MARTUCCI: ECCO IL TESTO COMPLETO DEL DECRETO DI SEQUESTRO GIUDIZIARIO DEL 3^ LOTTO

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Pubblichiamo integralmente il testo del provvedimento di sequestro preventivo del 3^ lotto della discarica Martucci, emesso dal Gip del Tribunale di Bari dott.ssa Ilaria Casu, su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito del mancato ripristino, recupero e messa in sicurezza. Si conferma che dal 2012 non risulta più eseguita alcuna forma di estrazione del percolato. Si aspettano ora i conseguenti provvedimenti della Procura.

Ecco il decreto di sequestro preventivo del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 Commenti

  1. Dalla lettura del decreto di sequestro preventivo si ricava che vi è un procedimento a carico dell’Amministratore Unico della fallita Lombardi Ecologia srl e dei tre Curatori Fallimentari. Si legge inoltre alla metà di pagina 6 “che non risultano prodotti dal PM gli atti relativi al sequestro preventivo che avrebbe interessato il III lotto nè quali fossero gli obblighi del custode giudiziario e delle due società………..”; inoltre ancora all’inizio di pagina 9 si legge di “mancata produzione degli atti relativi al sequestro preventivo intervenuto sulla discarica per ben sei anni……” Ma questi atti mancanti al GIP Dott.ssa Casu e che sicuramente sono in possesso sia del Comune di Conversano che del Comune di Mola di Bari nonchè del responsabile dell’Associazione “Chiudiamo la Discarica Martucci” potrebbero essere benissimo da costoro prodotti al GIP per fare un’opera di collaborazione e chiarezza nelle indagini. All’epoca del processo penale conclusosi con l’assoluzione degli imputati copiosa documentazione inerente la discarica Martucci era in possesso dei due Comuni e del responsabile dell’Associazione. Il GIP nell’ordinanza scrive di reati accertati in Conversano nel febbraio 2019. Ma all’attualità, giugno 2020, la discarica continua ancora a produrre percolato altamente tossico e cancerogeno che si infiltra nel sottosuolo attingendo le falde acquifere, pertanto il reato è tutt’ora esistente e in essere, per cui la data di commesso reato dovrebbe essere variata in quella di “Reato accertato sin all’attualità”. 20 milioni di metri cubi di percolato così come accertato dalla relazione dell’Arpa Puglia in seguito al sopralluogo effettuato in data 4/10/2019 sono stati prodotti negli anni dalla discarica e “scomparsi” per essere inghiottiti per infiltrazione nel sottosuolo contaminando le falde acquifere che attraversano tutte le campagna del circondario per terminare poi in mare contaminando anche questo. Indicativo è il dato dell’esenzione ASL a Mola di Bari per malattie neoplasiche, tumorali e cancerogene, Mola di Bari è al secondo posto dopo Bari a livello provinciale e al quarto posto a livello regionale. Potrei continuare ancora ma mi fermo lasciando al lettore ogni considerazione su questo mio scritto.

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