IL SUCCESSO DEL BIF&ST SI CHIAMA FELICE LAUDADIO

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Considerazioni a luci fredde sul Bari International Film Festival. Un successo soprattutto legato alla tenacia del suo ideatore e direttore artistico: il molese Felice Laudadio, voce tra le più autorevoli del cinema italiano.

Dai nostri corrispondenti al Bif&St, Piero Fabris, Daniela Ciriello e Danilo Poliseno.

Si misura l’intelligenza dalla capacità di fare domande, ma abitudini tendenziose l’offendono!

Quanto costa il Bif&St?

Mormorano alcuni, facendo finta di non accorgersene della qualità d’offerte eccellenti e dei numeri che muove, un festival così istruttivo; facendo finta di non sapere che esistono fondi europei a cui attingere per progetti di alto livello!

E, magari, sono gli stessi che si affrettano a imbarcarsi per manifestazioni sul cinema all’estero. “Certi eventi hanno un senso se vi è la partecipazione di un pubblico che “forse” esige Cultura e non distrazione o semplice intrattenimento!”

Faccio mie le parole di un tenace come Felice Laudadio. Parlo di cultura come veicolo di idee e il Bif&st di quest’anno ha confermato la sua capacità attrattiva facendo di Bari il fulcro irradiante di pellicole attorno alle quali sono avvolte narrazioni che divengono arricchimento e riflessione.

(da sinistra) Simonetta Dellomonaco, Felice Laudadio, Margarethe von Trotta, Luigi Lonigro

Non mi soffermo a immaginare le facce degli albergatori e ristoratori o quelle dei proprietari dei caffè nei quali i convenuti: per ritirare riconoscimenti, fare presentazioni e i tanti curiosi di vedere prime cinematografiche e mostre, hanno trovato alloggio e refrigerio, scoprendo la luce della Puglia.

Preferisco parafrasare Margarethe Von Trotta, dicendo: “Certi eventi sono un investimento turistico! In tanti, affascinati dal paesaggio, sono tornati in questa regione”.

Il Bif&St ha dimostrato che si possono organizzare grandi manifestazioni culturali in sicurezza, divenendo un “modello di riferimento” per quanti, come la biennale di Venezia, desiderano organizzare certe manifestazioni al riparo dal contagio.

Circolava in quei giorni la battuta: “Se volete un posto sicuro, al riparo dai contagi, andate al Bif&st!” Gli addetti alla sicurezza erano molto attenti perché si rispettassero le norme di prevenzione covid-19: mascherine, distanziamento sociale, regolamentazione flussi durante gli eventi, ecc..

Tutto questo non sarebbe accaduto senza la lucida follia di Felice Laudadio che, insieme ai suoi collaboratori e partner è riuscito a smontare e riorganizzare il Festival internazionale dei film a Bari in un mese e dieci giorni di lavoro.

Simonetta Dellomonaco, presidente della Apulia Film Commission nel ringraziare il direttore artistico ha sottolineato la sua capacità di apparire imperturbabile.

“L’uomo che non batte ciglio”, è riuscito a trasmettere ottimismo. La sua capacità di guardare lontano e di rielaborare ogni informazione è la forza con la quale, in meno di dieci anni, è riuscito a fare del Bif&st una “intangibile variante strutturale”, un appuntamento importantissimo per quanti si occupano dell’industria cinematografica.

(da sinistra) Simonetta Dellomonaco, Felice Laudadio, Margarethe von Trotta, Luigi Lonigro

Felice Laudadio è rimasto coerente alle sue idee e cioè fare del cinema uno strumento di crescita delle coscienze, perché la cultura è iniezione di vita e senza…  tutto diverrebbe appiattimento, perciò progettandolo, aveva chiara l’immagine di un abbraccio largo sull’orizzonte futuro, con un’apertura mentale che accoglie e avvicina la gente alle pellicole.

E’ questo il segreto del suo ideatore? Un Festival che è divenuto “Inestirpabile” perché la sua radice è nell’animus popolare. Un “Festival” che sceglie la qualità e non tollera nessun tipo di ingerenza.

La Dellomonaco nel precisare che: “il cinema in Puglia è una cosa veramente seria e la nostra regione è il più grande Set europeo, dove nulla non è lasciato al caso” ha sottolineato come ogni investimento deve essere moltiplicatore economico ed è per questo che un Festival del cinema come quello barese è un’interfaccia importantissima per guardare lontano.

Dello stesso avviso Luigi Lonigro, Direttore di 01 Distribution che ha visto nel coraggio di chi ha voluto questi eventi intensi, un trampolino per rilanciare il cinema, ingabbiato dal lockdown

L’undicesima edizione del Bif&st è stata una vetrina (termine riduttivo) di film inediti, retrospettiva di lavori su Mario Monicelli, presentazioni di libri e tutto come una scintilla per illuminare gli orizzonti offuscati dalla paura, un telescopio per guardare lontano, a un firmamento di stelle!

E ancora, tanti riconoscimenti dettati da una giuria attenta e scrupolosa che ha fatto di queste giornate un appuntamento con l’incredibile.

E già: sembrava impensabile la presenza a Bari di Roberto Benigni che ha ricevuto il premio Alberto Sordi per il miglior attore non protagonista nel Pinocchio di Matteo Garrone (al quale insieme a Paolo Del Brocco è stato assegnato il premio Franco Castaldi, quale riconoscimento per miglior produttore film).

Roberto Benigni al Bif&St

Quarantanove minuti di Benigni che con veemenza intelligente ha ricordato che Fellini lo chiamava: “Pinocchietto”, per ammaliare la platea!

L’attore e regista non ha mancato di lanciare battute affilate: “Quanto è bella la lingua tedesca per la poesia e la tortura!”

Di ringraziare, saltellando come una cavalletta da una maschera all’altra, come se fosse in ascolto de “La voce della Luna”, in omaggio alla follia umana con profonda satira.

Roberto Benigni

Il Sindaco Antonio Decaro, a nome della città, gli ha donato un’ampolla contenente la manna di San Nicola. E lui, avrebbe abbracciato tutti in un impeto di calorosa emozione. Ha salutato Bari, terra dei sapori e dell’accoglienza e chissà se riuscirà a girarci una pellicola?

E’ venuto a Bari senza prendersi un euro.

Una manifestazione di stima per l’organizzatore, un gesto d’affetto per la città, un atto d’amore per il cinema.

Le luci si sono spente domenica sera con “LaCapagira” di Alessandro Piva e gira veramente guardando lontano, alla prossima edizione, quella dal 25 settembre al 2 ottobre 2021. 

Alessandro Piva

Arrivederci al 2021!

Roberto Benigni e Felice Laudadio

(Tutte le foto sono di Daniela Ciriello)

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