RIPAGNOLA: IL PARCO E’ UN “PACCO” PER MARIO CONCA E “I PASTORI DELLA COSTA”

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A differenza della moderata soddisfazione espressa dall’associazione molese “Chiudiamo la discarica Martucci”, un comunicato di numerose sigle dell’ambientalismo pugliese denuncia che l’approvazione della legge istitutiva del parco di Costa Ripagnola nasconde un’operazione di stravolgimento dell’iniziale provvedimento, con la vanificazione di una vera tutela ambientale. Inoltre, Mario Conca (ex M5S), unico consigliere regionale ad aver espresso voto contrario, denuncia l’approvazione degli emendamenti del PD Amati: “Il parco sarà ad uso e consumo dei costruttori”.

Ecco il comunicato di numerose sigle dell’ambientalismo pugliese:

APPROVATO IL PACCO

UNICO VOTO CONTRARIO Mario Conca

*Per l’area protetta c’è bisogno ancora di lottare in tutte le Sedi più opportune!

*Approvata la legge di istituzione del parco di Costa Ripagnola: l’area naturale protetta diventa una bellezza da conservare per le future generazioni, naturalmente il diavolo si nasconde nel dettaglio e bisogna capire quali emendamenti, in contraddizione con il disegno di legge approvato dalla V commissione, sono stati infilati all’ultimo momento nell’odierno consiglio regionale.

*I tanti comitati, gruppi, associazioni e forze politiche, non presenti in consiglio regionale, sono in attesa di conoscere il testo definitivo per elevare il livello di attenzione e controllo affinché manovre speculative non vengano ammantate sotto la legge di tutela.

*Naturalmente eventuali profili di illeciti penali o di incostituzionalità verranno immediatamente denunciati e inoltrati alle autorità competenti.

*Verdi Puglia, Fai Puglia, Comitato per la Tutela delle Coste – Monopoli, M24A Equità Territoriale, Comitato per la Tutela del Territorio Area Metropolitana di Bari e Coordinamento Associazioni e Comitati i Pastori della Costa

Nello specifico, il Comitato “I Pastori della Costa”, che per primo ha avviato la battaglia per l’istituzione del parco, così ha pubblicato:

Attivisti del comitato “I pastori della costa” davanti alla sede del Consiglio Regionale
*LEGGE PARCO COSTA RIPAGNOLA*
Oggi 28 luglio 2020
 
In una nota diffusa in serata il Comitato I Pastori della Costa-Parco subito commentano la legge istitutiva del Parco Regionale di Costa Ripagnola appena approvata dal Consiglio regionale.
 
“Il provvedimento approvato oggi dall’Assemblea regionale è la conclusione di un percorso travagliato per la tutela di Costa Ripagnola attesa da 23 anni. Di questo dovremmo essere ed in parte siamo soddisfatti, non foss’altro che per l’intensità di sforzo che I Pastori, assieme agli altri associazioni e comitati, hanno profuso.
 
Ma non possiamo celare la totale contrarietà al metodo ed al merito del provvedimento per i continui assalti peggiorativi al testo.
 
Assalti consumatisi prima in Commissione consiliare ed oggi in Aula. Il Comitato de I Pastori valuterà, a testo definitivo pubblicato sul BURP, le eventuali azioni in sede giudiziaria, fino anche alla Consulta, per evitare che l’applicazione della legge determini addirittura un peggioramento delle condizioni ambientali del territorio polignanese.
 
Quel che più fa specie, però, è che tutta l’area del progetto SERIM, delimitata in zona 1 nel ddl della Giunta regionale, è stata riportata in zona 2 del Parco dove, con le modifiche apportate alle norme mediante gli emendamenti proposti dal consigliere Amati su richiesta del Comune di Polignano, saranno possibili ristrutturazioni degli edifici esistenti mediante demolizione e ricostruzione.
 
Di fatto un via libera nel parco agli interventi oggi all’attenzione della magistratura penale dopo un esposto presentato da I Pastori.
 
Si avrebbe la situazione paradossale per cui una lottizzazione di fatto, in contrasto con le norme di PRG di Polignano e con il PPTR, potrebbe vedere la luce determinando peraltro un incremento patrimoniale proprio per la presenza dell’area protetta.
 

Questo è il comunicato stampa di Mario Conca (ex Movimento 5 Stelle), candidato alla Presidenza della Regione Puglia alle prossime elezioni regionali del 20-21 settembre, che motiva il suo voto contrario:

Ed ecco un approfondimento di Mario Conca sulla legge approvata:

Il consigliere regionale Mario Conca

Grande delusione degli ambientalisti che, dopo ventitré anni, pur vedendo finalmente approvata la legge istitutiva del parco di Costa Ripagnola, hanno assistito al suo completo stravolgimento ad opera degli emendamenti presentati dal consigliere regionale Amati.

Si parla già di parco dilaniato, di parco ad uso e consumo dei costruttori.

La legge approvata è, in alcune parti assolutamente dissimile dall’originale, approvata dal Presidente Emiliano e dalla sua Giunta nel febbraio del 2020, dopo una approfondita analisi dello stato del territorio e dopo un articolato processo partecipativo che ha coinvolto comitati, associazioni e Sovrintendenza, oltre agli Enti interessati.

Un lavoro lungo, attento e condiviso validamente diretto da Barbara Valenzano, capo dipartimento ambiente della regione Puglia.

Il consigliere Amati – che ha fatto anche propri  emendamenti del Comune di Polignano senza peraltro elementi conoscitivi idonei sotto il profilo tecnico – ha proposto modifiche allo schema di legge che consentiranno di demolire i trulli sul tratto costiero tra Cozze e Monopoli e di realizzare nuove costruzioni all’interno del parco.

Ciò è contro ogni misura di salvaguardia e non traguarda le finalità di tutela e conservazione proprie del parco.

Le peculiari modalità con cui si è dispiegato il percorso di modifica del disegno di legge, in cui il comune di Polignano ha sviluppato una propria “interfaccia” nella persona del sindaco Vitto, senza peraltro legittimazione da parte della  Giunta,  ha portato a modifiche sostanziali e di impatto davvero rilevante dal punto di vista della tutela paesaggistica di questo splendido tratto costiero, punteggiato di trulli immersi tra il verde dei campi di grano e l’azzurro del mare.

Inoltre, a proposito delle cartografie, necessarie per stabilire le zone del parco e i loro diversi livelli di tutela, la legge approvata non ha recepito le cartografie della commissione ambiente,  pertanto ci possono essere contraddizioni e difformità tra diverse cartografie con conseguenti profili di illegittimità costituzionale anche di tipo penale.

Inoltre lo stralcio e l’eliminazione dalla perimetrazione del parco di alcune zone a massima tutela  ha l’effetto di sottrarre aree di rilevante valore naturalistico, paesaggistico e storico creando una disomogenea individuazione di aree che, invece, sono accomunate dai medesimi valori naturali ed ambientali.

In un emendamento è stato addirittura proposto e approvato il piano casa all’interno di un’area protetta e ciò vuol dire che si possono realizzare ampliamenti degli edifici esistenti fino ad un massimo del 20% della loro superficie utile.

Infine si autorizza all’interno del territorio del parco la realizzazione di strutture amovibili che non hanno bisogno né del permesso a costruire e né dell’autorizzazione paesaggistica ma che tuttavia rilevano un significativo potenziale impatto sull’area del parco (bar, gazebi e case prefabbricate).

 

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