UNO STABILIMENTO DA 20MILA METRI QUADRI A MOLA NEL SETTORE GIOCHI PER BAMBINI

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Nell’ultima seduta di Consiglio comunale, Stefano Diperna, a nome di Sebastiano Delre, ha consegnato la “manifestazione d’interesse” di un’azienda barese che commercializza giochi per bambini. La “Toys One” chiede al Comune di Mola un grande lotto per l’edificazione di uno stabilimento da 20mila metri quadri coperti.

Ieri sera, lunedì 31 agosto, nelle battute finali di una seduta di Consiglio comunale tra le più problematiche mai registrate, dedicata interamente alla dirompente “querelle” tra i consiglieri e avvocati Leonardo Losito ed Elisabetta Sciannameo, il consigliere Stefano Diperna (Fratelli d’Italia), a nome del consigliere Sebastiano Delre (Forza Italia), allontanatosi dalla seduta per impegni elettorali regionali, ha consegnato al Presidente del Consiglio comunale Mario Lepore e al Sindaco Giuseppe Colonna una “manifestazione d’interesse” ricevuta da un’azienda che, appunto, manifesta la volontà di insediarsi in territorio molese con uno stabilimento da 20.000 metri quadri.

Il consigliere Sebastiano Delre, in primo piano

Dalle informazioni apprese da “Mola Libera” si tratta di un’azienda barese denominata “TOYS ONE srl, dei Fratelli Azzaro, specializzata da vent’anni nella fornitura di giocattoli e giochi per bambini. Dal 2004 ha intrapreso anche la vendita dei prodotti di prima infanzia e sanitaria. L’azienda dispone di punti vendita a Molfetta (zona industriale), Corato, Bitonto, Andria, Altamura, Bari (presso “La Mongolfiera”).

L’azienda sarebbe intenzionata a realizzare sul territorio molese, in zona industriale, un grande capannone da 20mila metri quadri coperti da destinare alla logistica, al fine della distribuzione dei suoi prodotti sul mercato.

Se concretizzata, si tratterebbe di un’opportunità molto importante per il nostro territorio perchè consentirebbe di assorbire manodopera non solo fortemente specializzata (come avviene per la Sitael), ma anche, e forse soprattutto, operai  e tecnici addetti ai processi della gestione e distribuzione dei prodotti.

Chi scrive, a suo tempo pubblicò numerosi articoli sulla stampa locale a favore dell’insediamento della Sitael: un’iniziativa imprenditoriale che, in fase di acquisizione delle autorizzazioni, fu fortemente contrastata, sia pure sotterraneamente, per interposte persone, da alcuni personaggi politici che ora siedono sia in Consiglio che in Giunta.

Pertanto, “Mola Libera”, convinta dell’indispensabilità di procedere ad un’industrializzazione del territorio comunale con attività non inquinanti, al fine di un significativo incremento occupazionale di una città con elevatissimo tasso di disoccupazione e lavoro nero, oggi come allora, si schiera convintamente per l’insediamento concreto di ogni nuova iniziativa imprenditoriale che apporti benefici occupazionali nel rispetto dell’ambiente e degli obblighi di sicurezza e delle leggi sul lavoro.

4 Commenti

  1. SOLO E SOLAMENTE UN SINDACO VERO.
    COME STEFANO DI PERNA .
    HA POTUTO PORTARE LA SITAEL A MOLA.
    COME SICURAMENTE PORTERÀ , A MOLA DI BARI LA TOYD,S.
    QUESTO VUOL DIRE.
    ESSERE SINDACO. CIOÈ FARE AZIONI.
    STRAORDINARIE, SENZA PUBBLICIZZARE CIÒ CHE È L’ ORDINARIO.
    BRAVISSIMO STEFANO.

  2. Trovo un po’ stramo che un’azienda cosi’ importante affidi la sua “manifestazione di interesse”per un potenziale insediamento a Mola non al Sindaco o all’assessore competente bensi’a un consigliere comunale. Al di la’ dell’anomalia, bem venga um ulteriore insediamento: ci sono aree disponibili nella zona industriale.
    Poi mi piacerebbe sapere chi avrebbe impedito, all’epoca, l’insediamento della SITAEL che ( ero consoigliere comunale all’epoca)ricordo fu votato all’unanimita’. Forse ci si riferisce alle difficolta’ iniziali quando l’allora Amministrazione si ostino’ a lungo a insistere sulla scelta di una zona agricola, sia pur prossima al PIP e alla zona industriale, scelta non condivisa dalle opposizioni dell’epoca e bocciata dalla Regione.

    • L’insediamento Sitael fu osteggiato, per interposta persona, con numerosissimi esposti. In tal senso, furono inviate osservazioni alla Regione Puglia e caldeggiate riservatamente da politici ancora in auge. In queste affermazioni non c’è nessun riferimento a Stefano Gaudiuso.

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