AGIMUS: GRANDE, IMMENSO LUCIO. CRISTIAN LEVANTACI NEL DUO BATTISTI-MOGOL

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Con l’io narrante di Giulio Rapetti, in arte Mogol, e la voce di Lucio Battisti, il cantante e attore Cristian Levantaci ha magistralmente evocato per il pubblico dell’AGIMUS, nella spendida cornice del Chiostro di Santa Chiara, la memoria di un periodo indimenticabile della musica leggera italiana.

Il Maestro Piero Rotolo, direttore artistico, ha dato il via alla stagione estiva 2020 dell’AGIMUS, sabato 27 giugno, alle 21:15, dopo la forzata pausa imposta dall’emergenza sanitaria Covid-19 che ha bloccato tutte le attività artistiche, quasi ovunque nel mondo.

Il Maestro Piero Rotolo ha presentato la nuova stagione AGIMUS, sul palco del Chiostro di Santa Chiara

Le parole di Piero Rotolo, seguite da uno splendido filmato, carico di suggestioni e di emozioni, sono state evocative del vero significato dell’arte e della musica: gli esseri umani non possono vivere senza di esse.

Il potere universale trasmesso dalla composizione e dall’esecuzione musicale permea tutta la storia dell’Uomo, fin dall’antichità, e giunge fino a noi, nella civiltà della iper-tecnologia, per alimentare la nostra creatività, la nostra anima e il nostro cuore, confortandoci, nutrendo lo spirito, esaltando la nostra forza emotiva. Ecco perchè non saremo mai macchine.

Ed ecco perchè la riapertura dei luoghi dello spettacolo non poteva attendere ancora, pur con tutte le cautele e le accortezze legate alle norme di distanziamento sociale, per evitare il riaccendersi del coronavirus.

Il Chiostro di Santa Chiara, ancora una volta, e a maggior ragione in questo difficile frangente, si conferma il palcoscenico ideale per gli spettacoli all’aperto dell’AGIMUS: ottima acustica, felice isolamento all’interno delle spesse e solide mura dell’antica struttura conventuale, microclima invidiabile anche nelle serate estive più torride.

La musica ha quindi ripreso a riecheggiare nell’antico chiostro, con un avvio di stagione oltremodo brioso e trascinante.

L’inaugurale omaggio a Lucio Battisti del cantattore Cristian Levantaci, con l’ensemble Suoni dal Sud, ha trascinato il numeroso, ma ben distanziato, pubblico presente in un coinvolgimento crescente di ricordi e sensazioni, per un tempo ormai lontano eppure così presente nella memoria della generazione che ha vissuto l’età giovanile negli Anni ’70 del secolo scorso, ma che evoca ancora oggi forti suggestioni anche nelle giovani generazioni.

Cristian Levantaci, racconta la vita e i successi di Lucio Battisti

La musica di Battisti, infatti, non conosce confini nel tempo e le parole di Mogol sono intramontabili, come i buoni classici della letteratura.

Ed è stato questo il registro artistico che ha segnato l’intera serata, con Cristian Levantaci nell’alternanza dell’io narrante di Mogol, al secolo Giulio Rapetti, e della voce del grande Lucio.

E’ stato un percorso a tratti sinuoso e liscio come seta, nei momenti del racconto della crescita professionale e dei successi del formidabile duo, per farsi accidentato e aspro quando Levantaci ha narrato la rottura della grande amicizia e lo spegnersi del sodalizio artistico, fino alla fine prematura e tormentata di Battisti.

Se il racconto non poteva non essere contraddistinto dalla verità storica dei fatti, a tratti dissacrante e cruda, la musica e i testi delle canzoni hanno segnato, per l’intera serata, il trionfo della grande innovazione artistica e stilistica portata da Lucio Battisti e da Mogol nel panorama della musica italiana di inizio Anni ’70.

Un registro che Cristian Levantaci, con gli arrangiamenti e la musica corale dell’ensemble “Suoni dal Sud”, ha interpretato con passione ed eccezionale bravura, porgendo al pubblico il repertorio, ancora fresco e vivissimo di Battisti, in maniera originale e brillante, con la sonorità di brani indimenticabili, dagli evocativi “E penso a te” e “Il mio canto libero”, passando per i melanconici “I giardini di Marzo”, “La Canzone del Sole”, “Emozioni”, fino ai ritmati “Acqua azzurra, acqua chiara”, “29 settembre”, “Motocicletta”, “Con il nastro rosa” e numerossimi altri. 

Una gloriosa pagina della nostra storia musicale, ma anche degli eventi che l’hanno segnata nei complessi e tormentati anni ’70, è stata così riproposta da un cantante e attore che, nel finale, ha portato il pubblico a cantare insieme a lui, in un unico afflato corale verso l’indimenticabile memoria di uno dei più grandi autori ed interpreti della musica leggera italiana.

L’omaggio finale di Cristian Levantaci all’ensemble “Suoni dal Sud” che lo ha accompagnato nell’esecuzione dei brani di Battisti – Mogol

 

 

 

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