CASO LOSITO: DURA LEZIONE DEL PREFETTO ALLA MINORANZA. EPPURE, “MOLA LIBERA” LO AVEVA GIA’ SCRITTO…

0
1048

La presunta incompatibilità del consigliere di maggioranza avv. Leonardo Losito continua a tenere banco. Losito è stato senz’altro incompatibile, ma i consiglieri di minoranza, ancora una volta, dimostrano impreparazione e imperizia politica, non conoscendo neppure il decreto legislativo 267/2000 (TUEL – Testo Unico degli Enti Locali). Eppure, il nostro giornale aveva già spiegato, fin dal 27 febbraio scorso, quale sarebbe stato l’esito di questa vicenda a norma di legge: erano le esatte conclusioni che ha tirato il Prefetto di Bari nella sua seconda risposta, del 12 giugno, al Sindaco Colonna e, soprattutto, alla minoranza. Vediamo come e perchè.

Dopo la vicenda dei 24 alloggi di Via De Nicola, un’altra telenovela sta andando in onda sui teleschermi dei molesi.

Una recita piuttosto stucchevole, dove attori e comprimari appaiono i protagonisti di un pessimo avanspettacolo, più che di una rispettabile istituzione.

Peraltro, a soffiare sul fuoco contribuiscono giornali a digiuno dei principi giuridici del diritto amministrativo ed ex amministratori in cerca di regolamento di conti per vicende post-elettorali interne alla coalizione di “Cantiere civico”.

Dopo la lettera del Sindaco al Prefetto dott.ssa Antonia Bellomo, di cui abbiamo dato notizia nel nostro precedente articolo del 6 giugno scorso e della sua  risposta 

https://www.molalibera.it/2020/06/06/il-prefetto-assolve-ma-la-minoranza-chiede-la-decadenza-del-consigliere-losito/

i consiglieri di minoranza hanno scritto al Prefetto evidenziando la non completa e veritiera rappresentazione dei fatti da parte del Sindaco alla dott.ssa Antonia Bellomo.

Così, il Sindaco si è visto costretto a indirizzare al Prefetto una nuova missiva con nuove precisazioni, in data 8 giugno scorso.

Il Prefetto ha risposto ieri, venerdì 12 giugno, ribadendo in sostanza quanto già affermato nella lettera precedente, e cioè che spetta in ogni caso al Consiglio Comunale l’attivazione della procedura di cui all’art. 69 del TUEL.

Nel frattempo, come abbiamo riportato nel nostro precedente articolo, i consiglieri di minoranza hanno chiesto la convocazione di una seduta di Consiglio comunale monotematico che metta all’ordine del giorno la discussione dell’eventuale incompatibilità a ricoprire la carica di consigliere comunale dell’avv. Losito.

Ma vediamo con ordine gli ultimi sviluppi, “carte” alla mano.

I FATTI

Dopo il battage politico della minoranza, iniziato fin dalla seconda metà dello scorso anno, con numerose interrogazioni di Michele Daniele (03-08-2019, 29-11-2019, 19-12-2019), e il suo utilizzo di documentazione proveniente da uno studio legale avversario di Losito nelle aule di Tribunale, e infine a seguito di una lettera sempre del consigliere Daniele al Prefetto del 02-03-2020, il Sindaco si decide a chiedere un parere al Prefetto di Bari dott.ssa Antonia Bellomo. 

Ecco la lettera di Colonna al Prefetto, del 06-03-2020:

Il Prefetto di Bari, risponde al Sindaco in data 20-03-2020:

 

Tuttavia, i consiglieri di minoranza ritengono che la lettera del Sindaco di Mola abbia taciuto al Prefetto alcuni elementi fondamentali per l’esatta comprensione del problema e che, quindi, abbia in sostanza impedito alla dott.ssa Bellomo di fornire un’adeguata risposta al “caso Losito”.

Pertanto, in data 09-06-2020 la minoranza invia al Prefetto la seguente lettera:

In precedenza, in data 04-06-2020, la minoranza chiede al Presidente del Consiglio comunale la convocazione di una seduta monotematica per discutere dell’eventuale incompatibilità dell’avv. Losito a rivestire la carica di consigliere comunale:

Il Sindaco Colonna, a fronte, di fatto, della lettera dei consiglieri di minoranza al Prefetto, che considera errate le sue dichiarazioni fornite alla dott.ssa Bellomo, scrive una nuova lettera al Prefetto con nuove precisazioni, in data 08-06-2020:

Il Prefetto risponde alla seconda lettera del Sindaco e contestualmente ai consiglieri di minoranza, ieri, venerdì 12-06-2010:

Fin qui i fatti, con i relativi documenti in esclusiva “Mola Libera”.

CONSIDERAZIONI: Eppure, “Mola Libera” l’aveva scritto fin dal 27 febbraio 2020….

Ora vediamo come e perchè la richiesta della minoranza al Prefetto aveva poco senso e come e perchè il Prefetto abbia risposto secondo le norme del Testo Unico degli Enti Locali (decreto legislativo 267/2000), esattamente come “Mola Libera” aveva già scritto il 27 febbraio scorso.

Ecco infatti il nostro articolo di tre mesi e mezzo fa. Sarebbe bastato che i consiglieri di minoranza lo avessero letto e capito, per evitare una nuova figuraccia:

https://www.molalibera.it/2020/02/27/caso-losito-una-lotta-tra-studi-legali-trasferita-in-consiglio-comunale/

Infatti, il Prefetto scrive molto chiaramente nella sua seconda lettera del 12-06-2010: 

“Nel merito si ribadisce che la valutazione della eventuale sussistenza della causa di incompatibilità è rimessa al Consiglio Comunale. Infatti, come già rappresentato, ogni organo collegiale è competente a deliberare sulla regolarità dei titoli di appartenenza dei propri componenti e la verifica della causa ostativa all’espletamento del mandato è compiuta con la procedura prevista dall’art. 69 del decreto legislativo 267/2000 che garantisce il contraddittorio tra organo ed amministratore, assicurando a quest’ultimo la possibilità di rimuovere la causa di incompatibilità contestata.”

A tal proposito, riprendiamo dal nostro articolo del 27 febbraio la parte finale che trova perfetta aderenza nell’attuale pronuncia del Prefetto di Bari:

“Ponendo che anche le liti di carattere penale siano motivo di incompatibilità, vediamo cosa dice l’art. 69 del TUEL (D.Lgs. 267/2000):

Art. 69
Contestazione delle cause di ineleggibilità ed incompatibilità

1. Quando successivamente alla elezione si verifichi qualcuna delle condizioni previste dal presente capo come causa di ineleggibilità ovvero esista al momento della elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità previste dal presente capo il consiglio di cui l’interessato fa parte gliela contesta.

2. L’amministratore locale ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di ineleggibilità sopravvenute o di incompatibilità.

3. Nel caso in cui venga proposta azione di accertamento in sede giurisdizionale ai sensi del successivo articolo 70, il termine di dieci giorni previsto dal comma 2 decorre dalla data di notificazione del ricorso.

4. Entro i 10 giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2 il consiglio delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità o di incompatibilità, invita l’amministratore a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, la opzione per la carica che intende conservare.

5. Qualora l’amministratore non vi provveda entro i successivi 10 giorni il consiglio lo dichiara decaduto. Contro la deliberazione adottata è ammesso ricorso giurisdizionale al tribunale competente per territorio.

6. La deliberazione deve essere, nel giorno successivo, depositata nella segreteria del consiglio e notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che è stato dichiarato decaduto.

7. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate di ufficio o su istanza di qualsiasi elettore.

E’ molto chiaro che, in base a tale articolo, la procedura di contestazione di una causa di incompatibilità debba essere contestata dal Consiglio comunale al consigliere comunale secondo una procedura specifica e che, in ogni caso, “L’amministratore locale ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di ineleggibilità sopravvenute o di incompatibilità.”

Nel caso di specie, le cause di incompatibilità sono state già rimosse sia nel processo dinanzi al TAR (se non altro per il fatto stesso che la causa è nel frattempo arrivata a sentenza) che in quello penale, laddove, comunque, ad oggi l’avv. Losito non risulta più essere difensore degli imputati nel procedimento per illecito urbanistico.

In definitiva, si può dire che il consigliere Losito avrebbe dovuto agire con maggiore nettezza e trasparenza nel far seguire alla rinuncia formale, nella difesa di cittadini opposti al Comune, un comportamento inequivocabile,  e cioè astenendosi dal continuare, sia pure in forma surrettizia in attesa della nomina di un nuovo difensore, qualsiasi forma di attività processuale, come invece sembra al contrario accaduto dopo la sua elezione a consigliere comunale per il processo penale in materia di illecito urbanistico.

Sarà in ogni caso il segretario comunale ad accertare se tale rinuncia formale fu effettivamente depositata presso gli uffici dell’Ente in data 20-07-2018 ovvero 03-08-2018, come asserito dal consigliere Losito e convalidato dalle dichiarazioni del vice Sindaco Orlando.

Tuttavia, l’incompatibilità originaria ad oggi non esiste più e, pertanto, a modesto parere di chi scrive, avrebbe poco senso l’attivazione del procedimento di cui all’art. 69 del TUEL, se non per il mero accertamento che tale incompatibilità è ormai insussistente.”

Fin qui, il richiamo al nostro articolo del 27-02-2020.

ULTERIORI VALUTAZIONI: L’incapacità politica e giuridica della minoranza

E’ del tutto evidente che l’attivazione della procedura ex art. 69 del TUEL, decreto legislativo 267/2000 – sebbene la minoranza, nella sua lettera al Presidente del Consiglio comunale del 4 giugno scorso, abbia invece chiesto genericamente la convocazione di una seduta monotematica -, si risolverà in un niente di fatto perchè, come abbiamo scritto il 27-02-20, le cause di incompatibilità del consigliere Losito sono state, nel frattempo, rimosse, sia pure in corso di mandato.

Pertanto, al Consiglio comunale non resterà che prenderne atto e, quindi, la stessa procedura di cui all’art. 69 del TUEL (D.Lgs. 267/2000) non potrà neppure essere attivata concretamente con l’intimazione a rimuovere, nel termine di 10 giorni, cause di incompatibilità che, sia pure ci sono effettivamente state, allo stato attuale non esistono più.

In definitiva, ai consiglieri di minoranza mi permetto di suggerire il ritiro della richiesta di convocazione di Consiglio monotematico per discutere dell’eventuale incompatibilità del consigliere Losito: infatti, una seduta tenuta a norma dell’art. 69 del decreto legislativo 267/2000 si risolverebbe nell’ennesima “caporetto” (o… “ecatombe”…) dei 6 consiglieri in perenne ricerca d’autore e, soprattutto, in un ulteriore colpo ad una credibilità già abbondantemente compromessa negli ultimi mesi.

La minoranza nel giorno dell’insediamento del Consiglio comunale

Peraltro, ai consiglieri di minoranza, ma in generale a tutta la classe politica molese, suggerisco che ad occuparsi di questioni giuridiche non siano gli ingegneri, di qualsiasi branca, politici o meno che siano.

E’ infatti dimostrato che diversi ingegneri molesi capiscono sovente fischi per fiaschi nell’approcciarsi alle questioni giuridiche, credendo, con supponenza, che basti leggere un testo di legge o una sentenza della Magistratura per comprenderli nel loro vero significato.

Purtroppo, un simile atteggiamento ha già prodotto notevoli danni patrimoniali al nostro Comune: questione ville a mare confiscate, questione suolo ex cinema Castello, questione 24 alloggi di Via De Nicola, questione lottizzazione C2.3, ecc..

Ognuno faccia il suo mestiere. E se non si è nemmeno capaci di fare i politici, meglio dimettersi e rendersi utili alla collettività in altro modo.

Il consigliere comunale avv. Leonardo Losito

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here