fondamentali, con effetto retroattivo all’aprile 2019. Possibile che la sua Giunta non abbia detto una parola in merito? Avete risposto alla lettera di censimento delle pendenze del Piano Casa inviata a tutti i comuni pugliesi dall’Assessore regionale all’Urbanistica Alfredo Pisicchio, in conseguenza della pronuncia della Consulta? Come stanno effettivamente le cose?

Un’immagine del “muro sul mare”, sul litorale nord di Mola, uno scandalo che forse non ha uguali in tutta la Puglia: in questo punto il muro è stato costruito in acqua

Quando affermo che bisogna discutere e approvare gli strumenti di pianificazione non lo faccio per mettermi delle medaglie al petto, ma perché ritengo che sia l’unico modo per programmare un futuro sostenibile per la nostra città. L’assoluta mancanza di strumenti porta essenzialmente a due cose: la mancanza di sviluppo e/o la potenziale presenza di abusi. Questo purtroppo è accaduto in alcuni casi a Mola. Però, nel caso particolare, le posso assicurare che il procedimento è regolare e non ha alcuna attinenza rispetto alle motivazioni che sono alla base della pronuncia della Corte Costituzionale. Infatti la legge cosiddetta Piano casa, deliberava tra l’altro di consentire la diversa dislocazione planivolumetrica negli interventi di demolizione e ricostruzione. Tale norma ha finito per confliggere però con la successiva legge nazionale dello scorso giugno, cosiddetta Sblocca cantieri, che prevede la demolizione e ricostruzione solo in loco. Questa, infatti, è la situazione riportata nella sua domanda. 

Litorale significa anche spiagge e area portuale. In tal senso, sembra che la sua Giunta voglia recuperare il lungo tempo perduto con decenni di chiacchiere e di promesse: è stato assegnato un incarico di progettazione allo studio Bohigas per la spiaggia urbana attrezzata e altri incarichi sono stati affidati per l’area portuale. Intanto, ci chiarisca: il porticciolo di Portecchia, in condizioni di spaventoso degrado con la sua area prospiciente, verrà recuperato nei lavori per la spiaggia urbana? Quando verrà demolita la parte demaniale fatiscente e a pericolo di crollo dell’ex ristorante “Gabbiano”? Chi pagherà i lavori? Inoltre, dove verrà ubicato materialmente l’approdo per i traghetti dell’eventuale linea di traffico crocieristico tra Puglia e Grecia, di cui Mola farebbe parte con il programma Interreg Italia-Grecia?

L’ex ristorante “Gabbiano”: la parte che sporge dal fabbricato principale è stata costruita su area demaniale e dovrà essere demolita: il Sindaco chiarisce come e quando.

“Si tratta di interventi che cambieranno ancora di più il volto della nostra città. Non sono tantissimi i comuni che hanno questa grande opportunità. Gli affidamenti per la progettazione esecutiva della spiaggia urbana e del porto sono frutto di procedure di gara aperte a cui hanno partecipato importanti gruppi internazionali e nazionali e credo che questo dovrebbe essere motivo di orgoglio per tutti noi. Entro settembre verranno sottoscritti i contratti con i due gruppi selezionati e da allora decorreranno i termini previsti dal disciplinare per la consegna degli elaborati. Elaborati che saranno condivisi con la città nei prossimi mesi. Naturalmente l’area di Portecchia verrà riqualificata e rappresenterà uno dei fiori all’occhiello, anche dal punto di vista identitario, dell’intervento previsto in linea con il provvedimento approvato dal Consiglio Comunale. Per la demolizione della parte demaniale del Ristorante Gabbiano ci siamo: attendiamo a giorni il progetto di demolizione da parte del tecnico commissionato e, successivamente, procederemo alla sua demolizione che avverrà in danno dei proprietari. Per quanto riguarda l’ubicazione materiale dell’approdo dei traghetti nell’ambito del progetto Interreg Italia – Grecia “Ai Smart”, questo sarà definito in sede di progettazione esecutiva che, nel caso di specie, sarà curata dall’architetta Guendalina Salimei”.

Rimanendo all’area portuale: il dragaggio si farà? Quando, concretamente? Con quali modalità e con quale estensione all’interno del bacino? Ai pescatori, che mettono quotidianamente a repentaglio le loro imbarcazioni e la stessa incolumità fisica, serve una data, non generiche previsioni. Allo stesso tempo, pescatori e pubblico attendono il rifacimento dei servizi igienici del mercato ittico: una situazione da “quarto mondo”, più volte documentata con foto scioccanti da “Mola Libera” e che non consentirebbero di tenere aperta la struttura. Come pure è necessario fare chiarezza sull’utilizzo abusivo della fontana collocata sul molo di tramontana: ormai inservibile, ma con probabili approvvigionamenti di acqua fraudolenti dalla sua conduttura di ingresso. Cosa può dirci in proposito?

Pinuccio, di “Striscia la notizia”, con un servizio dedicato all’insabbiamento del porto di Mola

“Il dragaggio di un porto è una delle opere pubbliche più complesse. Abbiamo presentato il progetto alla Regione che qualche giorno fa ha ufficializzato il finanziamento per un importo complessivo di 8.800.000,00 euro a causa dei costi di smaltimento dei sedimenti che incidono pesantemente sul piano economico. Si tratta di un risultato strategico. Dopo di che si avvierà una fase particolarmente complessa per l’affidamento dei lavori per cui date certe non sarebbe corretto darle, basti vedere i problemi che stanno incontrando altri comuni per gli interventi di dragaggio. Quello che posso garantire è che l’attenzione sul tema da parte dell’amministrazione, sin dal suo insediamento, è massima e continuerà ad esserlo. Sul mercato ittico, ricordo ai lettori che l’amministrazione ha ottenuto un finanziamento di 200 mila euro per la sua riqualificazione. Dobbiamo avviare le procedure di gara per l’affidamento dei lavori ma, prima di questo, dobbiamo risolvere alcune questioni di carattere burocratico riguardanti la disponibilità dell’immobile. Abbiamo incontrato recentemente, con gli assessori Orlando e Berlen, la categoria dei pescatori e abbiamo concordato di seguire passo passo l’iter del procedimento. Naturalmente l’intervento al mercato ittico risolverà anche l’annoso problema dei bagni, davvero inguardabili. Nell’intervento prevediamo la sistemazione degli stessi che diverranno “pubblici” ed andranno a colmare una mancanza di servizi particolarmente sentita da cittadini e visitatori della nostra città”.

Sebbene non sia stato ancora approvato il Piano Regolatore del Porto (nonostante la sua consegna da tempo al Comune di Mola, da parte dei suoi estensori), quale disegno strategico nasconde il doppio e ridondante incarico al Politecnico e ad una società olandese specializzata nella realizzazione di casette galleggianti nei porti e nei canali del Nord Europa? Voci ricorrenti parlano di una valorizzazione a quasi esclusivo vantaggio di imprenditori con corposi interessi nell’area portuale e nelle sue immediate adiacenze, con la previsione di nuovi volumi edificatori a stretto ridosso dell’area portuale, da Loreto a Ponticello, riprendendo così, almeno in parte, la previsione fatta a suo tempo dall’arch. Oriol Bohigas nel suo progetto Urban a corredo del porto turistico. Come stanno le cose?

L’area portuale vista dall’alto (immagine Google)

“Bisogna smetterla di veicolare certe voci assolutamente false ed infondate. Non possiamo approcciarci ad ogni questione che riguarda la nostra città con atteggiamenti che considero perlomeno pregiudizievoli. Come ho detto su, con il nuovo bilancio rimettiamo i fondi per portare a compimento l’approvazione del nuovo Piano Regolatore del Porto che, a distanza di oltre 7 anni, va evidentemente aggiornato e modificato in base a quelle che sono le nuove direttive di sviluppo. Allo stesso tempo abbiamo affidato ad un gruppo olandese, leader mondiale sulla materia, il compito di redigere uno studio di fattibilità per la sistemazione dell’Area Portuale. La Waterstudio NL dispone di competenze ed esperienze di elevato profilo nel campo della Pianificazione territoriale in generale e di settore e rappresentano una garanzia, amplificata dall’accordo di cooperazione siglato ai sensi dell’art. 15 della L. n. 241/1990 con il Politecnico di Bari. Si tratta di un tema altamente ambizioso ed innovativo per la nostra città. Chi ci vede ipotesi di speculazione è totalmente fuori strada”.

Dal futuribile all’attualità. Il fronte mare nord presenta non poche criticità. Perché le aiuole del Castello Angioino e quelle ubicate sull’ex suolo del Baby park si trovano in condizioni sempre più deplorevoli? Possibile che l’intera manutenzione del verde in ambito urbano, e perfino in un’area così centrale, sia così deficitaria? Perché la sua promessa di sostituire il pietrisco dell’area giochi con materiale anti-caduta in gomma non è stata adempiuta? E perché nonostante lei abbia fatto rimuovere le fontane “farlocche”, cioè mai collegate alla rete idrica e fognaria, non sono stati installati nuovi, veri e funzionanti punti di erogazione? Perché non ha chiesto alla Procura della Repubblica di indagare sull’ipotesi di reato di frode in pubbliche forniture?

Una delle fontane senza allaccio alla rete idrica sul fronte mare, poi fatte rimuovere dal Sindaco Colonna

“Abbiamo fatto una ricostruzione sulla spesa storica riguardante la manutenzione del verde nella nostra città: dal 2013 ad oggi la spesa media annuale supera a malapena i 35.000,00€, somma assolutamente insufficiente per far fronte al patrimonio arboreo della nostra città. La situazione esistente è figlia di questi mancati investimenti negli anni passati. Negli ultimi 12 mesi abbiamo raddoppiato le somme per la manutenzione del verde, ma è evidente che siano ancora insufficienti. Per far fronte alle emergenze non abbiamo avuto modo di avviare un accordo quadro pluriennale sulla stessa falsa riga di quanto fatto per le strade. Ma è arrivato il momento di investire in maniera importante anche sul verde. Nel nuovo bilancio di previsione prevediamo un investimento di 40.000 € per i restanti mesi dell’anno e di 150 mila euro per il 2021 e 2022. Grazie a queste somme attiveremo iter per aggiudicazione accordo quadro sul verde. Secondo le nostre intenzioni l’accordo quadro dovrà occuparsi anche di intervenire sul decoro urbano prevedendo nuove piantumazioni e la gestione e la cura dell’esistente, come le aiuole del lungomare e dei parchi pubblici. E’ necessario, tra le altre cose, anche un intervento di manutenzione e abbellimento del verde nella frazione di Cozze, della pista ciclabile. Per quanto riguarda l’eliminazione del pietrisco nell’area giochi del lungomare e l’installazione di nuove fontane, saranno due interventi inseriti nella progettazione della spiaggia urbana assieme alla sistemazione di Piazza Marinai d’Italia”.

Sempre sul fronte mare nord si è assistito di recente alla collocazione di un chiosco per la somministrazione per alimenti e bevande a stretto ridosso del tratto terminale del canalone di Sant’Antonio, classificato dall’Autorità di Bacino ad Alta pericolosità idraulica. Eppure le norme vigenti in materia prescrivono che non possano essere eseguite opere nell’intorno dei canali di acque così classificati, laddove, peraltro, esiste una vasta casistica di esondazioni e di sversamenti di liquami nel predetto canalone, addirittura, di recente, perfino di idrocarburi con l’intervento dei Vigili del Fuoco. Perché non è stata comunque richiesta l’autorizzazione preventiva all’Autorità di Bacino? Chi pagherà i danni all’imprenditore se autorità sovraordinate dovessero imporre la rimozione del manufatto?

Lama di Sant’Antonio, classificata ad Alta pericolosità idraulica dal Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Puglia

“L’installazione di quel chiosco rappresenta un’odissea per il titolare che ha dovuto affrontare anni di procedimenti giudiziari per vedersi riconosciuto un diritto acquisito. Il Giudice aveva ordinato l’installazione del chiosco all’interno di un’aiuola del lungomare. Non abbiamo ritenuto fosse una scelta opportuna ed abbiamo condiviso con l’interessato quel posizionamento. Riteniamo che il Comune di Mola di Bari non abbia infranto alcuna norma e riscontreremo la richiesta di chiarimento pervenuta dall’Autorità di Bacino a seguito della sua segnalazione”.

Sono numerosissime le segnalazioni che ci giungono quotidianamente dai nostri lettori su alcuni temi sensibili in materia ambientale. Innanzitutto: a) roghi tossici nelle campagne, con diffusione nell’aria di diossine e altre sostanze cancerogene; b) degrado nelle periferie e nell’agro di Mola con sversamenti illeciti di rifiuti, dando così vita a mini-discariche anche con la presenza di materiali tossici, nocivi e cancerogeni, quali scarti di lavorazioni edili, artigianali e agricole. Si sono viste anche foto di cumuli di rifiuti in corrispondenza di video trappole o videocamere. Qual è la situazione della videosorveglianza dell’agro e delle coste molesi? E perché non risulta perfezionata la convenzione con l’Associazione di Guardie ambientali, pure da Lei voluta? Come mai non arrivano più alla stampa locale i filmati degli “sporcaccioni” all’opera e perché la richiesta di “Mola Libera” di ricevere un report con il numero, la tipologia e gli importi delle sanzioni non ha mai ricevuto riscontro?

Uno dei tanti incendi di materie plastiche in agro di Mola, documentati dai nostri lettori

“Quello ambientale è un tema fondamentale che, purtroppo, non riguarda solo la nostra comunità: è una vera e propria battaglia a tutela dell’ambiente e della salute. E’ necessario quindi far sì che vi sia più senso di responsabilità da parte dei cittadini. Noi non ci stiamo tirando indietro e con l’utilizzo di droni e foto-trappole e i controlli periodici da parte anche della Polizia Municipale e delle Guardie per l’Ambiente cerchiamo di fare la nostra parte. Evidentemente non basta e bisognerà moltiplicare gli sforzi. Confido molto nell’avvio del nuovo servizio di gara-ponte che, con un piano industriale finalmente moderno, potrà contribuire a migliorare la situazione generale. Dopo di che a mio avviso i Comuni da soli non possono farcela, occorre una sinergia maggiore tra le Istituzioni coinvolgendo anche corpi di polizia intercomunali come la Polizia Metropolitana. Le video-trappole sono in continua funzione e le spostiamo periodicamente in vari siti: sono decine e decine i trasgressori sanzionati, alcuni dei quali provengono fuori dal territorio comunale. Pubblichiamo periodicamente i video al fine di non far venire meno l’effetto sorpresa. Adesso rinnoveremo la convenzione con le Guardie per l’Ambiente per motivi di carattere amministrativo: contiamo molto sul loro sostegno”.

Il famoso “progettone”… Se ne parla da almeno 10 anni, eppure non si riesce ad effettuare nemmeno la più elementare asfaltatura delle strade più dissestate. Quando diventerà concretezza “il progettone” e cosa è previsto nella sua programmazione? Quando avremo strade adeguate e senza più voragini? E perché non si riesce ancora a fare una manutenzione programmata del verde, mentre si assiste al perdurare della rincorsa affannosa al taglio delle erbe infestanti e degli alberi da potare fuori stagione?

Dissesto stradale in Piazza Marinai d’Italia (Portecchia)

“Sul verde credo di avere già risposto precedentemente in maniera esaustiva. Sulle strade abbiamo fatto un investimento senza precedenti per Mola dimostrando che per amministrare bene un paese occorre progettare il futuro ma allo stesso tempo risolvere i problemi di tutti i giorni. E’ quello che stiamo facendo e lo rivendico con forza. Gli uffici hanno espletato le procedure di gara per l’accordo quadro triennale che è stato aggiudicato. Abbiamo individuato il direttore dei lavori e abbiamo tenuto in Comune la prima riunione operativa. Contiamo nel giro di 30 giorni di avviare gli interventi. Ci concentreremo sulla zona centrale della città, in particolar modo la cosiddetta “Città bianca”, sulle direttrici di ingresso, sulle strade rurali e su alcuni interventi specifici quali, per esempio, il rispristino di alcuni marciapiedi”.

Ventiquattro alloggi di Via De Nicola. Perché il Comune di Mola ha favorito la nascita di un incredibile pasticcio che, ancora oggi, non è stato risolto nonostante il diritto della ricorrente (vittoriosa in ogni grado di giudizio), e degli altri aventi diritto, a prendere possesso dell’alloggio a lei destinato? Che idea si è fatto in merito? E’ vero, come si dice, che il suo cuore batte comunque per gli attuali residenti? E, in ogni caso, come il Comune di Mola intende contribuire al rispetto delle numerose sentenze e ordinanze della Magistratura amministrativa e civile?

I 24 alloggi di Via De Nicola (Immagine Street View)

“Altra voce priva di fondamento. Credo che la vicenda abbia avuto numerose puntate e quindi non ho nulla di nuovo da aggiungere se non il fatto che vi è un commissario ad acta nominato dal Prefetto che sta gestendo ogni passaggio finalizzato a definire la questione alla luce dei provvedimenti emessi da vari organi giurisdizionali, alcuni tutt’ora in corso”.

Ville a mare confiscate: con uno storico voto, nell’ottobre 2019, il Consiglio comunale ne ha votato la demolizione. Sono stati richiesti e reperiti i fondi pubblici per eseguirla? Quali sono i progetti per l’utilizzo dell’area una volta che sarà sgombrata dai manufatti abusivi esistenti? Cosa ne pensa comunque della proposta di “Mola Libera” di adibire la zona – liberata dalle costruzioni illegittime – a parco urbano, con parcheggi esterni perimetrali, dotato di vegetazione mediterranea, servizi igienici, area pic nic, servizi per il tempo libero, spiaggia attrezzata con servizi alla balneazione?

Il complesso delle ville confiscate, visto dall’alto. Dopo la loro demolizione, già decisa dal Consiglio comunale, si potrebbe utilizzare la vasta superficie per un grande parco urbano, con l’estensione della spiaggia urbana fino a raggiungere il tratto di costa antistante. Il Sindaco si è detto d’accordo con la proposta di “Mola Libera”

“Abbiamo ottenuto dalla Regione un fondo di rotazione di 300 mila euro finalizzato all’abbattimento delle prime villette. Dobbiamo naturalmente avviare il procedimento amministrativo, cosa che verrà fatta. Condivido la proposta di Mola Libera. Con Regione Puglia e Soprintendenza abbiamo avviato una collaborazione finalizzata ad individuare la destinazione futura dell’area. La discussione ormai imminente sul nuovo Piano Urbanistico Generale credo sia occasione unica per definire anche questi aspetti”.

Uno dei misteri di Mola non ha trovato ancora soluzione. Parliamo del cosiddetto “villaggio vacanze”: una struttura sorta sul litorale nord di Mola nei primi anni ’90, dichiarata abusiva nel 1992, confiscata e passata nella proprietà comunale. Eppure, come è venuto alla luce lo scorso anno dopo ben 27 anni, quelle costruzioni sono tuttora utilizzate dagli abusivi. Perché nemmeno ora che il fatto è finito sotto i riflettori, dopo quasi 30 anni di incredibile oblio, si riesce a mettere i sigilli al complesso edilizio e ad impedire agli abusivi di farne tranquillo uso? In attesa di fare le “cose per bene”, come Lei ha dichiarato in Consiglio comunale, era così difficile sequestrare l’intera area, tenuto conto che si tratta di proprietà comunale ad ogni effetto?

Il cartello sul cancello chiuso che porta all’accesso al mare dal complesso residenziale dichiarato abusivo nel 1992

“Con un’ordinanza dello scorso 31 agosto il Comune di Mola di Bari ha ordinato lo sgombero degli immobili abusivi. L’ordinanza è stata il frutto di un lavoro accurato svolto da tutti gli uffici comunali, da numerosi sopralluoghi del comando di Polizia Locale nonché da consultazioni di legali di fiducia dell’Ente. Personalmente ho incontrato il Prefetto di Bari per rappresentargli la situazione e per condividere con la Prefettura ogni passaggio. Ragion per cui ogni atto è stato valutato sotto ogni aspetto. Mi auguro quindi che dopo oltre 30 anni si chiuda questo capitolo. Abbiamo dimostrato ancora una volta che questa Amministrazione fa le cose che devono esser fatte, senza alcuna remora o timore”.

Ringraziamo il Sindaco Giuseppe Colonna per le sue ulteriori risposte e diamo appuntamento ai nostri lettori per la parte conclusiva dell’intervista, con l’auspicio di poterla pubblicare al più presto in funzione dei tempi che il primo cittadino vorrà e potrà darsi.

 

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