LA POESIA, IL BAGLIORE CHE ILLUMINA L’ESISTENZA

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Piero Fabris, scrittore e artista, offre ai lettori di “Mola Libera” le sue immaginifiche considerazioni sull’eterno significato della poesia. “Il poeta coglie nell’aurora i primi filamenti del giorno e con essi ricama una trama unica e sottile: vibrante si fa verso che abbraccia e schiude alla meraviglia”.

SUI SENTIERI DELLA POESIA

Piero Fabris con una delle sue opere pittoriche

Non amo certi circoli dove le recensioni devono essere di cortesia e i premi devono essere dati alla carriera più che al talento.

Da qualche tempo preferisco astenermi dal partecipare a eventi dove piuttosto che assaporare versi bisogna sgomitare per esibizioni dell’egocentrismo, oppure chiamato in giurie dove alzare una paletta per dare un buon voto.

Della mia opinione onesta non hanno bisogno certi ostinati e permalosi che prima di mostrarci l’opere proprie ci mostrano i curriculum.

Nell’arte cerco il carattere originale, la visione spontanea e magari non conforme agli altri, ma vera.

Di primi della classe e piccinerie di sedicenti artisti, che parlano di loro percorsi come esibizioni in circhi e fiere, certi attributi ne hanno abbastanza.

Si confonde la poesia come uno sfogo. È invece un’Arte che merita rispetto.

Non è il frutto di un disadattato o uno strumento di evasione, quanto la scelta di termini e la sintesi migliore che unisce il profondo all’immenso.

È una forma elegante ed evocativa con la quale l’artista riesce a esprimere il senso muto e palpitante che cerca il verbo migliore per essere identificato costruttivamente.

Grazie a note e fiaccole che in un attimo si coglie, la poesia deve essere compresa come arte e patrimonio di tutti!

Solo il poeta sa coordinare e riconoscerne i cristalli per farne ingredienti di certi sentieri di bellezza e con essi ci lavora perché splendano e, ogni bagliore sia atmosfera magica.

Solo il poeta sa fare della parola lo strumento vibrante e risonante per l’anima. Diffido di quanti chiamano il loro bisogno di attenzione lirica. Bisogna dare il giusto nome alle cose. La poesia non è un verso banale. E dietro tanta arte vi è sempre ricerca, studio, lavoro non improvvisazione.

Il poeta coglie nell’aurora i primi filamenti del giorno e con essi ricama una trama unica e sottile che vibrante si fa verso che abbraccia e schiude alla meraviglia.

La poesia è un distillato di parole nelle quali tutti riconoscono quel bagliore che identifica in un attimo il buono e bello che unisce e…
non sapevamo riconoscere.

L’Opera dell’Artista può non essere elegante, ma sempre deve essere intensa, in qualche modo incandescente, per suscitare, almeno per un breve attimo una vibrazione, un lampo, un brivido che sveli l’essenza dell’oltre celato nell’apparente.

E mentre il seriale e l’abitudine usurano il semplice… il suo compito è fare di un bagliore una carezza, fremito ed eco che ci ricordi la radice comune, quella della bellezza pura e splendida!

Saltimbanco della Fantasia, inebriato dai menestrelli, feci della poesia il filo teso sul quale unire due punti in vocali e consonanti, sospesi tra testa e cuore in parole scelte come chiavi.

Tutta l’arte è per me quel fil sottile sul quale è tracciata la via del profondo come sentiero mistico. Vetta per contemplare oceani di pace e ritrovare respiro che allarga la coscienza.

L’Arte è la radura dello spirito, della ricerca che è letizia ed epifania del Cosmico, ovvero il grande ordine della bellezza, espressione intelligente della vita creazione e creatrice.

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