IMU, TASSA INGIUSTA PER I PENSIONATI SENZA PRIVILEGI

0
113

Ci scrive il dott. Giuseppe Franco, esprimendo il suo punto di vista sull’IMU, l’Imposta Municipale Unica, la tassa sulla proprietà degli immobili. Va pagata per le prime case solo se considerate di lusso. Si paga sempre per la seconda abitazione e altri immobili. Ad essere penalizzati sono i pensionati che, ad esempio, si spostano presso le abitazioni dei propri figli in altre città italiane.

L’ IMU è una patrimoniale e come tale dovrebbe essere basata, nel rispetto degli artt. 3 e 53 della Costituzione, sul patrimonio e non, come fin da quando tale tributo, con altro nome, fu varato, sulla residenza, da sempre, praticamente decenni, aggirata con false residenze e con le finte separazioni, che hanno generato e generano illeciti fiscali e penali, fino al voto di scambio e con esso il tristissimo rito delle transumanze elettorali, che alterano la democrazia. 

In più le false residenze hanno sempre portato e portano a truffe gigantesche ai danni delle compagnie elettriche, del gas e dell’acqua, che hanno tariffe diverse relativamente ai contratti fra prime case e seconde abitazioni, quindi fra residenti e non residenti.

Tale tassa, fin dal suo primo “vagito”, proprio perché basata sulla residenza, oltre a quanto ricordato, ha determinato anche che, in percentuale o in tutto, è stata, da sempre, e sarà così fino a quando non si cambieranno le cose, pagata più dai poveri che dai ricchi o solo dai figli di nessuno al posto dei ricchi e per i ricchi. 

Berlusconi la tolse sulla prima casa abitata dal proprietario. Fu la prima volta, forse. Nulla fece, però, per i tanti che, per fame, come i nostri emigranti del sud, nella loro unica abitazione, non riuscivano più a risiedere. Poi, dopo un anno, la rimise. 

Monti, nel 2012, aumentò di molto la aliquota per tutti. Residenti e, soprattutto, in pratica il doppio, per i titolari di abitazioni con residenti. Una tragedia. Da pochi miliardi di introito, si passò ad una montagna di euro. 

Poi Letta (Enrico), nel 2013, tolse di nuovo l’IMU ai proprietari di casa residenti, senza nulla fare per i non residenti. Come, in pratica, Berlusconi.

L’unica differenza fu che Letta tolse la patrimoniale in questione anche agli appartenenti alle Forze Armate ed alle Forze dell’ordine, titolari di un’unica casa non abitata. Il tutto, perciò, ancora ed ancora di più, contro gli artt. 3 e 53 della Costituzione. Nella indifferenza generale.

La catastrofe finale fu, poi, con Renzi. Da premier confermò quanto fatto da Letta, nonché tolse L’IMU ai pensionati trasferitisi all’estero, dove già percepivano e percepiscono la pensione lorda. Più soldi, meno tasse. Povera Costituzione. 

Tale cosa, al contrario dei pensionati che si sono spostati o si spostano lungo lo stivale che, non potendosi iscrivere all’AIRE, come quelli che sono andati o vanno a godersi la vita all’estero, la tassa l’hanno sempre pagata doppia, proprio come tutti i non residenti proprietari di casa. 

E se i pensionati trasferitisi all’estero non pagano, chi emigra, invece, per lavoro, perciò per fame, paga ed ha sempre pagato.

Quindi un pensionato che se ne va a Tunisi non paga L’IMU, mentre un pensionato che si trasferisce da Messina a Cesena dai figli, paga e pure con tassa raddoppiata. 

Stesso discorso per gli anziani che si trasferiscono nelle RSA. Chi ha più case, poi, se ne da’ una ad un figlio, in comodato gratuito, a fronte di un enorme patrimonio, paga da anni, il 50%.

Purtroppo, nonostante i pessimi risultati da un punto di vista della costituzionalità dell’IMU e le sue becere conseguenze, lo stesso perfido meccanismo della residenza è stato applicato anche per il REI, prima, e per il RDC, dopo. Incostituzionali altrettanto per violazione dell’art. 3 della Magna Charta. E sempre a danno degli emigranti dal sud.  

Cordiali saluti.

Dott. Giuseppe Franco 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here