OGGI, SAN GIOVANNI: A MOLA E IN PUGLIA, TRA CUCINA E TRADIZIONI

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A causa delle restrizioni da coronavirus, non sarà possibile festeggiare presso la Chiesetta rurale di “San Geuanne de fore”. Possiamo però accontentarci con l’ottima spaghettata alla “Sangeuannidde”, proposta da Loreta Digiorgio, e ricordando le tante tradizioni popolari pugliesi legate a questa importante festività.

Oggi, 24 giugno, ricorre la tradizionale festività di San Giovanni Battista. 

Sono tante e tanti le molesi e i molesi che portano il nome di Giovanna e di Giovanni, spesso declinati, in famiglia e tra amici, con vari diminutivi e vezzeggiativi. A tutti loro i nostri migliori Auguri!

A causa della pandemia da Covid-19, e delle conseguenti restrizioni anche alle feste religiose, quest’anno non verranno celebrati i riti religiosi e la festa civile in onore di San Giovanni presso l’antica chiesetta rurale di “San Geuanne de fore”.

La chiesa di San Geuanne de fore (foto Loreta Digiorgio)

Situata nella campagna della città, a circa 2 km dal centro abitato, si erge la chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel Seicento, sulle rovine dell’antico ipogeo di San Giovanni de Fora.

La cripta è a pianta rettangolare ed è interamente scavata nel banco roccioso e si estende per uno spessore di circa 10 metri nello strato calcareo sottostante. L’ipogeo conserva poco dell’antico apparato decorativo.

Sulle pareti dell’ipogeo si conservano parzialmente resti di dipinti datati al XIII secolo, tra cui una Deesis, di cui si riconosce ancora abbastanza chiaramente il volto di una Madonna.

Purtroppo l’interno della struttura, la cui tecnica decorativa è quella della pittura a tempera, risulta quasi del tutto compromesso dalle acque meteoriche che qui ristagnano a lungo a causa dell’ampio deposito di fanghi argillosi che ormai sostituisce il pavimento dell’ipogeo.

E’ evidente che non fu un’unica mano a decorare l’ambiente, ma sicuramente vi furono maestranze diverse all’opera nell’ipogeo poichè è possibile individuare una sovrapposizione di almeno due strati dipinti intercalati da uno strato di calce.

In antichità, nella mattinata del giorno di San Giovanni, i ragazzi molesi andavano nella chiesetta campestre, dove si celebrava la messa in onore del Santo e lo si festeggiava. Il prete benediva i ragazzi che davanti all’altare, con un nastrino bianco legato al braccio, si scambiavano la promessa di una sincera e duratura amicizia. Da quel momento i parenti e i discendenti dell’uno e dell’altro si ritenevano “compari”.

Nel 2015 la Chiesa è stata totalmente ristrutturata e riportata al suo antico splendore e nei giorni 24 e 25 Giugno si alternano celebrazioni religiose e tradizioni popolari in onore del Santo. Questa festa, un tempo molto importante per Mola, riporta ogni anno i molesi indietro nel tempo per rivivere antichi folclori e soprattutto per farli conoscere anche ai più giovani.

(di Laura Nardulli, tratto dal sito “terrapugliamare.it”)

In ogni caso, nel ricordare il detto popolare che, di fatto, apre la nostra stagione balneare (“San Geuanne, me mèng’a mmêre che tott’i panne…”), è sempre possibile tenere vive le nostre tradizioni con una sapida spaghettata, semplice ma gustosissima, che fa parte da tempo immemorabile della nostra cucina.

Ecco la ricetta di Loreta Digiorgio, cuoca provetta:

Spaghetti alla “Sangeuannidde”

In un tegame mettere olio e aglio, quando l’aglio imbiondisce aggiungere i pomodori a pezzi (preferibilmente gli ultimi “pomodori appesi”), facendo cuocere per circa 10 minuti.

Condire gli spaghetti (i “felatidde”) bene al dente. Chi vuole può aggiungere il peperoncino.

Un bicchiere di buon vino rosso pugliese gioverà al corpo e allo spirito. Senza dimenticare che in questi giorni arrivano a maturazione i primi fichi fioroni!

Peraltro, in tutta la Puglia il giorno di San Giovanni, con la notte che lo precede, è oggetto di culti, riti, scaramanzie, credenze e pratiche popolari.

Tra il 23 e il 24 giugno in Puglia, la notte diventa magica. L’universo popolare di questa regione del sud dell’Italia, vive la Notte di San Giovanni come un momento dell’anno in cui tutto diventa possibile. In questa notte, in questa terra, sogni e desideri si avverano.

L’Estate è iniziata da poco e con l’aiuto di San Giovanni, i riti popolari aprono le porte a una serie di cerimonie benauguranti e pratiche divinatorie.

Ecco 10 riti e usanze pugliesi per questa magica notte:

1. Raccogliere erbe medicamentose, scaccierebbe la mala sorte. Tali erbe acquisiscono poteri magici perché bagnate dalla miracolosa rugiada di San Giovanni. Particolare importanza va dedicata all’erba del Santo, l’Iperico, lo “scacciadiavolo”, che rende immuni contro un eventuale destino avverso. La salvia, va invece raccolta per prevenire mal di pancia e problemi di stomaco, la menta contro l’influenza, il rosmarino per la calvizie. Non dimenticate l’Aglio! Un proverbio dice che “Chi non prende l’aglio a San Giovanni rimane povero tutto l’anno” e se non avete la possibilità di raccoglierlo, va anche bene comprarlo il giorno del Santo;

2. L’alba del 24 giugno, renderebbe le gocce di rugiada capaci di facilitare la fecondità delle donne;

3. Rotolarsi nell’erba bagnata dalla magica rugiada di San Giovanni, sarebbe capace di rendere il fisico scattante, vigoroso e bello; 

4. All’alba del 24 giugno, è usanza raccogliere le noci ancora acerbe, per produrre il nocino. Per i contadini pugliesi di un tempo, questa bevanda era il rimedio contro i malanni;

5. Per avere notizie sul proprio futuro sentimentale, ci sarebbe pratica divinatoria che permetterebbe di sapere se si incontrerà a breve l’anima gemella. Sul davanzale di una finestra, per tutta la notte, vanno messi in un piatto degli albumi di uova di galline, possibilmente bianche. La mattina seguente, se la superficie sarà ricoperta da bollicine, vorrà dire che entro poco si troverà un uomo buono, bello e ricco. Se non sarà cambiato nulla, bisognerà aspettare il prossimo 24 giugno;

6. Sempre per le donne nubili, sarebbe possibile conoscere la “rilevanza economica” del proprio matrimonio, e tutto grazie a tre fave: una con la buccia verde, per un matrimonio prosperoso, una senza nasello, per un matrimonio modesto e una senza la buccia per un marito senza soldi. Le tre fave vanno incartate come delle caramelle e vanno riposte sotto il cuscino. La mattina seguente, dopo averci dormito su, bisognerà estrarne. Buona fortuna!

7. San Giovanni avrebbe anche il potere, dopo una preghiera dedicatagli, di far vedere in sogno il volto della propria anima gemella. Alcuni raccontano che se a mezzanotte ci si guarda allo specchio, si può vedere riflesso il volto del proprio amore;

8. La notte di San Giovanni è anche la notte delle streghe. Per tenere lontano queste fastidiose creature si consiglia di mangiare le tipiche lumache cotte nell’aglio. L’odore della pietanza sarebbe odiato dalle megere!

9. Un’altro rimedio che terrebbe lontane le streghette dalla vostra casa, sarebbe quello di porre difronte all’uscio un vasetto con del sale. Le creature dispettose saranno costrette a contare tutti i granelli prima di poter entrare. In questo modo la notte passerà e al mattino, le streghe, saranno costrette a rinunciare alla loro missione;

10. Infine, tutti gli innamorati che vorranno vivere assieme all’insegna della felicità, dovranno tenersi per mano e saltellare da una parte all’altra attorno alle braci di un falò, esprimendo i loro desideri;

In Puglia, in questa notte magica di incantesimi, riti e credenze si sogna sotto la luce delle stelle. E’ la notte di San Giovanni, è una notte in cui i desideri si avverano.

(tratto da “Pugliabnb.it”)

La chiesa di San Geuanne de fore (foto Loreta Digiorgio)

 

 

 

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