CARLO COPPOLA, OPERATORE CULTURALE PUGLIESE PER L’AMICIZIA TRA I POPOLI

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“Gli Armeni in Sicilia”, quando la Storia è seme di riflessione per l’Armonia dei Popoli.

Il saggio di Carlo Coppola dal titolo: “GLI ARMENI IN SICILIA” (LB edizioni, Pagg.100. €10,00) con Prefazione di Vahe Gevvorgyan, si offre al lettore contemporaneamente in lingua e caratteri armeni.

Il Volume stampato in occasione dell’insediamento del settimo ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, S.E. Tsovinar Hambardzumyan si svela fin dalle prime pagine di notevole interesse in quanto dimostra la Sicilia, per la posizione nel mediterraneo, un luogo d’incontri, di incroci di popoli, di culture, ma soprattutto terra dove le tradizioni diverse riescono a farsi tasselli di un mosaico vivace di pace.

Lo studio del Coppola evidenzia l’intraprendenza del popolo armeno, la sua capacità di coniugarsi con realtà diverse senza perdere la propria identità; ne mostra l’anima mansueta e poetica!

Carlo Coppola visita il museo ARF con la nipote del primo ministro Hamo Ohanjanyan

L’autore si conferma un ricercatore di raro talento non solo nel riuscire a “scovare”, recuperare informazioni, storie e leggende, ma soprattutto nel realizzare una “comparazione di versioni”, veramente illuminante e, lo fa con passione contagiosa.  

Gli Armeni in Sicilia è quindi un lavoro denso e intenso che ci chiarisce le possibilità degli scambi tra popoli dinamici che sanno fare ponte tra oriente e occidente fin dai tempi più remoti in una dimensione multietnica ed etica che è esempio di prosperità e armonia.

Carlo Coppola (a sinistra), con il prof. Grigor Ghazaryan

Carlo Coppola (Varese 1979), cittadino italiano e armeno. Nel 2006 ha conseguito il dottorato in italianistica con la tesi “ricerche sul teatro religioso meridionale d’età barocca” presso l’università di Bari. Cofondatore del centro studi Hrand Nazariantz di Bari nel 2001 si occupa di argomenti armeni. Tra le principali pubblicazioni: Hrand Nazariantz, frammenti diuna doverosa biografia (2012), Santi Armeni in Italia, traccia del culto di San Gregorio l’Illuminatore (2014); Profughi armeni a Bari tra istituzioni filantropiche e chiesa cattolica nella crisi degli anni trenta, (edizione critica e curatela del libro di Henry Barby “Nella terrra del terrore: il martirio dell’Armenia.

Vahe Gevorgyan (Yerevan 1973) ha conseguito il dottorato di ricerca in scienze giuridiche con la tesi “Alcuni problemi teorici del potere dello stato” presso facoltà di giurisprudenza università statale di Yerevan. E’ ordinario presso la cattedra di teoria e storia del diritto e dello stato.Tra le principali pubblicazioni “il manuale di diritto comparato (2019)”; “Sul meccanismo del potere dello Stato” (2018); Sul ruolo teleologico delle funzioni dello stato (2017);  Ha conseguito un master presso l’università Ca’ Foscari di Venezia. Svolge attività di Capo Supervisore legale presso il centro di traduzione Ministero della Giustizia della Repubblica Armena.

Da sinistra: Carlo Coppola, Minas Lourian, Piero Fabris, Nigol Bezjian

 

 

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