PORTO: INCREDIBILE! IL COMUNE DUPLICA INCARICO AD OLANDESI E POLITECNICO! PERCHE’?

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Con un nuovo incredibile provvedimento, identico nell’oggetto e nello scopo, la Giunta comunale, nella stessa giornata, ha replicato la determina del Capo Settore Urbanistica, ing. Berardi, per uno studio di fattibilità finalizzato alla sistemazione dell’area portuale. Come già riportato da “Mola Libera”, l’ing. Berardi ha conferito un incarico ad una società olandese per 39.900,00 euro. Ora si apprende dall’Albo pretorio che la Giunta comunale lo ha fatto, per lo stesso scopo, con il Politecnico di Bari per la somma di 20.000,00 euro, giustificando l’incarico con presunte esigenze di ricerca accademica. Tutto mentre il Piano Regolatore del Porto, commissionato nel 2009, e che ha l’eminente scopo di programmare queste attività, è chiuso nei cassetti comunali… A chi giova questa duplicazione di incarichi? La bozza di Piano Regolatore Portuale è forse indigesta a qualcuno e la si vuole “raddrizzare”, con questi studi di fattibilità?

La questione è davvero sconcertante.

Dunque, nel giro di pochissimi giorni, ben tre provvedimenti del Comune di Mola hanno per oggetto il porto di Mola:

1) Determina n.105 del 17.06.2020 del Capo Settore Urbanistica e Lavori pubblici avente ad oggetto: “AI SMART – ADRIATIC IONIAN SMALL PORT NETWORK: SISTEMAZIONE AREA PORTUALE-FRONTE MARE SUD”. Procedura negoziata per l’affidamento dell’incarico della progettazione definitiva, esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e relazione geologica. Aggiudicazione definitiva a favore del RTP con capogruppo l’Arch. Guendalina Salimei”.

https://www.molalibera.it/2020/06/26/allarchistar-guendalina-salimei-il-progetto-dellarea-portuale/

2) Determina n.114 del 24.06.2020 del Capo Settore Urbanistica e Lavori pubblici avente ad oggetto: “Affidamento, mediante trattativa diretta sulla piattaforma della CUC “TRASPARE”, del servizio per “ Studi per l’individuazione del quadro dei bisogni e delle esigenze per la Redazione di uno Studio di fattibilità per la sistemazione dell’Area Portuale di Mola di Bari : dalla Città porto al Porto Città. Parte 2” – Impegno di spesa. C.I.G.: Z752D62AFF”

https://www.molalibera.it/2020/06/26/porto-si-prepara-mega-edificazione-tra-loreto-e-ponticello/

3) Deliberazione della Giunta Comunale n.74/2020 del 24.06.2020 avente ad oggetto: “Studi per l’individuazione del quadro dei bisogni e delle esigenze per la Redazione di uno Studio di fattibilità per la sistemazione dell’Area Portuale di Mola di Bari : dalla Città porto al Porto Città. Parte 1“. Attivazione di una collaborazione istituzionale ai sensi dell’art. 15 della legge 241/1990 e s.m.i. tra il Comune di Mola di Bari e il Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’ Architettura (dICAR) del Politecnico di Bari. Approvazione Schema di Accordo di collaborazione”.

Ecco il provvedimento in questione, praticamente identico nell’oggetto al precedente (di cui al punto 2) relativo all’incarico alla società olandese  (lo si può leggere in maniera integrale nel nostro articolo precedente, cliccando sul link riportato sopra):

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Area portuale incarico a Politecnico

In allegato alla Delibera di Giunta è riportato lo schema di convenzione: anche in questo caso si riporta lo stesso scopo già previsto nell’incarico conferito alla società olandese:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Allegato alla delibera di incarico al Politecnico

I due provvedimenti sembrano chiaramente forzare la mano al redigendo Piano Regolatore del Porto. Infatti, ecco cosa riportano entrambi:

“RITENUTO, in adempimento a quanto disposto nel predetto provvedimento (cioè la Delibera di Giunta Comunale n. 208 del
27.12.2019 avente ad oggetto : “Sistemazione dell’area portuale di Mola di Bari: dalla“città porto” al “ porto città” – Atto d’indirizzo”), dover provvedere a redigere uno “Studio di fattibilità per la sistemazione dell’Area Portuale di Mola di Bari: dalla Città porto al Porto Città”, quale obiettivo non più procrastinabile e
finalizzato alla definizione degli indirizzi di supporto alla definitiva redazione del Piano Regolatore del Porto.”

Eppure, un altro provvedimento (Deliberazione della Giunta Comunale n.76/2020 del 24.06.2020, avente ad oggetto: Redazione del Piano Comunale delle Coste (PCC). Ambiti di esclusione e d’inclusione. Indirizzi.), riporta esplicitamente:

“CONSIDERATO che il Comune di Mola di Bari con Convenzione sottoscritta in data 03.07.2009 e successivo atto aggiuntivo n. 5996 di rep. del 10.05.2010 sottoscritto in data 09.02.2011, ha affidato al Provveditorato Interregionale alle OOPP di Puglia e Basilicata l’incarico per la redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, ad oggi ancora in fase di elaborazione.”

In proposito, ecco il documento, già elaborato in precedenza per un convegno pubblico, dell’arch. Giovanni Ingravallo, in relazione all’iter del Piano regolatore del porto [laddove è riportato esplicitamente: “l’amministrazione comunale non ha approvato definitivamente gli elaborati e non ha provveduto ad avviare la VAS (valutazione ambientale strategica). Tutto ciò sarebbe servito a dare il via al “riordino” del porto”]:

La proposta progettuale per il nuovo PRP (piano regolatore portuale) di Mola di Bari

L’area portuale nel passato è risultata sempre “zona bianca” in quanto ha sempre avuto una progettualità a se stante. L’obiettivo dell’amministrazione comunale e perché no, anche dei cittadini, dovrebbe essere quello di far diventare tale area parte integrante del PUG (Piano Urbanistico Generale) per farla divenire parte integrante della progettazione della città. Non a caso si è riparlato di Piano Regolatore del porto quando si è riqualificato il waterfront grazie ai fondi Urban 2 e al progetto dell’architetto catalano Oriol Bohigas.

Il porto di Mola di Bari rientra, ai sensi della vigente legge quadro (L. 28 gennaio 1994, n. 84 – “Riordino della legislazione in materia portuale” e successive modificazioni), fra i porti di II categoria, terza classe.

Detta legge stabilisce per tutti i porti così classificati, l’obbligo di dotarsi di un Piano Regolatore Portuale (PRP), che deve essere predisposto dall’Autorità Marittima di intesa con il Comune

La stessa Legge n. 84/1994 ha dato ai piani regolatori una nuova prospettiva: questi non si pongono più come semplici programmi di opere marittime e infrastrutturali, ma vanno intesi come articolati e complessi processi di pianificazione e gestione.

Il Piano Regolatore Portuale deve infatti farsi carico, oltre che dei problemi  sicuramente prioritari dell’efficienza del porto, anche degli essenziali aspetti formali e  compositivi prossimi a quelli di un progetto architettonico, o se si preferisce di urban design; deve  avviare il confronto e la riflessione su temi e problemi quali la riconfigurazione anche formale  del waterfront e la connessione con la città; deve porre le basi per la ricerca della qualità degli  interventi e – a scala maggiore – per la verifica della qualità del paesaggio.

Proprio per questi motivi, l’Autorità Marittima in intesa con il Comune di Mola di Bari ha affidato nel 2011 gli studi sul PRP ad un team di progettisti del Politecnico di Bari che aveva come coordinatori scientifici il proff. N. Martinelli e R. Tomasicchio.

Prima di illustrare la nuova proposta di nuovo PRP, è utile menzionare le varie fasi degli studi condotti per mezzo dei quali è stato possibile giungere ad essa.

La prima fase di studio è consistita nel reperimento di dati presso la Regione Puglia – Ufficio Demanio Marittimo, presso l’Ufficio Tecnico e Ufficio del Demanio del Comune di Mola di Bari e presso la sezione distaccata della Capitaneria di Porto di Mola di Bari. E’ seguita la procedura di archiviazione su database appositamente predisposto e informatizzazione dei dati acquisiti mediante programmi informativi territoriali (GIS). Sono stati anche effettuati sopralluoghi e rilievi sul campo sia ambito urbano che territoriale con lo scopo di costituire un archivio fotografico dei luoghi, quale banca dati visiva, che ha permesso una descrizione e analisi successiva dell’area portuale di Mola di Bari. Si è proceduto quindi alla messa a sistema del “materiale” prodotto.

Al fine di definire e verificare in modo oggettivo il nuovo assetto del porto previsto dal Piano Regolatore Portuale è stata condotta una prima analisi critica dell’attuale assetto nei confronti degli aspetti marittimi riconducibili alle seguenti tematiche di indagine:

  • Navigabilità ed agibilità all’imboccatura portuale;
  • Manovrabilità negli specchi portuali interni;
  • Stazionamento all’ormeggio dei natanti

Si riportano brevemente le attuali limitazioni del porto di Mola di Bari per gli aspetti marittimi che di fatto comportano pesanti ripercussioni ai possibili scenari di sviluppo dei traffici portuali:

  • Profondità dei fondali
  • Conformazione dell’avamporto di accesso alla darsena interna
  • Insabbiamento di alcune zone del bacino portuale
  • Mancanza di sistemazioni funzionali delle banchine

La seconda parte dell’analisi è stata effettuata già su una prima idea progettuale ed ha riguardato il clima meteo-marino generato in mare aperto, studiato mediante l’analisi dei dati registrati dalla boa direzionale di Monopoli. L’intero studio fa riferimento ai seguenti aspetti di clima meteo-marino per il moto ondoso in acque profonde: 

  • Distribuzione settoriale del moto ondoso;
  • Regimi medi direzionali del moto ondoso;
  • Parametri caratteristici del moto ondoso.

Dopo la realizzazione di tanti modelli proposti si è arrivati, affinando il grado di progettazione, a definire la proposta definitiva del PRP.

Il PRP delinea le scelte strategiche di assetto e di sviluppo complessivo spaziale e funzionale dell’area portuale, definendone l’ambito e individuandone le condizioni di sostenibilità ambientale nonché l’identità culturale dei luoghi.

Esso precisa le opere marittime ed infrastrutturali, i regimi d’uso e di trasformabilità delle opere portuali, gli strumenti e le fasi attuative, in una visione organizzativa e funzionale unitaria, proiettata in una prospettiva temporale di 10÷15 anni, finalizzata allo svolgimento ottimale delle attività portuali, alla valorizzazione dei contesti urbani e ambientali, all’integrazione con le reti di comunicazione del territorio.

La configurazione definitiva proposta prevede la realizzazione di uno specchio acqueo protetto, avente una superficie di 175.000,00 m2. Il bacino, a finalità turistica-peschereccia, potenzialmente è capace di offrire ormeggio a circa 800 imbarcazioni di diversa lunghezza. La proposta progettuale per ciò che concerne le opere a mare prevede interventi mirati a:

  • Aumento della sezione del molo foraneo diventato in parte area carrabile a seguito della delocalizzazione del mercato ittico;
  • Prolungamento e realizzazione della nuova diga centrale nonché di nuovi pontili per l’attracco delle imbarcazioni da diporto;
  • Colmata del Molo di Levante in cui è prevista una zona da destinare ad attività ricettive, a zona commerciale e a residenze turistico alberghiere.

Le previsioni di progetto comportano, altresì:

  • La realizzazione di una viabilità a servizio del porto che collega la nuova Darsena di Ponente con l’esistente Diga di Levante;
  • Un waterfront – passeggiata ed una viabilità interna della zona del Diporto nonché dell’area destinata alle attività ricettive;
  • Un ampliamento e delocalizzazione dell’area cantieristica costituita da un piazzale a servizio del porto;
  • Realizzazione di pontile frangi fronda – distributore carburante per uno sviluppo complessivo di circa 345,00 m. con sviluppo lineare al fine di realizzare un adeguato ridosso nei confronti degli stati di mare più intensi provenienti da maestrale e da bora.

Lo stato dell’arte ad oggi, purtroppo, non è rassicurante, in quanto nonostante gli approfondimenti e il tanto lavoro speso da parte del team di progettazione per la consegna di un progetto curato in ogni minimo dettaglio, l’amministrazione comunale non ha approvato definitivamente gli elaborati e non ha provveduto ad avviare la VAS (valutazione ambientale strategica). Tutto ciò sarebbe servito a dare il via al “riordino” del porto.

 All’interno del progetto si trovano tutti gli elementi che linguisticamente testimoniano la continuità del senso storico: da quelli appartenenti all’antichità a quelli che risalgono all’inizio del secolo, sino a elementi moderni fortemente metaforici. Per quanto riguarda la sostanza, il progetto intende restituire la città al mare, ripristinare il senso della camminata lungo il mare, che è da sempre espressione della vita urbana e sociale dei molesi.

Per concludere è bene evidenziare e ribadire ancora una volta che il porto è un pezzo importante della città, quasi vitale per una città come Mola che fa del rapporto con il mare una propria esclusiva e che è quindi meritevole di maggiore attenzione rispetto a quanto oggi accade o che per non perdere il filo conduttore con il tema di giornata deve essere “ri-guardato”.

Arch. Giovanni Ingravallo

CONSIDERAZIONI

Appare molto sconcertante che due provvedimenti (il primo una determina del Capo settore all’Urbanistica e Lavori pubblici, ing. Vito Berardi; il secondo una delibera di Giunta comunale, nella quale viene peraltro esplicitato il diretto coinvolgimento dell’ing. Berardi, con la sua richiamata sottoscrizione) rechino entrambi gli stessi contenuti nell’oggetto e, addirittura, le stesse identiche parole fino alla quinta pagina di ciascuno dei due documenti.

La domanda è quindi legittima: perchè due incarichi per lo stesso obiettivo, con duplicazione di spesa?

Peraltro, il Comune di Mola pur avendo commissionato 11 anni fa un incarico ad un ente pubblico (il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche di Puglia e Basilicata), anzichè preoccuparsi di portare a termine l’iter per l’approvazione del Piano Regolatore Portuale (come esplicitamente si duole l’architetto molese Giovanni Ingravallo), affida oggi ben due incarichi, praticamente uguali, per prefigurare scenari che potrebbero risultare ben diversi da quelli che il redigendo Piano regolatore portuale sembra prevedere, leggendo il report del professionista molese.

Infatti, la domanda sorge spontanea: la bozza di Piano regolatore portuale potrebbe non essere stata condivisa dai decisori politici e, pertanto, tenuta congelata in un cassetto? E pertanto ecco il doppio incarico attuale? Magari da far proprio poi quello che torna più utile a determinati obiettivi politici e imprenditoriali?…

Sembrerebbe un’ipotetica congettura, eppure è l’inquietante prospettiva che si delinea leggendo questo complesso cumulo di carte intrecciate.

Insomma, ad alcuni politici e imprenditori, probabilmente, non piace la bozza di Piano regolatore del porto finora elaborata e, quindi, si richiedono studi esterni, con due diversi, ma di fatto identici, incarichi, in considerazione di questo specifico assunto, riportato in entrambi gli atti in questione, sia nell’incarico alla società olandese che nell’incarico al Politecnico di Bari, che ripetiamo per la sua dirompente portata:

“RITENUTO, in adempimento a quanto disposto nel predetto provvedimento (cioè la Delibera di Giunta Comunale n. 208 del
27.12.2019 avente ad oggetto : “Sistemazione dell’area portuale di Mola di Bari: dalla“città porto” al “ porto città” – Atto d’indirizzo”), dover provvedere a redigere uno “Studio di fattibilità per la sistemazione dell’Area Portuale di Mola di Bari: dalla Città porto al Porto Città”, quale obiettivo non più procrastinabile e
finalizzato alla definizione degli indirizzi di supporto alla definitiva redazione del Piano Regolatore del Porto.”

In definitiva, la bozza di Piano Regolatore del Porto, tenuta da lungo tempo nei cassetti comunali del 5° piano, sembra che debba essere “raddrizzata” per farla coincidere con gli obiettivi politici e imprenditoriali che stanno alla base degli interessi fondiari e di investimento situati tra Cala Loreto e Cala Ponticello, fino alla radice del molo di levante, ma probabilmente anche oltre.

Così vanno le cose in quel di Mola di Bari, anno domini 2020. In vent’anni, la gestione dell’urbanistica molese non è affatto cambiata. Anzi.

“Ci sarà pure un giudice a Berlino…”, si chiedeva il mugnaio di Potsdam narrato da Bertold Brecht… 

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