MOZIONE DI SFIDUCIA: FORTE NERVOSISMO IN AULA, MA LEPORE MANTIENE LA POLTRONA

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E’ andata come non era difficile prevedere. La maggioranza, ormai priva dell’apporto organico dei due consiglieri di “Alleanza per Mola”, Giovanni Gallo ed Elisa Sciannameo, ha respinto, sia pure di stretta misura, con nove voti contrari e otto a favore, la mozione di sfiducia a Mario Lepore, Presidente del Consiglio comunale.

La  discussione è stata influenzata notevolmente dagli attriti maturati in un preoccupante crescendo negli ultimi mesi: forte del passaggio di fatto all’opposizione di Gallo e Sciannameo, la minoranza ormai spinge sempre più sull’acceleratore della crisi amministrativa, giocando ogni carta per mettere in fibrillazione una maggioranza che, al di là dei comportamenti di facciata, appare tutt’altro che granitica.

Il nervosismo di Mario Lepore è stato ben evidente nel leggere un parere legale che il Presidente del Consiglio comunale ha avuto cura di farsi rilasciare, al fine di giustificare la sua presenza in aula e il suo voto a norma di legge e di precedenti giurisprudenziali.

Una presenza e un voto che il segretario comunale supplente ha legittimato ulteriormente, sebbene Michele Daniele abbia sollevato insistentemente il conflitto di interessi di Lepore nel votare una mozione che lo ha visto  coinvolto personalmente, proseguendo in un vivace scambio dialettico nel corso della lettura del documento di sfiducia.

Gli interventi di sostegno alla mozione sono arrivati da Michele Palazzo, da Giangrazio Di Rutigliano e da Stefano Diperna, che pure prova ha provato a gettare acqua sul fuoco di un clima sempre più acceso, al quale ha partecipato anche il Sindaco Colonna in un crescendo di accuse e controaccuse, sul ruolo di Mario Lepore.

Un ruolo che i quattro firmatari della mozione (Daniele, Diperna, Di Rutigliano, Palazzo M.) hanno sostenuto essere stato interpretato dal presidente del Consiglio comunale in maniera arbitraria e appiattito sulle posizioni del Sindaco e della maggioranza, con atteggiamenti di discriminazione e di mancate garanzie per la minoranza.

La maggioranza ha sostenuto ovviamente con convinzione l’assenza di discriminazioni della minoranza da parte di Mario Lepore ed esaltato il suo ruolo super partes.

Al momento del voto segreto, ai quattro firmatari della mozione si sono aggiunti altri quattro consiglieri: con tutta probabilità Sebastiano Delre e Vitantonio Battista, oltre a Giovanni Gallo ed Elisa Sciannameo, tra i principali accusatori di Lepore nella nuova e complessa fase politica di recente da loro stessi aperta e che prefigura scenari inediti nel dopo elezioni regionali del 20 e 21 settembre.

Mario Lepore accanto al Sindaco Giuseppe Colonna, all’Hotel Gabbiano mercoledì 29 luglio 2020

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