MICHELE DANIELE SFERZANTE: “GIUNTA BERLEN, CON COLONNA ASSESSORE ALLE PUBBLICHE RELAZIONI”

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E’ il giudizio caustico del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. In questa ampia intervista, che inaugura un ciclo di colloqui di “Mola Libera” con i maggiori esponenti politici cittadini, Michele Daniele boccia senza appello l’azione del Sindaco e della sua Giunta, in particolare dell’Assessore Berlen.

Ecco l’intervista di “Mola Libera” al consigliere Michele Daniele:

A cosa è dovuta la forte offensiva della minoranza, e in particolare del M5S, contro la Giunta Colonna e la maggioranza?

Uhmm… un po’ questa domanda mi sorprende. Come M5S abbiamo fatto una forte opposizione a questa Giunta sin dal primo giorno di questa consigliatura. Non si contano i provvedimenti in cui l’unico voto contrario è stato quello del nostro gruppo. Piuttosto, la vera novità è che negli ultimi mesi a fare opposizione, più o meno dura, è l’intera minoranza, e (forse) un pezzo della ex-maggioranza. Le motivazioni per la nostra forte opposizione sono le stesse per cui abbiamo deciso di candidarci: provare ad amministrare Mola secondo principi di legalità, trasparenza e competenza per l’interesse generale. Questa maggioranza lascia molto a desiderare in ognuno dei citati principi.

I banchi della minoranza. In basso, da destra, i consiglieri di centrodestra: Sebastiano Delre, Stefano Diperna, Michele Palazzo, Vitantonio Battista. In alto, in piedi, Michele Daniele (M5S) e Giangrazio Di Rutigliano (Liste civiche)

Esistono fatti specifici che hanno fatto propendere per un’escalation oppure si tratta di normale dialettica politica?

Ripeto, per quanto ci riguarda non si tratta di  una escalation. Può sembrarlo  per il diverso approccio verso la maggioranza di una rilevante parte del Consiglio comunale. Poi nella dialettica “politica” molese di normale c’è ben poco. La normalità sarebbe che vi fossero differenti visioni sullo sviluppo del paese e che prevalesse l’interesse della maggioranza dei cittadini. A Mola a prevalere è invece l’interesse personale di amministratori e maggiorenti che sono da decenni quasi sempre gli stessi. Le divisioni  sono per questioni personali, spesso momentanee e contingenti. Tant’è che questa maggioranza è un’ammucchiata di persone che si sono avversate in passate amministrazioni e che si sono riunite per pure questioni di potere. Una sorta di  gioco dei quattro cantoni. Con una grossa presa in giro dell’elettorato che invece si richiama a generici valori di “destra” e di “sinistra”. Una coalizione di provenienza destrorsa ma che si proclamava “civica” ma che è diventata sempre più una dependance del PD barese.

Dopodichè è vero che vi sono stati fatti specifici per questo cambio di atteggiamento da parte di diversi consiglieri, il più rilevante dei quali è certamente l’affaire Losito: come è stato gestito dal diretto interessato, le sue confuse e contradditorie dichiarazioni sulla sua autodichiarata incompatibilità, come è stato coperto dal sindaco e da altri consiglieri, gli attacchi del consigliere Losito verso altri consiglieri di minoranza su base personale (appunto).

In primo piano, al centro, il consigliere comunale e Presidente della 3^ Commissione, avv. Leonardo Losito

In che termini è stato deciso di unire i gruppi consiliari di minoranza nell’azione anti Colonna? Esiste un accordo politico preciso in tal senso?

Beh non si tratta né di una unione dei gruppi consiliari di minoranza e meno che mai di un accordo politico. Naturalmente posso parlare dal punto di vista del nostro gruppo non di altri. Occorre fare una premessa riguardo al sistema elettorale e a come si intende la politica. Per quanto riguarda il sistema elettorale comunale sappiamo che è fortemente maggioritario e conduce a risultati paradossali. Il M5S, nonostante sia risultata la prima forza politica a livello comunale si ritrova con un solo rappresentante in Consiglio. Per quanto riguarda il secondo punto, il nostro movimento è “post-ideologico”, nel senso che riteniamo superata la tradizionale divisione tra destra e sinistra, che peraltro si sta rivelando sempre più fasulla. D’altro canto in democrazia contano i numeri e in politica occorre produrre dei risultati altrimenti la propria presenza si traduce in una pura testimonianza “ideologica”, appunto. Questa lunga premessa per dire che non avrebbe senso rifiutare a priori convergenza su specifici punti condivisi con altre forze politiche. Ciò è successo su diversi punti con il gruppo dell’ex sindaco Di Rutigliano ed eravamo sin anche pronti a convergere con l’attuale maggioranza su provvedimenti utili per il superamento dell’emergenza sanitaria. In tale drammatico periodo è emersa in tutta la sua evidenza l’inadeguatezza della Giunta Colonna e della sua maggioranza, dedita esclusivamente ad azioni di patetica propaganda via social. Questa è la peggiore amministrazione che Mola abbia mai avuto e prima si mette fine alla sua esistenza e meglio sarà per il paese. Al riguardo siamo disposti ad unire i nostri sforzi con chiunque condivida questo obiettivo.

Non ritieni che, in ogni caso, per i principi del M5S, un’alleanza, sia pure contingente, con forze politiche molto diverse avrebbe dovuto essere approvata dalla base elettorale del movimento?

Credo questa domanda derivi un po’ da una concezione del M5S come partito tradizionale, con una strutturazione in base elettorale, direzione locale, provinciale, regionale e nazionale. Il M5S è un movimento totalmente destrutturato, liquido, con una base elettorale molto variabile da elezione ad elezione e tutte le decisioni locali vengono lasciate al gruppo locale di attivisti. Gruppo anch’esso molto variabile sia in termini numerici sia come componenti a causa della suddetta liquidità che ci caratterizza. E’ un fenomeno non solo molese ma nazionale. Ciò non toglie che siamo sempre stati allineati con il nostro gruppo di attivisti all’interno del quale condividiamo la linea da tenere in Consiglio, compatibilmente con gli impegni di ognuno e i vincoli posti dal lockdown degli scorsi mesi. A breve riprendiamo con assemblee pubbliche, regole di distanziamento sociale permettendo.

I candidati della lista M5S alle elezioni comunali del 2018

Puoi evidenziare quali sono i punti di maggior critica politica che il M5S muove al Sindaco, alla Giunta e alla maggioranza?

Per il sindaco: aver ingannato la popolazione promettendo impegno per il cambiamento al di fuori del partitismo. Promesse rivelatesi false sia per l’impegno (abbiamo un sindaco part time che fa l’impiegato nel Comune di Triggiano e che sta curando in primo luogo la sua carriera) sia per il cambiamento (la macchina comunale è la solita di sempre, solo più inefficiente, e il metodo è il solito vecchio clientelismo) sia per il civismo essendosi messo al servizio del PD barese, tra l’altro svendendo il territorio di Mola agli interessi di Decaro ed Emiliano.
Per la Giunta: pressoché inesistente e poco incisiva nella sua azione. Ineffabile e incomprensibile l’azione dell’assessora Parchitelli che sembra interessata solo ad indirizzare la gestione rifiuti. L’unico assessorato che lavora indefessamente è quello di Urbanistica e Lavori Pubblici. E purtroppo temiamo molto i frutti di tutto questo suo gran lavoro.
Per la maggioranza: semplicemente credo sia totalmente poco interessata o poco capace, non so, di interpretare il ruolo che la legge assegna ai consiglieri, tranne quello di alzare la mano per approvare le proposte della maggioranza e bocciare quelli della minoranza.

Il Sindaco Giuseppe Colonna in Consiglio Comunale

Ritieni che in materia urbanistica e in altre questioni strategiche la tua visione coincida con quella degli altri consiglieri di minoranza, in particolare di quelli del centrodestra? Eventualmente, in cosa differisce?

A giudicare da come ci siamo espressi nelle votazioni sui provvedimenti approvati in questi due anni direi decisamente di no. Quasi sempre il voto del nostro gruppo è stato antitetico a quello dei consiglieri di centrodestra che per la quasi totalità dei casi è coinciso con il voto della maggioranza. E questa era la risposta breve. La risposta all’ultima domanda richiederebbe altri spazi e forse altri mezzi di comunicazione. A voler sintetizzare con uno slogan direi che le maggiori differenze sono sulla diversa sensibilità sugli investimenti: il centrodestra è maggiormente focalizzato sullo sviluppo di investimenti privati mentre a noi  interessano maggiormente gli investimenti pubblici. Il chè si è tradotto negli anni nell’abnorme sviluppo di edilizia privata e scarsa realizzazione di opere pubbliche. Ma, ripeto, questa tematica merita ben altri approfondimenti che si evidenzieranno  nei prossimi mesi.

Discorso a parte richiederebbe poi la qualità dei lavori pubblici effettuati e, soprattutto, il mantenimento nel tempo degli investimenti pubblici effettuati. Le amministrazioni che si  sono succedute negli scorsi decenni hanno mostrato una qualche capacità nel catturare risorse finanziarie pubbliche ma una scarsissima capacità a usarli bene. Pur con qualche sfumatura tra amministrazioni di centrodestra e centrosinistra, le ultime amministrazioni hanno evidenziato una pressoché nulla capacità nella gestione dell’ordinario.Di soldi a Mola ne sono arrivati parecchi ma sperperati in progetti realizzati male prima ancora che pensati male, con opere lasciate andare in malora subito dopo la loro realizzazione. Strade, scuole, illuminazione, segnaletica, verde pubblico privi di contratti di manutenzione che hanno ridotto Mola ad un paese sciatto, trascurato, sporco, degradato.

I consiglieri comunali di centrodestra. Da sinistra: Vitantonio Battista, Michele Palazzo, Stefano Diperna, Sebastiano Delre.

Come giudichi nello specifico l’azione politica del Sindaco Colonna? E quella dell’Assessore Berlen? Esistono solo ombre o anche luci nella loro condotta politico-amministrativa?

Credo di aver già dato qualche risposta al riguardo nei punti precedenti. In estrema sintesi: ciò che rimprovero maggiormente al sindaco Colonna è la sua incapacità di fare inversamente proporzionale alla sua capacità di fare annunci. Soprattutto gli rimprovero nel non aver messo mano alla famosa “macchina amministrativa” anzi, di averla peggiorata. E se la macchina amministrativa non funziona si paralizza l’intero paese.

Riguardo l’assessore Berlen credo la sua vocazione sia più in ambito accademico più che in ambito amministrativo. Detta in altri termini, credo sia molto più interessato all’ideazione di progetti più che alla loro realizzazione, e meno che mai alla successiva manutenzione delle opere realizzate. Forse avremmo potuto avere un ottimo cattedratico mentre ci ritroviamo un pessimo amministratore.

Mi chiedi di evidenziare anche quale luce. Certo, e chi di noi non ne ha? Colonna credo sia un buon conoscitore dei processi amministrativi ed abbia delle ottime doti di comunicatore. Ma che mette più al servizio della sua carriera personale anziché dello sviluppo della città che la cittadinanza gli ha affidato. Berlen è capace di sviluppare una quantità di lavoro impressionante ed ha una buona capacità di catturare risorse finanziarie. La nota dolente è come vengono distribuite ed utilizzate tali risorse.

Forse la definizione migliore per questa giunta è: una Giunta Berlen con Colonna assessore alle Pubbliche Relazioni.

L’Assessore Nico Berlen, in Consiglio comunale, mentre risponde alle interrogazioni sull’incarico al Politecnico per il Piano Urbanistico Generale (PUG)

Ora che vi è stato l’abbandono di “Cantiere civico” da parte dei due consiglieri di Alleanza per Mola, la maggioranza si è visibilmente indebolita. Pertanto, la minoranza è determinata a far cadere la Giunta Colonna? Oppure può essere ancora ricercata una base di dialogo per la risoluzione, almeno parzialmente condivisa, dei problemi cittadini più rilevanti?

Intanto, non credo che i due consiglieri di ApM abbiano abbandonato alcunché. Personalmente comprendo le loro ragioni per ciò che hanno fatto ma stento a comprendere cosa abbiano intenzione di fare in futuro. Spero di sbagliarmi ma dubito che si spingano sino a far cadere questa Giunta. Che poi è il loro maggior limite: un Consiglio che non ha la potenzialità di far cadere la Giunta è un consiglio impotente e fondamentalmente inutile e che si può quindi ignorare.

Io posso parlare solo a nome del mio gruppo e non dell’intera minoranza che, come già ampiamente specificato, non costituisce un’alleanza. Al riguardo ho sulla “opposizione costruttiva” lo stesso giudizio che aveva Fantozzi su “La corazzata Potemkin”.

Gli strumenti di cui dispone un consigliere di minoranza sono molto limitati: non ha potere deliberativo, non dispone di risorse finanziarie per commissionare consulenze e collaborazioni, non può accedere ai sistemi informativi o alla contabilità. Per proporre e per deliberare occorre conoscere. Ma le informazioni necessarie sono accessibili col contagocce, attraverso l’obsoleto strumento degli accessi agli atti che, per legge, deve essere soddisfatto entro 30 giorni, quando va bene. Insomma, per fare delle proposte e trasformarle in deliberazioni occorre essere al potere. Perché l’azione amministrativa non si esaurisce con l’approvazione di provvedimenti ma occorre tradurre in azioni tali provvedimenti, e questo lo si può fare solo controllando la macchina amministrativa.

Tuttavia nel primo consiglio in videoconferenza durante il lockdown, considerando la drammatica emergenza dovuta all’epidemia, come minoranza è stato fatto un tentativo di dialogo con la maggioranza, ponendo una sola condizione: che fosse ripristinata la legalità degli organi istituzionali e delle procedure. In quella occasione avevamo anche avanzato una serie di proposte. Tutto completamente ignorato dalla maggioranza.

La conferenza stampa di “Alleanza per Mola” che ha spiegato le ragioni dell’abbandono della coalizione “Cantiere civico”. Da sinistra: il coordinatore di “Alleanza per Mola” Giampiero Recchia e i consiglieri comunali Elisabetta Sciannameo e Giovanni Gallo (capogruppo)

Su quali scadenze amministrative più immediate pensi/pensate di dare maggiore battaglia?

Contrariamente a quanto si possa immaginare ed anche rispetto a quanto detto in precedenza, in realtà il nostro approccio non è quello di “dare battaglia” su alcunché. Di fronte ai vari provvedimenti siamo concentrati intanto nel comprenderli al meglio, nel raccogliere tutti gli elementi di conoscenza (“conoscere per deliberare) e nel provare a migliorarli. Ahimè pressoché sempre senza successo a causa di posizioni preconcette della maggioranza che boccia pregiudizialmente le proposte che vengono dal nostro gruppo, anche se di semplice buon senso.

Le scadenze sono le solite: l’approvazione del DUP, documento strategico per definizione che è in ritardo esattamente di un anno, il bilancio preventivo dove proveremo a presentare emendamenti per l’assegnazione di risorse adeguate per la manutenzione ordinaria, il pasticcio della C2.3, del PIRP, del PIP e di tutti i disastri urbanistici perenni originati dalle giunte di centrosinistra, la gestione del patrimonio comunale con il caso paradigmatico del “villaggio vacanze” così come di altri patrimoni abbandonati (uno per tutti: il Magnum Center). E poi c’è la questione variante SS16 che è da riprendere dopo che il lockdown ha bloccato varie azioni che erano in atto.

Il cartello apposto dai residenti illegittimi sul cancello che si affaccia al mare del “villaggio vacanze abusivo”

Quali sono le prospettive del M5S a Mola, tenuto conto che l’azione pubblica appare al momento soltanto limitata all’attività istituzionale?

Le prospettive del M5S a Mola non sono diverse da quelle del M5S a livello nazionale. E’ sotto gli occhi di tutti che qualcosa nel movimento non è andato secondo le speranze nate il 4 marzo 2018 quando il M5S si è imposto come primo partito e forza indispensabile per la formazione di qualsiasi governo.

Diverse scelte, che non esito a definire scellerate, effettuate a livello di governo nazionale hanno fatto perdere il consenso conquistato con le politiche e fatto allontanare sia tanti sostenitori che tanti attivisti. Le defezioni si sono succedute quotidianamente sia a livello nazionale che locale. Il movimento è in una fase di passaggio e si stanno sperimentando approcci diversi con alleanze sia partitiche (come avvenuto in alcune regioni) che con liste civiche (come nelle prossime regionali pugliesi). Non è quindi detto che il Movimento debba presentarsi sempre e solo da solo. Nelle prossime settimane certamente vi saranno eventi pubblici se non altro legati alle prossime regionali, ma contiamo di organizzare alcune assemblee pubbliche su diverse tematiche cittadine.

Una considerazione finale. Ringrazio Mola Libera per la possibilità di chiarire alcuni aspetti della nostra attività amministrativa offertaci con questa intervista. Mi scuso sia per la lunghezza ma anche per la non esaustività delle mie risposte. Invito i lettori a contattarci direttamente per eventuali approfondimenti o chiarimenti. Ciò che vogliamo costruire è una alleanza di cittadini perbene. Mola ne ha bisogno.

Ringraziamo il consigliere Daniele per le risposte alle nostre domande e, ovviamente, provvederemo ad ascoltare innanzitutto il Sindaco Colonna, quale principale destinatario delle osservazioni e critiche dell’esponente del Movimento 5 stelle.

Il consigliere comunale Michele Daniele (a destra) con il Sindaco di Noicattaro Raimondo Innamorato

1 commento

  1. CI SONO NOVITA’ IN MERITO AL NUOVO TRATTO SS16 BARI – MOLA

    E’ POSSIBIILE RIPETERE IL CASO “PONTE DI GENOVA”, MI RIFERISCO AI TEMPI

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