PASSAGGIO PIAZZA-LUNGOMARE: LA SCANDALOSA, ETERNA INCOMPIUTA. ECCO I RESPONSABILI

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Ci scrive il nostro lettore Mimmo Ragone, denunciando la perdurante mancata realizzazione del passaggio tra piazza e lungomare attraverso l’arco di Vaaz. Ecco come stanno le cose e perchè Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali, da lungo tempo, sono corresponsabili.

Sull’eterna promessa, mai adempiuta, per la creazione di un passaggio tra Piazza XX Settembre e il Fronte mare attraverso l’arco Vaaz, riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera del sig. Mimmo Ragone, alla quale ben volentieri rispondiamo.

Gentile Direttore buongiorno, 

sono Mimmo Ragone, cittadino di Mola di Bari, orgoglioso di esserlo.

Mimmo Ragone

Ieri sera mentre passeggiavo in piazza, il mio sguardo cadeva su un “pezzo” di storia molese, vittima incolpevole della quarantennale “abitudine” consolidata della malapolitica e del malaffare che regna incontrastato in questo paese e cioè sul cosiddetto arco VAAZ.

Mille domande mi assillavano, tanti perché ai quali non riuscivo a dare una risposta concreta. Mi chiedevo perché, ad esempio, su un bene di rilevanza storica quale è quell’arco, vi fosse montato un cancello automatizzato e per di più con un passo carrabile sopra…. rilasciato dal Comune…

Mi chiedevo il perché di tanta “ostilità” , “riluttanza”, “avversione” da parte degli organi preposti nel realizzare il passaggio pedonale che porta sulla strada dell’ ingresso secondario del castello e quindi sul lungomare. 

E mi chiedevo se l’ area in questione adibita al parcheggio dei condomini fosse in realtà un’area pubblica e quindi fruibile da parte di tutti noi cittadini.

Poiché come il convitato alla tavola del padre di Lodovico, poi Frà Cristoforo, ne “I PROMESSI SPOSI”, si continua a fare un po’ tutti “l’orecchio del mercante”, dall’alto della sua enorme esperienza a 360°, come uomo di legge, di cultura, e data la sua straordinaria capacità di saper leggere tutte quelle che sono le “carte” burocratiche e amministrative di questa vicenda saprebbe dare una risposta ad un cittadino “ignorante” in materia come me?

La ringrazio di cuore e le porgo i miei più sinceri saluti.

_________

Fin qui la lettera del sig. Mimmo Ragone, che ringraziamo per la sua attenzione ad un problema, preso e ripreso dalla politica locale, ma allo stesso tempo caduto più volte nella facile smemoratezza dei nostri amministratori nel corso dei decenni.

Come meglio vedremo, da ultimo, nonostante il Sindaco Colonna abbia concesso una delega specifica a trattare la materia e a trovare una soluzione alla consigliera Maria Grazia Delcane, nessuna novità è stata comunicata agli organi d’informazione e tanto meno se ne è discusso in sede di Commissione consiliare competente e di Consiglio comunale, con la minoranza, peraltro, assolutamente disinteressata al problema.

Veniamo quindi ad una ricostruzione storica della vicenda che faccia luce anche sulle responsabilità politiche e amministrative.

La previsione dell’apertura di un passaggio da Piazza XX Settembre al lungomare, in corrispondenza dell’arco Vaaz, è un tema che tiene banco nella nostra città fin dagli Anni Settanta del secolo scorso.

Il portale fu realizzato nel 1730, sul fossato del Castello, dalla famiglia Vaaz, ormai in decadenza, al fine di tenere viva la sua immagine nel paese.

Arco Vaaz

Un paese che i Vaaz avevano controllato a lungo. Dal 1609 al 1755, Mola fu infatti il feudo della dinastia fondata dall’ebreo portoghese Michele Vaaz, divenuto conte di Mola nel 1613.

Il detto dei molesi “capatosta” risale molto probabilmente alla lunghissima causa amministrativa che fu intentata dalle famiglie molesi scalzate dal potere dei Vaaz.

Infatti, i molesi avviarono, con estrema caparbietà, un’interminabile vertenza giudiziaria, con alterne vicende, al fine di ottenere per Mola lo status di città sottoposta al diretto controllo del Vicerè di Spagna, insediato a Napoli, dopo che tale condizione era stata persa a seguito della concessione di Mola in feudo a Michele Vaaz, forte creditore dei Reali di Spagna per ingenti prestiti concessi alla Corona.

Ma se la storia della costruzione dell’Arco Vaaz affonda nei secoli, anche la questione dell’apertura del passaggio tra piazza e lungomare, è di lunga data e, purtroppo, non ancora risolta.

Risale infatti al 1973 la previsione progettuale degli architetti Morelli e Pastore, approvata in quell’anno dal Consiglio comunale di Mola, e che prevedeva l’isolamento totale del Castello Angioino dalla cortina delle abitazioni che vi si addossano dagli inizi del ‘900, nonchè la realizzazione del passaggio piazza-lungo mare, con inizio dall’arco Vaaz, lungo le mura del maniero.

Il progetto di isolamento del Castello Angioino redatto dagli architetti Morelli e Pastore, approvato dal Consiglio Comunale nel 1973 e inserito nel vigente Piano Regolatore Generale del 1985. Si nota il passaggio piazza – fronte mare in corrispondenza dell’arco di Vaaz, con il ponte in pietra che collega il Castello al borgo antico.

Tale progetto di isolamento non solo fu varato all’unanimità dal Consiglio comunale dell’epoca, ma venne poi inserito all’interno del Piano Regolatore Generale del 1985, tuttora vigente. Come poi siano andate le cose si sa: la previsione è rimasta soltanto un atto pletorico poiché nessuna amministrazione comunale ha finora sentito il dovere civico di darvi attuazione.

A favorire comunque la realizzazione almeno del passaggio piazza – lungomare arrivò, negli anni successivi, un importante atto notarile.

Infatti, era accaduto che l’antico palazzo dei Vaaz, prospiciente l’omonimo arco, rimaneggiato nei secoli, aveva avuto un cedimento strutturale e, per questo motivo, era stato completamente abbattuto.

Foto del Castello Angioino dei primi Anni Settanta, con l’assenza dell’antico palazzo dei Vaaz che, in quegli anni, era stato abbattuto (successivamente venne riedificato)

Al fine di consentirne la riedificazione e sanare alcune problematiche edilizie, il Comune di Mola, tra le altre cose, ottenne un atto di sottomissione dei proprietari del suolo del palazzo da ricostruire, gli eredi Iacoviello e, quindi, una strategica cessione di diritti.

Infatti, con l’atto di “Cessione gratuita di diritto”, rogato in Bari dal Notaio dr. Vito Padolecchia, in data 18/04/1994 (Rep n. 139743 – Racc. n. 14092), “il sig. Iacoviello Giuseppe cede gratuitamente ed in perpetuo in favore del Comune di Mola di Bari il diritto di uso pubblico sulla zona di suolo di circa metri quadrati 425 (quattrocentoventicinque) antistante il fabbricato (…) sito in Mola di Bari in Piazza XX Settembre civici 69,70,71, 72 e 73, zona di suolo compresa nella maggiore superficie della particella 2355, subalterno 47; detta zona di suolo corrisponde alla zona di suolo contornata in rosso nella planimetria allegata all’atto di sottomissione stipulato con il Comune di Mola di Bari in data 28 agosto 1968”.

La planimetria mostra che la zona ceduta è praticamente quella che coincide con il passaggio al di là del portale settecentesco dei Vaaz, e si estende in linea retta fino al muraglione che si trova al di sotto del ponte in pietra del Castello, tra l’antico ingresso principale del maniero e il borgo antico.

Inoltre, è importante notare quanto precisa l’atto, e cioè che “i fruitori del diritto ceduto saranno i cittadini, i quali potranno transitare attraverso detta zona soltanto a piedi, con esclusione cioè di autoveicoli, motoveicoli, biciclette, carri ed ogni altro mezzo di trasporto, e ciò per la presenza dell’adiacente Castello monumentale”.

Dopo quell’atto di cessione, scese una cappa di oblio sull’intera vicenda.

L’edificio fu nel frattempo ricostruito e gli amministratori comunali che si succedettero non solo non presero mai possesso della superficie ceduta in uso gratuito e perpetuo al Comune di Mola, ma tollerarono, di fatto, l’occupazione di quell’area da parte dei condomini dello stabile che, infatti, tuttora vi parcheggiano le proprie automobili, avendo addirittura tracciato sulla superficie le strisce di stazionamento dei posti macchina.

Passano gli anni.

Arrivano i primi Anni 2000 e con essi il famoso Piano Urban.

Anche l’arch. Oriol Bohigas, recuperando il progetto Morelli e Pastore, abbozzò tale passaggio nelle tavole generali del suo progetto, ma la Giunta Berlen si limitò a realizzare soltanto una parte di quella previsione, con il “cul de sac” situato sul lungomare lungo le mura del Castello.

Ed è noto ai cittadini come l’ennesima opera incompiuta – che si ferma, a fondo cieco, contro il muraglione situato tra la Città vecchia e l’ingresso dello storico maniero -, sia stata gravemente vandalizzata a più riprese, con la conseguenza di notevoli problemi di sicurezza e di igiene del luogo. 

Il “cul de sac” realizzato dalla Giunta Berlen nell’area attigua al borgo antico, con i locali commerciali più volte devastati dai vandali: sarebbe bastato sfondare il muraglione in primo piano per realizzare il passaggio piazza – fronte mare, al di sotto del ponte in pietra che collega l’accesso principale del Castello a “iend a terre”. Neppure le Giunte successive (Diperna, Di Rutigliano, Colonna – quest’ultima almeno finora) hanno preso concrete iniziative.

Nell’aprile 2013, dopo aver intervistato il Sindaco Stefano Diperna su molteplici aspetti legati ai lavori pubblici programmati dalla sua amministrazione, scrissi un articolo per “Città Nostra” intitolato: “Lavori … di lungo corso”.

A proposito del passaggio piazza-lungomare, così scrivevo:

“Il Sindaco ci dice che il passaggio si farà. E lo preannuncia nell’ambito del più ampio progetto per il rifacimento integrale di Piazza XX Settembre previsto nel Piano di rigenerazione urbana. La Regione finanzierà l’intervento complessivo con 1.700.000 euro, a cui vanno aggiunti 300mila euro di co-finanziamento del Comune di Mola. Diperna ha sottolineato che la Regione ha posto tra gli obiettivi prioritari il passaggio piazza-fronte mare: si riprende così una vecchia previsione del Piano Morelli-Pastore degli Anni Settanta, rivisitata nei primi Anni Duemila dall’arch. Bohigas.
Al Sindaco non ho mancato di far presente che, fra un anno, nell’aprile 2014, in assenza di un’interruzione da parte dell’Amministrazione comunale del possesso continuato e indisturbato della porzione di suolo ceduta al Comune nell’aprile 1994 dagli eredi Iacoviello, il condominio attiguo potrà vantare l’usucapione, vanificando in tal modo ogni diritto di proprietà collettivo. Diperna si è proposto di studiare bene la questione attraverso i legali del Comune, anche in previsione della messa a gara del progetto in tempi che verranno quantificati a valle del prossimo incontro previsto con la Regione il 20 maggio.”

In effetti, il Sindaco Diperna fu sensibile all’appello che gli avevo rivolto nel corso dell’intervista: rilasciatami nella Sala della Giunta, alla presenza di diversi politici dell’epoca, tra cui l’attuale Sindaco Giuseppe Colonna.

E, infatti, in un successivo articolo di “Città Nostra”, del settembre 2013, così si riportava l’iniziativa del Sindaco (che peraltro me l’aveva anticipata verbalmente nel corso di un incontro pubblico tenutosi presso la parrocchia di Loreto):

“Con nota raccomandata datata 27/06/2013, il Sindaco di Mola di Bari, dott. Stefano Diperna, ha invitato e diffidato i proprietari degli immobili al civico 69-70-71-72 e 73 di Piazza XX Settembre a provvedere, con immediatezza, all’apertura del cancello di accesso all’area pedonale antistante il Castello Angioino e comunemente denominato “Arco Vaaz”.
Nella nota, si invitano, inoltre, i destinatari ad assicurarne la costante e perpetua pubblica fruibilità, al fine di consentire il passaggio pedonale dei cittadini.
Nella missiva, si richiama anche l’atto di “Cessione gratuita di diritto” (…) con il quale i proprietari del suolo, ove sorge il fabbricato in questione, hanno ceduto “gratuitamente e in perpetuo in favore del Comune di Mola di Bari, il diritto di uso pubblico della zona di suolo di ca. 425 mq antistante il predetto fabbricato…”. “La lettera inviata lo scorso 27 giugno, oltre a valere quale interruzione dei termini per l’usucapione, – dichiara il Sindaco, dott. Stefano Diperna – è il primo atto concreto di un processo che ci condurrà, finalmente, alla tanto auspicata apertura del collegamento tra Piazza XX Settembre e il lungomare.”

Insomma, sembrava di essere arrivati alla svolta tanto agognata, ma in realtà, a parte l’apertura di metà del cancello, nulla accadeva di concreto, se non, per fortuna, l’interruzione dei termini per l’usucapione.

Non restava che prenderne atto e, infatti, così scrissi su “Città Nostra”, Aprile 2014, nell’articolo “Quel che resta da fare”:

“Peraltro, nessuna novità vi è in merito all’annosa faccenda dell’arco di Vaaz, che tanto ha fatto agitare le acque della politica molese lo scorso anno.
Infatti, a seguito degli iniziali articoli di “Città Nostra” che allertavano sul rischio di usucapione, e delle successive prese di posizione di alcuni consiglieri comunali, di atti formali di singoli cittadini e di movimenti politici, il Sindaco inviò una raccomandata ai proprietari dell’immobile situato a ridosso dell’arco di Vaaz per interrompere i termini per l’usucapione dell’area, nonché per invitare i destinatari ad assicurarne la costante e perpetua pubblica fruibilità al fine di consentire il passaggio pedonale dei cittadini. (…) Ci chiediamo: cosa aspetta il Sindaco Diperna a commissionare un progetto credibile di apertura del passaggio piazza-lungomare, abbandonando le assurde bozze tecniche finora circolate?”

Infatti, era accaduto che, a latere del progetto di ristrutturazione di Piazza XX Settembre, l’Ufficio Tecnico Comunale aveva elaborato una bozza progettuale di apertura del passaggio pedonale piazza-fronte mare.

Tale bozza, stando alle indiscrezioni circolate, prevedeva di superare con una scalinata l’attuale muro di delimitazione tra l’area che affaccia in Piazza XX Settembre, tramite l’arco Vaaz, e la superficie retrostante (dove sorgono i box più volte vandalizzati) che, invece, si connette al lungomare.

Era ben chiaro a tutti che una simile ipotesi progettuale avrebbe introdotto una pesante barriera architettonica, in danno soprattutto dei disabili, anziché promuovere la ben più semplice soluzione dello sfondamento del muro posticcio che si trova sotto il ponte di collegamento tra l’ingresso del castello e il borgo antico.

Si arrivò così alle elezioni del 2015 con il prevalere di Giangrazio Di Rutigliano. Il 14 dicembre 2016 nella sala consiliare fu presentato il progetto per la ristrutturazione di Piazza XX Settembre.

Nel corso dell’incontro, l’Assessore ai Lavori pubblici Pino De Silvio, dichiarò che il progetto esecutivo non prevedeva nulla in merito al passaggio piazza – fronte mare, tuttavia precisò che “si stanno reperendo finanziamenti ad hoc, ovvero che si utilizzeranno anche le eventuali economie d’appalto, per realizzare tale passaggio quanto prima.”

Come ben sappiamo, nulla del genere è accaduto. E il tema rimane ancora avvolto, come vedremo più avanti, nell’indeterminatezza.

Con l’avvento della gestione commissariale, il problema venne accantonato.

Il nuovo Sindaco eletto nel 2018, Giuseppe Colonna, ha demandato lo studio della problematica ad un consigliere comunale, con specifica delega, l’avv. Mariagrazia Delcane.

Il convegno Pro Loco del febbraio 2019

Più di recente, l’Assessore e Vice-sindaco Vito Orlando ha garantito, nel corso di un incontro promosso dalla Pro Loco, in data 21 febbraio 2019 presso il Culture Club Cafè, che la soluzione del problema è ferma volontà dell’Amministrazione Colonna.

Tuttavia, a fronte della specifica domanda di “Mola Libera”, l’avv. Orlando non rispose se e quando il Comune di Mola delimiterà e prenderà possesso della superficie assegnata al Comune in diritto d’uso gratuito e perpetuo, di cui si trattò nel corso di quell’incontro.

D’altra parte, la presenza attiva, in quell’occasione, di alcuni condomini dell’attiguo palazzo faceva presagire ostracismo alle eventuali decisioni della Giunta e degli Uffici comunali.

Infatti, l’intervento di uno di essi prefigurò la volontà di non cedere facilmente quanto per atto notarile dovrebbe essere già da tempo nella disponibilità del nostro Comune.

A conclusione dell’incontro del 21 febbraio 2019, quindi esattamente un anno e quattro mesi fa, si registrò un doppio appello.

Da un lato, il Vice-sindaco chiese univocità d’intenti a tutte le forze politiche, sociali e culturali, con una piena collaborazione di tutti alla risoluzione del problema.

Dall’altra parte, il Presidente della Pro-Loco, Sabino Rutigliano, rivolse un appello per la formazione di un tavolo tecnico, con esperti, per la definizione di una soluzione tecnica, giuridica e progettuale al fine della realizzazione concreta del passaggio piazza-lungomare.

Nel frattempo, a quegli appelli non è seguita alcuna iniziativa concreta…

E, intanto, sono trascorsi ben 47 anni dal progetto Morelli-Pastore e dalla conseguente delibera di Consiglio comunale del 1973 che decideva a favore dell’apertura del passaggio piazza-lungomare…

Quindi, caro lettore Mimmo Ragone, la sua corretta domanda e il suo lodevole interessamento di cittadino esemplare, alla luce della nostra completa ricostruzione storica, politica e amministrativa, non può che ricevere la seguente lapidaria risposta conclusiva:

Mola, terra di oblio e di vane promesse…

Arco Vaaz

4 Commenti

  1. Innanzitutto la ringrazio per avermi dato voce.
    Quindi, ho la vaga impressione che nessuno voglia portare avanti tale progetto poiché questo “disturberebbe” e parecchio qualche condomino.
    Ma siccome si tratta di usufruire di un diritto acquisito dal comune e quindi dai cittadini, non vedo dov’è il problema se non, come detto, le resistenza dei condomini ai quali quell’area fa comodo.

  2. Il sign Ragone a toccato il nervo,si’ da quando ne so l’Arco dava accesso: alla vecchia marmeria, è gli scantinati del castello , dove la marmeria faceva il deposito delle lastre delle varie pietre,gli scantinati era deposito di animali da macellare,East del castello veniva usato x ripostiglio da costruzione, calcinai,etc,le vecchie amministrazioni non pensavano che oggi tutto questo avrebbe avuto valore così enorme, lasciamo tutto questo pissing contest, apriamo questi due access piazza/lungomare è finitela di rompere senza mai concludere un cavolo.✂️✂️✂️

  3. La vicenda annosa è un esempio scandaloso della inconcludenza delle Amministrazioni su un tema molto importante per Mola. D’altra parte è sotto gli occhi di tutti la sciatteria con cui ci si approccia al Castello. Siamo prodighi di videomapping inutili su Palazzo Roberti ma non sappiamo neppure illuminare il possente profilo del Castello!

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