NON SOLO SABBIA: SENZA FATTI CONCRETI, IL PORTO CADE A PEZZI

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Le foto che pubblichiamo sono più che eloquenti: il nostro scalo portuale è in condizioni strutturali assolutamente precarie. Un finanziamento da 2 milioni di euro, che avrebbe potuto segnare la sua rinascita, è ancora fermo nelle segrete stanze dell’Assessorato ai Lavori pubblici e dell’Ufficio Tecnico Comunale. Peraltro, si sono perse le tracce del Piano Regolatore del Porto: anch’esso “desaparecido” nel “porto delle nebbie” del 5° piano del Palazzo Municipale. E intanto l’opposizione dorme…

Nel nostro recente articolo del 17 giugno scorso abbiamo parlato della complessa situazione legata all’insabbiamento e alla stratosferica cifra chiesta dal Comune di Mola alla Regione per il finanziamento delle operazioni di dragaggio: ben 8,8 milioni di euro:

https://www.molalibera.it/2020/06/17/dragaggio-e-88-milioni-la-nuova-richiesta-alla-regione-intanto-la-sabbia-cresce-veloce/

Un articolo che ha totalizzato oltre 4.500 letture uniche, a riprova dell’interesse dei molesi per questa annosa questione.

Purtroppo, i problemi del porto di Mola non si fermano al crescente insabbiamento, ma coinvolgono l’intero bacino, che, peraltro, andrebbe dragato nella sua interezza, non solo all’imboccatura: ormai all’interno del porto di Mola i fondali sono ridotti a ben poca cosa, con la presenza di detriti cosparsi sull’intero fondale.

Il nostro colloquio con il giovane capitano di peschereccio, già riportato nel recente articolo, è andato oltre le difficoltà di manovra in ingresso e in uscita a causa della sabbia che cresce veloce nello stretto canale navigabile rimasto.

Infatti, il comandante ha lamentato quanto le immagini che pubblichiamo svelano con allarmante preoccupazione.

Non solo la muraglia del primo tratto del molo di tramontana continua a cedere in più punti, ma persistono problemi strutturali:

  1. l’illuminazione nel secondo tratto del molo è assente ormai da tempo immemorabile, aggravando la situazione di insicurezza sulle barche ormeggiate;
  2. sono ormai venuti meno i respingenti in gomma nella parte interna delle banchine, per evitare che le barche struscino con le fiancate, producendo danni agli scafi;
  3. è assente un sistema di approvvigionamento di acqua con moderne colonnine di distribuzione a pagamento (il giovane capitano ci porta ad esempio virtuoso il porto di Vieste, peraltro più piccolo di quello molese), mentre la vecchia fontana dell’Acquedotto Pugliese è ridotta ad un ammasso di ruggine e forse taluni si allacciano abusivamente sulla mandata del contatore di ingresso (che, infatti, continua a girare…);
  4. il punto di raccolta di olio esausto sulla banchina è stato smantellato e bisogna attendere che si presenti la ditta per il ritiro dei fusti;
  5. le aree per l’ormeggio dei pescherecci e delle barche da diporto diventano sempre più confuse, con frequenti sconfinamenti;
  6. L’edificio della Capitaneria è diventato inagibile e gli uffici si sono trasferiti presso i locali del Municipio di Via De Gasperi, impedendo così un contatto immediato tra militari e armatori per le problematiche connesse ai ruoli di equipaggio e le altre incombenze burocratiche, e aggravando la situazione della sicurezza complessiva dell’area portuale, che vede traffici illeciti notturni di diverso tipo, ecc..

(cliccare sulle foto per ingrandire)

Il monumento allo sfacelo del porto di Mola: la storica fontana dell’Acquedotto Pugliese inservibile, ridotta ad un ammasso di ruggine: eppure, dalla condotta c’è chi riesce a collegarsi e a fare rifornimento gratis di acqua potabile… mentre porti più piccoli, come quello di Vieste, dispongono di moderne colonnine per l’approvvigionamento con schede di pagamento.

Insomma, il porto di Mola richiede un intervento immediato di recupero, rifunzionalizzazione e rilancio.

Purtroppo, al momento, sono rimasti ancora in un cassetto i progetti per la sua trasformazione, anche in funzione crocieristica nell’ambito del progetto “Interreg Italia – Grecia”, finanziato con 2 milioni di euro.

Ecco in proposito l’articolo che “Mola Libera” dedicò il 21 dicembre 2019 alla notizia di tale finanziamento, con la pubblicazione di un comunicato stampa del Comune:

https://www.molalibera.it/2019/12/21/il-porto-di-mola-nella-rete-metro-del-mare-tra-italia-e-grecia/

Nel comunicato si leggeva, tra l’altro, molto chiaramente:

“Diversi tipi di interventi in programma: la ristrutturazione dei manufatti destinati agli uffici della capitaneria di porto (Loca-mare); la razionalizzazione degli spazi per la mobilità e la ciclo-pedonalità; realizzazione di nuovi spazi funzionali per le attività e i servizi del turismo e del commercio; la continuazione fisica e funzionale del Fronte mare cittadino (accessi al mare e percorso in quota con belvedere); la messa in sicurezza delle aree del molo foraneo per la fruizione pubblica e la valorizzazione scenografica delle strutture architettoniche; l’adeguamento e l’integrazione degli impianti tecnologici a rete; la realizzazione di opere a mare (scogliere) di protezione e mitigazione degli effetti meteomarini; la realizzazione di un punto di attracco/ accesso per il Metro Mare”.

Cosa ne è stato di quel finanziamento? A che punto è il progetto, del quale, al momento, dopo 6 mesi esatti, non si è più avuta alcuna notizia concreta, nè alcuna condivisione con la cittadinanza?

Dove verrebbe ubicato il fantomatico punto di attracco/accesso per il “Metro Mare”? 

A tal proposito, un’idea ce la siamo fatta parlando in maniera informale con alcuni addetti ai lavori: se venisse formalmente confermata, sarebbe la soluzione più strampalata che si possa escogitare. Ne parleremo ancora.

In ogni caso, perchè tutto quello che riguarda la progettazione di opere pubbliche in quel di Mola (così anche, ad esempio, per la “spiaggia urbana”), dopo i primi annunci propagandistici roboanti, finisce inevitabilmente in un “buco nero” di oblio, opacità, assenza di informazioni, gestione nelle segrete stanze del 5° piano, tra l’ufficio dell’Assessore Berlen e quello del Capo Settore Urbanistica e Lavori pubblici ing. Berardi?

E il Sindaco Colonna perchè non si impone nel richiedere ai due burocrati, di cui uno prestato alla politica, trasparenza e immediatezza di comunicazioni alla cittadinanza?

E come mai si lancia un progetto di restyling da 2 milioni di euro e, al contempo, non si approva il Piano Regolatore del Porto, perso da tempo immemorabile nel “porto delle nebbie” dell’Ufficio Tecnico Comunale?

Non basta lanciare annunci: ai proclami devono seguire i FATTI. 

Intanto, la situazione è quella che abbiamo descritta. E le foto parlano da sole.

Nella foto si può notare non solo l’insabbiamento in primo piano, ma anche quello all’imboccatura del porto: il colore giallastro del mare indica che il fondale è ormai molto basso e che la sabbia continua a guadagnare spazio nello stretto canale navigabile utilizzato dai pescherecci molesi (foto “Mola Libera”)

Nell’attesa che qualcuno ci stupisca, non solo con effetti speciali, ma con progetti approvati e cantierizzati, non ci resta che sperare in un soprassalto di concretezza dei nostri amministratori e burocrati.

Naturalmente, su questioni concrete come questa, la “minoranza” consiliare dorme sonni beati e tranquilli: sei personaggi in cerca d’autore, con alcuni assolutamente inadatti a ricoprire lo strategico ruolo di oppositori e che pure si credono fini strateghi, che si preoccupano di pagliuzze, mentre le travi circolano ovunque in gran numero.

Buonanotte, porto di Mola. Buonanotte, politica molese.

(tutte le foto pubblicate sono di “Mola Libera”)

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