GALLO: “LE LACRIME DI UNA MAMMA GRIDANO VENDETTA AL CUORE DI DIO”. PSICODRAMMA IN CONSIGLIO COMUNALE

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Una grave crisi morale e di credibilità personale dei consiglieri comunali e degli amministratori ha colpito l’assise istituzionale. Tutto nasce dalla politica intesa come affermazione personale, carrierismo, promozione sociale: ecco perchè scoppiano, sempre più frequenti, i contrasti. Nel caso specifico è stato il conflitto tra i consiglieri Losito e Sciannameo a fare da detonatore.

Le lacrime di una mamma gridano vendetta al cuore di Dio“, con questa frase teatrale il consigliere Giovanni Gallo ha portato al diapason il forte attacco che la consigliera e avvocato Elisa Sciannameo ha ricevuto, nelle scorse settimane, dal collega politico e anch’egli avvocato Leonardo Losito.

Giovanni Gallo

Come abbiamo riportato nei nostri articoli dei giorni scorsi, Losito ha presentato un esposto al Collegio di disciplina dell’Ordine degli Avvocati di Bari chiedendo provvedimenti disciplinari a carico dell’avvocato Elisa Sciannameo, a seguito di pesanti offese che, a suo dire, egli avrebbe ricevuto dalla collega in sede politica.

Come i lettori ricorderanno, successivamente, dopo alcuni giorni, lo stesso Losito ha ritirato l’esposto.

Tuttavia, secondo le norme del Consiglio nazionale forense, la denuncia agli organi di disciplina, pur se ritirata, va avanti d’ufficio per accertare comunque la verità.

Ed è peraltro quello che ha chiesto la consigliera Sciannameo, dichiarandolo a “Mola Libera”, quando abbiamo chiesto chiarimenti ai due consiglieri e avvocati.

Insomma, Losito ha adottato una tecnica politica incomprensibile, a meno che non nasconda ulteriori fini reconditi: ha inteso deferire una collega avvocato al Consiglio di disciplina dell’Ordine, però senza che vi fossero contrasti di natura professionale; ma soprattutto, ha finito, consapevolmente o meno, per rivalersi su una donna al suo ottavo mese di gravidanza.

Un’azione che, al di là di ogni altra considerazione, suscita istintivamente avversione: il rispetto verso una futura mamma, e per il frutto del suo grembo, impone umanamente, in ogni caso, di non farlo.

In apertura di seduta, Leonardo Losito ha rilasciato una dichiarazione per tentare di rasserenare gli animi dei consiglieri comunali, in realtà riavviando un fuoco che covava sotto la cenere, facendolo nuovamente divampare.

Leonardo Losito

Losito ha ammesso di aver reagito in maniera autonoma, impulsivamente, d’istinto, sentendosi attaccato sia sul piano politico che professionale e sentendosi leso, nella sua figura di avvocato, di padre e di educatore sportivo dalla collega consigliera Sciannameo, temendo per la sua immagine sociale.

Tuttavia, egli ha ammesso di aver avuto dopo alcuni giorni un ripensamento autonomo, non forzato da alcuno, ma condiviso con alcuni esponenti di maggioranza, ritirando l’esposto e chiedendo l’audizione al Collegio dell’Ordine per chiedere che l’iter venga interrotto d’ufficio e dolendosi se ha potuto provocare disagio nella futura mamma.

Pertanto, Losito ha chiesto alla collega Sciannameo di accogliere il suo ripensamento, al fine di ripristinare un clima di piena serenità, con il proposito di ridare slancio al programma amministrativo, anche mettendo a disposizione, da quanto ha fatto capire, la sua presidenza della terza commissione consiliare.

Il Sindaco Colonna, nel prendere la parola, ha detto di parlare a nome di tutti i colleghi consiglieri di maggioranza e dei coordinatori delle liste di “Cantiere civico”, ricevendo pieno mandato per chiedere un incontro ai colleghi di “Alleanza per Mola”, al fine di giungere ad un chiarimento finalizzato a ricomporre la convivenza civile con tale forza politica e, auspicabilmente, alla riappacificazione personale tra Losito e Sciannameo.

Il Sindaco Giuseppe Colonna

Con un intervento carico di pathos, Giovanni Gallo è intervenuto per comunicare che “Alleanza per Mola” non accetta l’incontro richiesto dal Sindaco.

Anzi, ha detto Gallo, “Alleanza per Mola” chiede una presa di posizione netta e precisa dal Sindaco sul gesto di Losito, definito “un’aggressione inqualificabile alla quale è stata sottoposta una professionista e una futura mamma”.

“Il collega Losito non può più trovare posto in quest’aula“, ha scandito Gallo. E ha proseguito: “Per il bene di tutti, Losito lasci quest’aula: lei non è in condizione di proseguire un percorso amministrativo dialogico. Non ci interessano le commissioni, gli assessorati, altri incarichi. Chiediamo l’accertamento della verità. Potevate denunciarci penalmente, potevate denunciare anche me che sono corresponsabile. Ma perchè colpire una persona sotto il profilo professionale e, ancor più, di madre? Elisa non ha mai pronunciato quelle parole di offesa riportate nell’esposto di Losito: se qualcuno le ha ascoltate lo dica ora, o taccia per sempre. Spero che il Sindaco vorrà archiviare questa triste pagina per dare vita ad un nuovo inizio”.

L’intervento di Elisa Sciannameo non poteva lasciare indifferente il Consiglio comunale.

Tra le lacrime soffocate, per la consigliera di “Alleanza per Mola”, Losito l’ha turbata profondamente nello stato in cui si trova, accusandola di cose non vere. Chiede, anzi, esige che la questione vada avanti: “La vicenda dovrà essere affrontata nelle sedi opportune per il ristabilimento della verità. Prima del mio schierarmi per l’accertamento dell’incompatibilità di Losito, non ho mai avuto problemi professionali con lui, e nemmeno ce ne sono stati tra i nostri studi legali. Tutto è invece nato da lì, dal mio intervento in Consiglio comunale che evidenziava il suo conflitto di interessi professionale con il Comune di Mola”.

Elisa Sciannameo e Giovanni Gallo

Visibilmente scossa e commossa, Sciannameo ha ripetuto più volte che chi ha sbagliato deve assumersi le sue responsabilità.

E’ quindi intervenuto Stefano Diperna per dire che l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale è stato di complicità a favore di Losito, continuando nella politica fatta di comportamenti arroganti verso i colleghi di minoranza e di offese verso la collega Sciannameo.

“E’ qualcosa di aberrante quello che è stato fatto verso la Sciannameo. Non ho memoria negli ultimi 40 anni di vita amministrativa che siano accaduti simili episodi, mai. E le abbiamo dovute registrare in un’ottica di escalation. Voglio ribadire ancora una volta: quel 16 luglio (seduta di Consiglio comunale nella quale fu affrontata la questione della presunta incompatibilità di Losito a ricoprire l’incarico di consigliere comunale, ndr) non è stato possibile ottenere la revoca della carica di Losito, ma ora è il momento di chiedere a Losito di fare un passo indietro per ristabilire un clima di lealtà in questo Consiglio comunale”.

Stefano Diperna

Losito ha ripreso la parola per ribadire: “Le mie azioni sono il frutto di una reazione. Ora ho chiesto di rasserenare il clima, ma di certo non sarete voi che chiederete e otterrete le mie dimissioni: io sono espressione di una fetta di elettorato al quale soltanto io rispondo”.

E Losito ha proseguito: “Dobbiamo andare avanti: i principi di Gallo sono i miei principi, ma a violarli sono stati loro per primi. Io rispondo al Consiglio nazionale forense che prescrive comportamenti deontologici precisi tra colleghi in qualsiasi sede”.

Il Sindaco si è rivolto direttamente a Gallo, facendo affermazioni di peso: “Confermo la mia vicinanza alla collega Sciannameo, ci dispiace molto della situazione che si è creata dal punto di vista personale. Senza cancellare gli aspetti individuali nella storia di ciascuno, continuo a rivolgere un appello a tutti: fare uno sforzo di comprensione reciproca se c’è la volontà, riflettendo con maggiore serenità al fine di cercare di ristabilire una dialettica politica. Noi ci abbiamo provato ma il nostro tentativo di riappacificazione è stato visto con sospetto. Non sono più disponibile a discutere di aspetti extra amministrativi nella mia azione di mandato. Mi auguro che gli spunti di riflessione si possano utilizzare per arrivare, non dico ad un punto di incontro, ma almeno di dialogo. Mi auguro che questo iter vada a buon fine, facendo ammenda di errori, anche da parte mia, di sottovalutazione.”

Nella replica, Gallo ha precisato che, alla luce delle dichiarazioni del Sindaco, la lettera di Colonna a lui consegnata sarà ora motivo di  ulteriore riflessione, ma, in ogni caso, l’accertamento della verità necessita della chiarezza.

Anzi, Gallo ne ha approfittato per rivolgere una formale interrogazione a Colonna, Orlando, Vincesilao e Ungaro, citati nell’esposto di Losito come testimoni: “avete mai udito parole contrarie alla decenza da parte della Sciannameo nei confronti di Losito?”

Il Sindaco, nel riprendere la parola, e nel ribadire i concetti già espressi, ha sottolineato un’importante presa di distanza da Losito, che ha detto essere stata condivisa con la maggioranza: “Non ci consideriamo corresponsabili dell’azione di Losito. Al posto suo non avremmo mai presentato quell’esposto all’Ordine avvocati”. Gallo ha ringraziato per l’importante chiarimento.

Molto breve ma incisivo l’intervento di Michele Daniele, che, nel parodiare il “cantiere civico” in “cantiere cinico”, si è detto scosso dalle dichiarazioni della Sciannameo, decidendo che “per oggi è troppo”, non ritenendo di continuare nella seduta con le interrogazioni, che pure ha detto di aver preparato.

Michele Daniele

Anche Giangrazio Di Rutigliano, in un brevissimo intervento, si è detto sconcertato dalle dichiarazioni ascoltate in aula, dichiarandosi pronto a chiedere ai colleghi di minoranza una mozione di sfiducia al Sindaco e alla Giunta e rinunciando, lui pure, alle interrogazioni.

Giangrazio Di Rutigliano

Nessuno se l’è sentita di proseguire con la normale attività del Consiglio e, quindi, il Presidente Mario Lepore ha mestamente chiuso la seduta.

CONSIDERAZIONI

Fin qui la cronaca di una seduta assolutamente scioccante. Per chi, come chi scrive, tante ne ha viste e ascoltate in tanti anni di attività politica e giornalistica, si stenta a credere che l’organo di rappresentanza popolare dei cittadini molesi conosca un declino che sembra inarrestabile: morale, ancor prima che politico.

Un tempo il confronto era anche molto aspro e ha pure conosciuto negli anni momenti di intensa contrapposizione. Eppure, su tutto dominava una visione alta della politica, come palestra per l’affermazione di programmi e scelte alternative.

I conflitti non sono mai mancati e gli interessi di gruppi e corporazioni nemmeno. Tuttavia, mai si era arrivati a confondere il livello politico con quello professionale ed umano, giungendo perfino ad attaccare una donna in procinto di diventare madre.

No, tutto questo non è ammissibile. E’ un’offesa alla politica, vista come la nobile arte praticata dagli antichi Greci per la cura della “polis”, della città.

La ragione di questa degenerazione sta preminentemente in un utilizzo della politica come un tram sul quale salire per ottenere un facile trasporto verso obiettivi personali di carriera, di potere, di denaro, di influenza sociale. Poi, alla fermata desiderata, ottenuti privilegi e obiettivi (magari a favore di terze persone o di gruppi e cordate di interesse), si scende.

Fermatevi ora, invece. Fino a che siete in tempo.

Elisa Sciannameo e Giovanni Gallo

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