“PIANO CASA” INCOSTITUZIONALE: MOLA TACE. INTERVISTA ALL’ASSESSORE REGIONALE PISICCHIO

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Mentre tutta la politica molese non si pronuncia, “Mola Libera” ha ascoltato l’Assessore Regionale all’Urbanistica Alfonso Pisicchio. Ecco cosa ci ha dichiarato in relazione agli effetti della sentenza della Corte Costituzionale sul “Piano Casa” della Puglia e ad altri importanti temi urbanistici molesi (ville a mare confiscate, PUG, lottizzazione C2.3), oltre alla proposta di “Legge sulla bellezza” e all’istituzione del parco marino di Costa Ripagnola.

In relazione alla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 70 del 9 marzo scorso, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24 aprile 2020, che ha dichiarato incostituzionali importanti parti della legge della Regione Puglia 17 dicembre 2018, n. 59, detta “Piano Casa”, “Mola Libera” ha già pubblicato un articolo che, tuttavia, non ha mai ricevuto un riscontro dalle Autorità comunali: nè dal Sindaco, nè dall’Assessore all’Urbanistica, nè tanto meno dai Consiglieri comunali (di qualsivoglia colore politico) e neppure dal Capo Settore Urbanistica.

https://www.molalibera.it/2020/04/29/villa-sul-mare-e-legittima-il-piano-casa-regionale-e-incostituzionale/

Tenuto conto del mutismo che, in materia urbanistica, spesso vige nelle stanze comunali, al fine di ottenere qualche ragguaglio in merito da una voce autorevole, “Mola Libera” ha ascoltato l’Assessore Regionale all’Urbanistica, dott. Alfonso Pisicchio.

Inoltre, abbiamo chiesto all’Assessore Pisicchio altre informazioni sulla situazione dell’urbanistica molese per quanto di sua conoscenza.

Alfonso Pisicchio (a destra) con Michele Emiliano

Ecco le domande che gli abbiamo rivolto.

Assessore cosa sta facendo il Suo Assessorato in relazione alla sentenza della Corte Costituzionale sul “Piano Casa”, che ne dichiara l’incostituzionalità, in via retroattiva, a partire dal 19 aprile 2019?

Ho inviato subito una circolare a tutti i 257 Comuni pugliesi al fine di avviare un monitoraggio di tutte le autorizzazioni con il “Piano Casa” che ricadono nell’incostituzionalità retroattiva dichiarata dalla Consulta. Il proposito è quello di valutarne l’entità, per evitare che si accumulino danni dalle situazioni pendenti, con rapporti giuridici non ancora conclusi, e quindi sottoposti alla retroattività della sentenza.

I Comuni hanno risposto?

Al momento le risposte sono poche. Soltanto 32 comuni hanno inviato un riscontro.

Tra questi c’è il Comune di Mola?

Non ho la situazione sottomano, a memoria non lo ricordo…

Una volta che riceverete le risposte, qual è il Suo intendimento?

Non possiamo intervenire con una nuova legge. La normativa regionale attuale è stata, in sostanza, riscritta dalla Corte Costituzionale e, quindi, dobbiamo prenderne atto. Al momento dell’approvazione della legge censurata dalla Consulta sono stato personalmente molto critico. Ma tant’è. Tuttavia, ora il mio intento è quello di fornire ai Comuni pugliesi una griglia tecnico-giuridica interpretativa, in base alla complessità delle casistiche che riguardano i rapporti giuridici non esauriti (in sostanza, le attività che non hanno completato i lavori, ndr). Infatti, sono pur sempre i Comuni che devono decidere come comportarsi di fronte ai privati che hanno azionato il “Piano Casa” regionale: rimane in capo a loro il doversi adeguare alla sentenza della Consulta e al fronteggiare eventuali contenziosi con i privati in sede amministrativa.

Assessore, Lei è a conoscenza di una costruzione che, proprio con il “Piano Casa”, sta sorgendo sul litorale nord di Mola, a ridosso della battigia?

No, non conosco la situazione specifica. Come ho detto, la competenza è dei Comuni che se ne assumono le responsabilità giuridiche e che devono valutare caso per caso le eventuali incompatibilità ambientali, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale.

Nuova costruzione a ridosso del mare: nessun politico molese si è preoccupato di sapere se è legittima, a maggior ragione dopo la recente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionali le parti più significative del “Piano Casa” della Regione Puglia.

Dott. Pisicchio, Lei ha mai appreso del cosiddetto “muro sul mare” di Mola – realizzato molti decenni fa sul litorale nord, in alcuni punti in acqua, proprio in corrispondenza della nuova costruzione con il “Piano Casa” -, che costituisce una barriera di centinaia di metri all’accesso al mare dei cittadini?

Non posso ovviamente conoscere tutte le situazioni locali. Però sono ben consapevole della situazione delle ville a mare confiscate a suo tempo dalla Magistratura e che il Comune di Mola ha deciso di abbattere.

Un’altra immagine del muro sul mare, sul litorale nord di Mola, uno scandalo che forse non ha uguali in tutta la Puglia: in questo punto il muro è stato costruito in acqua
Ecco un particolare del mare che tocca direttamente il “muro sul mare”, a pochi passi dalla costruzione che sta sorgendo, oggetto di questo articolo
Un’altra immagine del muro sul mare che impedisce l’accesso alla spiaggia pubblica per centinaia di metri sul litorale nord

Cosa farà in proposito la Regione?

Abbiamo già deciso di erogare un finanziamento di 200 mila o 300 mila euro (non ricordo ora di preciso) al Comune di Mola, attingendoli dal Fondo regionale per la demolizione dell’abusivismo. Quindi, da parte mia vi è tutto il favore a risolvere finalmente questa vecchia situazione.

Una delle ville confiscate costruita sulla battigia
Ville a schiera confiscate in riva al mare, oggetto della delibera di Consiglio comunale approvata il 10 ottobre 2019, che ne prevede la demolizione in esecuzione della sentenza della Corte di Cassazione dell’aprile 2013

La “Legge sulla Bellezza” della quale Lei è promotore, come potrà sanare le situazioni di assalto alla costa pugliese? E quelle di vecchia data, come sul litorale molese?

La legge, che speriamo di approvare prima delle elezioni regionali, agirà abbattendo o recuperando i cosiddetti “detrattori di bellezza” che deturpano i territori (vuoti urbani, ecomostri, abusivismi di vario genere e natura), preservando e valorizzando le peculiarità delle diverse province che formano il “Mosaico identitario della Puglia”, e non prevedendo consumo di suolo.

Assessore Pisicchio, ha mai avuto contezza di una mega lottizzazione del Piano Regolatore vigente del Comune di Mola (oltre 100 mila metri cubi) che si è impantanata a causa del ricadere di una parte di essa nella fascia dei 300 metri dal mare?

Se non è stata attivata una conferenza di servizio non posso esserne a conoscenza diretta. Probabilmente le interlocuzioni con il Comune di Mola le stanno tenendo i funzionari dell’Assessorato. Ma se il Comune mi chiederà di intervenire per quanto di mia competenza, ovviamente farò la mia parte nei limiti delle mie prerogative.

Alfonso Pisicchio (a destra) con il Sindaco di Bari Antonio Decaro
La prof.ssa Angela Barbanente, responsabile del Politecnico di Bari per la convenzione con il Comune di Mola relativa alla redazione del PUG (Piano Urbanistico Generale)

Sa che il Comune di Mola sta procedendo per la redazione del nuovo piano regolatore, il PUG, attraverso una convenzione con il Politecnico di Bari? E che tuttora, nonostante lo preveda una delibera del Consiglio comunale, la Giunta non ha chiesto il parere all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) per la verifica della legittimità a stipulare accordi con enti universitari, ora vietati dalle pronunce della giustizia amministrativa italiana e dalla Corte Europea?

Sì, conosco l’esistenza di questa vecchia convenzione, ma non dei più recenti aggiornamenti e sviluppi. Quindi, Lei mi dice  che non è stato richiesto il parere all’ANAC… Come ho già detto in risposta ad altre domande, le responsabilità di carattere giuridico sulle singole fattispecie sono direttamente in capo ai Comuni. La Regione può aiutare ed essere di supporto agli enti territoriali ma non può sostituirsi ad essi, se non per le specifiche materie previste dalle leggi. Ma il conferimento di un incarico per la redazione di un piano urbanistico ricade appunto nella responsabilità e nell’autonomia del singolo comune.

Infine, Le chiedo se si riuscirà ad approvare prima della fine della legislatura la legge regionale per il parco naturale di Costa Ripagnola?

Come per la “Legge sulla bellezza”, sono fiducioso che si arriverà al suo varo. L’iter è complesso ma siamo in dirittura d’arrivo. Mercoledì (oggi, ndr) andrà in Commissione, sperando che ostruzionismi dell’ultimo momento non vanifichino il lavoro di preparazione fin qui svolto.

Ringraziamo l’Assessore Alfonso Pisicchio per la disponibilità e la gentilezza nei confronti del nostro giornale e per le sue risposte sincere.

Ovviamente, gli auguriamo di portare a conclusione la sua proposta di “Legge sulla Bellezza” che sicuramente farebbe fare un salto di qualità all’habitat marino, agrario e urbano del territorio pugliese. E naturalmente ci auguriamo che possa andare in porto anche la legge regionale istitutiva del parco naturale di Costa Ripagnola.

Costa Ripagnola, tra Cozze e Polignano, luogo di grande e suggestiva bellezza

Al tempo stesso, auspichiamo che l’Assessore voglia trovare il tempo per approfondire, nel pur tempo limitato che resta alla fine della legislatura regionale, alcune delle più scottanti questioni urbanistiche molesi.

Infatti, se sarà chiamato nuovamente a svolgere un ruolo assessorile, nello stesso settore, nella prossima legislatura non potrà fare a meno di confrontarsi con una situazione locale, quella molese, che è paradigmatica di un modo abnorme e molto particolare di gestire il territorio.

Per Mola necessiterebbe una “legge sulla bellezza” ad hoc, tante sono le situazioni di palese e grave violazione dell’habitat marino, agreste e urbano, spesso con la connivenza della classe politica e burocratica nel corso di lunghi decenni di inazione (o di azione abnorme) amministrativa.

Peraltro, continua a destare sconcerto l’assenza di iniziativa della Giunta, del Consiglio comunale e dell’Ufficio Tecnico comunale in relazione alla sentenza della Corte costituzionale più volte richiamata in questo articolo.

A tal proposito, più volte, abbiamo chiamato, con i nostri articoli, il Sindaco, l’Assessore all’Urbanistica, il Capo Settore all’Urbanistica e i singoli Consiglieri comunali ad affrontare la situazione complessiva del “Piano Casa” alla luce della pronuncia di incostituzionalità, anche con riferimento alla costruzione edificata con tale legge regionale sul litorale nord di Mola.

Ma nessuno ha mai risposto. Neppure i consiglieri ora in “appoggio esterno” alla maggioranza…

Neppure i consiglieri di minoranza e nemmeno, tra di essi, i consiglieri Giangrazio Di Rutigliano e Michele Daniele che pure sono sembrati, dall’inizio della consigliatura, tra i più attenti ai temi urbanistici e ambientali. 

Anche loro si sono assopiti nel sonno della ragione che, come ben sappiamo, genera mostri?

Infine, desta ulteriore sconcerto che il Consiglio comunale, dopo un timido segnale iniziale di interessamento, non abbia più chiesto all’Amministrazione comunale una parola definitiva sulla convenzione riattivata con il Politecnico di Bari, in relazione alla stesura del Piano Urbanistico Generale (PUG) che richiedeva, per la sua concreta operatività, il parere dirimente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione).

L’Assessore Nico Berlen, in Consiglio comunale, il 28 agosto 2019, mentre risponde alle interrogazioni sull’incarico al Politecnico per il Piano Urbanistico Generale (PUG)

Un parere che la Giunta comunale non risulta abbia al momento richiesto, sebbene sia trascorso quasi un anno e mezzo dalla riapprovazione della convenzione, con una delibera di Consiglio comunale che richiedeva espressamente di dover interessare l’ANAC per poter procedere con atti concreti. 

Nel frattempo, diversi atti amministrativi sono già intervenuti, come anche pagamenti a favore del Politecnico, sebbene l’ANAC non sia stata interpellata in via preventiva dalle Autorità comunali, nonostante sia ben noto che la stessa Authority si sia pronunciata, a firma del presidente pro tempore Raffaele Cantone, contro gli affidamenti di incarico agli enti universitari per la stesura di piani urbanistici.

Il Magistrato Raffaele Cantone, già presidente ANAC fino al 23 luglio 2019

Un caso del tutto analogo a quello molese fu infatti evidenziato a suo tempo da “Mola Libera”, riportando il parere dell’ANAC in risposta al quesito posto da un ente pubblico lombardo:

https://www.molalibera.it/2019/09/20/piano-urbanistico-al-politecnico-ecco-cosa-dice-lautorita-nazionale-anticorruzione/

Insomma, nella “Repubblica Autonoma di Mola di Bari” tutto è possibile. Anche infischiarsene altamente dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione.

L’Assessore Regionale all’Urbanistica Alfonso Pisicchio

 

 

 

 

 

 

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