LAMA SANT’ANTONIO: ALTA PERICOLOSITA’ IDRAULICA, MA AL COMUNE FANNO FINTA DI NIENTE. LE NOVITA’

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Proseguono i lavori per l’installazione di un chiosco in stretta aderenza con la parte terminale del canalone di Sant’Antonio. Il Comune di Mola, dal Sindaco, all’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici, al dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale non hanno risposto agli interrogativi posti da “Mola Libera”. Eppure le Norme tecniche di attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Puglia parlano chiaro: prima della realizzazione di un nuovo intervento in aree sottoposte a vincolo idraulico, deve essere richiesto un parere vincolante all’Autorità di Bacino che, tuttavia, dalle informazioni in nostro possesso, non è mai stato presentato. Peraltro, una lettera del 2019, dei residenti nella zona, indirizzata al Comune, mette in luce un ulteriore problema: il canalone come recapito finale delle acque piovane di due grossi quartieri. Infatti, da Cerulli e oltre ferrovia, nonchè dal Cozzetto, verrebbe convogliato nel tratto finale della lama il ruscellamento delle acque meteoriche: con ciò aumentandone il carico idraulico. Il Comune di Mola ha obblighi ben precisi che continuano ad essere ignorati da amministratori e funzionari. Perchè?

Proseguono i lavori per il posizionamento del chiosco per la somministrazione di alimenti e bevande nel tratto finale del canalone Sant’Antonio, con totale noncuranza da parte del Comune di Mola, oltre che del progettista e del direttore lavori, delle precise norme stabilite dal Piano di Assetto idrogeologico per le aree ad Alta pericolosità idraulica.

I lavori in corso per l’installazione del chiosco per la vendita di alimenti e bevande a stretto ridosso del canalone di Sant’Antonio, classificata ad Alta pericolosità idraulica

La Giunta Regionale della Puglia, con delibera n. 1792 del 2007, incaricò l’Autorità di Bacino della Puglia il compito di redigere la nuova Carta Idrogeomorfologica del territorio pugliese, quale parte integrante del quadro conoscitivo del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), adeguato al Decreto Legislativo 42/2004. In ottemperanza ai compiti attribuiti della Convenzione approvata con DGR 1792/2007.

Nel caso particolare della “Lama Sant’Antonio”, oltre alla presenza del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) è presente anche il reticolo IGM e il reticolo della Carta Idrogeomorfologica.

Ai sensi dell’art. 4 comma 4 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PAI, ogni intervento previsto nelle aree soggette a vincolo, in relazione alle condizioni idrauliche, alla tutela dell’ambiente e alla prevenzione di presumibili effetti dannosi prodotti da interventi antropici, salvo gli interventi di somma urgenza, è sottoposto a parere vincolante dell’Autorità di Bacino.

Da una lettura delle cartografie si evince che il canale Sant’Antonio è soggetto a vincolo PAI, in particolare, soggiace agli artt. 4, 6, 7 e 10 delle NTA del P.A.I.

Nella cartografia del Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Puglia, si nota il corso della lama di Sant’Antonio, classificata ad Alta pericolosità idraulica

L’art. 6 recita che “ai fini della salvaguardia dei corsi d’acqua, della limitazione del rischio idraulico e per consentire il libero deflusso delle acque, il PAI individua il reticolo idrografico, nonché l’insieme degli alvei fluviali in modellamento attivo e le aree golenali, ove vige il divieto assoluto di edificabilità”, invece, l’art. 10 individua le fasce di pertinenza fluviale.

In dette aree possono essere consentiti tutti gli interventi previsti dagli strumenti di governo del territorio, di cui all’art. 7 delle Norme tecniche di attuazione del PAI (già riportato nel precedente articolo), a condizione che venga preventivamente verificata la sussistenza delle condizioni di sicurezza idraulica, come definita dall’art. 36, sulla base di uno studio di compatibilità idrologica ed idraulica subordinata al parere favorevole dell’Autorità di Bacino.

https://www.molalibera.it/2020/07/04/chiosco-sul-fronte-mare-in-area-ad-alta-pericolosita-idraulica-manca-lautorizzazione/

In primo piano, il tratto terminale della lama di Sant’Antonio, con il tratto interrato. In evidenza, il cerchio che descrive l’ubicazione del chiosco in corso di installazione.

Tutte norme che, da quanto ci risulta, tranne formali smentite (delle quali prenderemo volentieri atto), non sono state assolutamente osservate nel caso del progetto e della messa in opera del chiosco di cui stiamo trattando.

La petizione dei residenti nella zona del tratto terminale del canalone Sant’Antonio

Peraltro, nel frattempo, abbiamo avuto modo di ricevere una lettera indirizzata alle Autorità comunali, con protocollo del 7 maggio 2019, nella quale un gruppo di cittadini residenti nell’area del tratto finale della lama Sant’Antonio, ha evidenziato, in base a notizie di stampa, che trattandosi di un canale recettore di acque, già precedentemente esondato più volte negli ultimi anni, un nuovo progetto di convogliamento di acque nella Lama possa creare nuovamente problematiche di allagamento.

Sono state omesse per privacy le firme dei cittadini allegate alla lettera inviata al Comune

In particolare, l’Assessore Berlen illustrò il progetto di convogliamento delle acque meteoriche dai quartieri oltre ferrovia nel corso della seduta di Consiglio comunale del 4 settembre 2018, con la  suddivisione in due lotti funzionali: il primo per l’area compresa tra via della Pace e via San Sabino; il secondo per  la zona da via Don Russolillo a via Caracappa. Tutto al fine di evitare gli allagamenti di Via Manzoni.

L’Assessore Berlen chiarì che per i due lotti vi sarebbero stati due recapiti diversi, previo trattamento della cosiddetta “acqua di prima pioggia”.

Il primo lotto avrebbe visto il ruscellamento, con irreggimentamento e confluenza nell’impianto già esistente, all’angolo tra Via San Pio e Viale Europa Unita, che dovrebbe servire anche il quartiere Cozzetto.

Un impianto finalizzato al trattamento delle acque piovane per poi convogliarle nel tratto finale del canalone di Sant’Antonio: la struttura tuttavia non è mai entrata in funzione e probabilmente è ormai un ammasso di ruggine inservibile, anche se furono realizzate le condotte di convogliamento fino al fronte mare, lungo Viale Europa Unita e Via Piero Delfino Pesce; insomma, un’ennesima incompiuta.

Il secondo lotto convoglierebbe anch’esso nel canalone di Sant’Antonio, attraverso un diverso impianto e percorso non ben specificati. 

In sostanza, i firmatari della petizione indirizzata alle Autorità comunali paventano l’arrivo nel tratto finale del canalone di Sant’Antonio di una notevole massa d’acqua da ampie zone urbane che, in condizioni di forte piovosità si sommerebbe all’acqua convogliata ovviamente nel canalone dalla zona a monte della lama, generando condizioni critiche che potrebbero portare ad esondazioni, in specie, se, in presenza di mareggiate, il mare non ricevesse adeguatamente il forte carico idrico di acque meteoriche.

Liquami nel tratto finale del canalone di Sant’Antonio e, quindi, in mare: un evento negativo che si ripetuto molto spesso negli ultimi anni. Qui verrebbero convogliate le acque meteoriche provenienti da quartieri molto estesi, come Cozzetto e Cerulli.

Ricordiamo che, con l’acuirsi dei fenomeni meteorici estremi dovuti al cambiamento climatico,  i tempi di ritorno delle esondazioni possono essere anche più brevi dei normali 25 anni.

Ecco perchè è molto importante che l’Autorità di Bacino venga interpellata: non solo per validare o meno il posizionamento del chiosco ai margini della lama, ma non da meno per verificare la sicurezza idraulica del recapito finale delle acque meteoriche di quartieri molto estesi ad ampia superficie impermeabile e, quindi, con copiose acque di ruscellamento.

Peraltro, è allo stesso tempo importantissimo che l’Autorità di Bacino venga coinvolta dal Comune per lo studio e la messa in sicurezza dell’intero tratto della lama Sant’Antonio che, come tutti i molesi sanno, presenta ampie zone del suo corso completamente tombate.

Infatti, non è chiaro in che condizione si trovino i tratti interrati della lama: se cioè siano liberi o meno per lo scorrimento delle acque che, da tempo immemorabile, provengono da oltre ferrovia, dalle campagne che insistono al di là della Via Vecchia per Conversano.

Un intasamento dei tratti tombati, in presenza di forti eventi alluvionali, potrebbe comportare conseguenze gravissime.

In tal senso, l’Amministrazione comunale dovrebbe attivarsi per la ricerca di finanziamenti per la realizzazione di un canale deviatore, al fine di eliminare con certezza il rischio idraulico della Lama Sant’Antonio.

Tutte le questioni rappresentate in questo articolo attengono alla sicurezza della popolazione per eventi che tutti ci auguriamo mai debbano accadere: eppure dall’accortezza e dalla lungimiranza degli amministratori per la prevenzione si nota la maturità politica di una classe dirigente.

Al momento, tale maturità, con riferimento al caso specifico, non è stata dimostrata: infatti, preoccupa, e molto, il totale disinteresse per il rispetto delle norme sancite dal Piano di Assetto Idrogeologico.

Un silenzio che, se i lavori per il chiosco andranno avanti senza l’obbligato coinvolgimento dell’Autorità di Bacino, in base alla normativa in vigore, potrebbe interessare invece altre autorità per l’omissione di atti d’ufficio di amministratori e funzionari comunali, oltre alle responsabilità in capo al progettista e al direttore dei lavori.

L’area di installazione del chiosco, a stretto ridosso del canalone di Sant’Antonio classificato ad Alta pericolosità idraulica dal Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Puglia

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