“MALA URBANISTICA”. APPROVATA UN’INUTILE STRADA CHE PORTA NEL NIENTE…

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Il provvedimento approvato ieri sera, per una via che, dalla nuova rotatoria prevista in Via Russolillo, porta nei campi, comporterà comunque l’esproprio di una superficie tripla rispetto alla reale necessità. Il voto ha visto la dissoluzione del patto tra i consiglieri di minoranza: i 4 del centrodestra sono tornati a votare con la maggioranza, abbandonando al loro destino gli incauti Michele Daniele e Giangrazio Di Rutigliano, mentre Gallo canta per Berlen e becca Colonna.

Ieri sera, martedì 26 maggio 2020, la seduta di Consiglio comunale, tenuta nuovamente in videoconferenza a causa del persistere dell’emergenza Covid-19, sia pure in fase 2, è stata la cartina di tornasole per la verifica di alcuni significativi fatti politici:

  1. La tenuta dell’accordo tra le forze di minoranza.
  2. Le reali motivazioni della fuoriuscita dalla maggioranza del gruppo “Alleanza per Mola”.
  3. Il reale potere dell’Assessore Berlen.
  4. La buona o la mala urbanistica.

Al di là delle rituali schermaglie legate ai punti all’ordine del giorno precedenti, la prova del nove è stata offerta, come quasi sempre accade nel Consiglio comunale di Mola, dalla discussione di un importante provvedimento urbanistico.

E’ infatti sul punto 5 della seduta (“Lavori di messa in sicurezza e servizi alla viabilità – rotatoria e collegamento stradale – su via russolillo. Reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio. Approvazione definitiva) che si è vista all’opera la “politique politicienne“, la “politica politicante“, “ovvero quella politica che si esaurisce nei giochi di potere e perde il contatto con l’idea che possa essere strumento per il raggiungimento di fini generali, della comunità, della polis” (Sofia Ventura, politologo).

All’occhio poco attento di chi mastica poco delle ciniche “tecniche” della “politica politicante”, la discussione e l’esito di questo punto ha detto probabilmente poco, ma non a quanti riescono a leggere in filigrana, ormai da decenni, i comportamenti dei nostri rappresentanti istituzionali: perchè gli uomini cambiano (ma molto spesso rimangono gli stessi), ma la prassi rimane quasi sempre identica.

Ma veniamo alla questione oggettiva, cioè alla sostanza del provvedimento portato all’attenzione del Consiglio comunale dalla Giunta comunale e, nello specifico, dall’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen.

L’Assessore Nico Berlen, in Consiglio comunale

I FATTI ANTECEDENTI

Il 10 ottobre 2019 la questione viene portata per la prima volta all’attenzione del Consiglio comunale. 

https://www.molalibera.it/2019/10/11/consiglio-comunale-parcheggi-e-rotatorie-ecco-cosa-si-e-deciso/

Ecco il resoconto che “Mola Libera” fece nell’occasione:

Lavori di messa in sicurezza e servizi alla viabilità. Rotatoria e collegamento stradale su via Russolillo.

La rotatoria verrà realizzata al fine di facilitare e rendere sicuro l’ingresso da e per l’area PIRP Cerulli.

L’avvio del confronto politico ha visto scintille tra il consigliere Daniele e l’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen.

La domanda retorica e figurativa di Daniele (“Cosa c’è dietro il rondò?) ha fatto infuriare Berlen, che l’ha considerata un’insinuazione calunniosa. In seguito gli animi si sono pacati dopo i reciproci chiarimenti e scuse.

La discussione ha visto Stefano Diperna (Fratelli d’Italia) chiedere di procedere anche per la sistemazione di Via Mangini (attualmente chiusa al traffico per dissesto stradale del fondo non asfaltato).

Michele Palazzo (Lega per Salvini premier) ha chiesto che venga salvaguardata l’intangibilità di tutti i manufatti e le pertinenze della Parrocchia della SS. Trinità, evitando di intaccarla con gli espropri che si renderanno necessari.

Il consigliere Di Rutigliano – Liste civiche (sopraggiunto in aula durante la discussione), ha chiesto il perchè di una larga nuova strada che dal rondò finirà nel vuoto (come lo ha definito l’ex Sindaco) di Via Chiancarelle che oggi, a suo dire, è poco più di un tratturo.

L’assessore Berlen ha poi risposto dichiarando al consigliere Palazzo che si preoccuperà di evitare che i lavori intacchino le proprietà della parrocchia SS. Trinità.

Mentre a Diperna, Berlen ha risposto che la soluzione di Via Mangini passa attraverso l’esproprio bonario della semi strada di Piano Regolatore al fine di realizzare il nuovo percorso con le economie del contratto di quartiere “oltreferrovia”.

A Di Rutigliano, l’assessore ha evidenziato che il collegamento con Via Chiancarelle (in una situazione di espansione ha detto Berlen) serve a creare una prospettiva di corretta circolazione stradale.

Sono inoltre intervenuti i consiglieri di maggioranza Franco Battista e Gallo a difesa di Berlen dagli attacchi di Daniele che ha continuato a chiedere conto della soluzione in prospettiva.

Il voto ha visto il voto favorevole di tutti i consiglieri presenti ad eccezione di Daniele che ha votato contro.

Il 13 ottobre 2019, un nuovo articolo di “Mola Libera” rispondeva alle richieste di chiarimento dei nostri lettori:

https://www.molalibera.it/2019/10/13/rotatoria-via-russolillo-nuova-strada-verso-i-campi-pirp-cerulli-risolto-problema-lotti-misti/

LA NUOVA ROTATORIA DI VIA RUSSOLILLO

In merito ai precedenti punti già trattati nel nostro precedente articolo, alcuni lettori hanno chiesto chiarimenti relativi alla nuova rotatoria prevista in Via Russolillo.

Il rondò verrà realizzato all’altezza dello sbocco del PIRP Cerulli su Via Russolillo con la Via Buenos Aires (che costeggia la nuova clinica del dott. Capotorto) e che fronteggia il complesso della parrocchia SS. Trinità. Lo scopo della rotatoria è di consentire un adeguato raccordo alla viabilità del PIRP con Via Russolillo; di moderare la velocità su quest’ultima arteria che collega Mola a Rutigliano; di incanalare correttamente il traffico da e verso le uscite della statale 16.

I dubbi espressi dai consiglieri Daniele e Di Rutigliano attengono alla realizzazione di una nuova strada di collegamento tra la rotatoria e Via Chiancarelleal momento poco più di una strada di campagna. Per realizzare la nuova strada e le nuove opere è previsto un esproprio di alcune particelle appartenenti a privati e che comporteranno, pertanto, un esborso di circa 163mila euro, con fondi del Comune.

Ecco nella cartina allegata il probabile posizionamento della rotatoria e quello della strada di nuova costruzione. Come, in effetti, si può notare, la nuova strada partirà dal rondò per giungere su Via Chiancarelle che, al momento, è una strada sterrata.

Il posizionamento della nuova rotatoria su Via Russolillo, tra Via Buenos Aires (area PIRP) che costeggia la clinica del dott. Capotorto e la Chiesa della SS. Trinità. La linea retta indica la nuova strada che partirà dal rondò per raggiungere Via Chiancarelle, al momento poco più di un tratturo di campagna.

E’ pertanto inevitabile pensare ad una nuova edificazione che sorgerà intorno alla nuova strada e alla stessa Via Chiancarelle: abbiamo davvero bisogno di nuove espansioni delle periferie mentre la popolazione scende e l’intera Mola è piena di cartelli di vendita di abitazioni di ogni tipo?

E’ una domanda legittima e che attiene ad una visione urbanistica che non è stata ancora precisata dall’attuale amministrazione comunale.

Il 21 ottobre, il Movimento 5 stelle inviava a tutta la stampa (quando ancora non vigeva l'”embargo” verso “Mola Libera”…) un lungo comunicato:

https://www.molalibera.it/2019/10/21/rondo-via-rutigliano-i-5-stelle-contestano-il-progetto-dellassessore-berlen/

Qui, ne riportiamo la parte conclusiva:

Se poi esaminiamo la sostanza del provvedimento approvato, si aggiungono perplessità a perplessità. Passi per il rondò, anche se non ne comprendiamo appieno la necessità ma la nuova strada da costruirsi ex novo è totalmente inutile in quanto si collega con una strada rurale, incapace di reggere nessun tipo di traffico. Inoltre ha un costo di esproprio esorbitante: si devasta un intero appezzamento lasciando dei “relitti” di terreno molto più ampi dell’area necessaria per questa nuova strada. Detta in altri termini, si espropria il triplo rispetto all’area necessaria per la strada.

Si congelano centinaia di migliaia di euro per presunte utilità future mentre si trascurano interventi che darebbero una utilità immediata. Mola è simile ad un paese reduce da un bombardamento per come sono ridotte le strade, sia di città che di campagna, e si impiegano risorse economiche preziose per una nuova strada che chissà quando verrà fatta e, sopratutto, di nessuna utilità.

E se quest’opera non sembra avere utilità ai fini della mobilità, avrà probabilmente qualche altro tipo di utilità. Chiediamo semplicemente che queste altre utilità, se esistenti, venissero esplicitate in modo trasparente. Perchè questo provvedimento, così come è stato approvato, lo riteniamo inadeguato, oltre a presentare diversi profili di non conformità alle normative.

I FATTI DI IERI SERA

Dunque, chiariti esattamente i termini antecedenti della questione, veniamo a quanto accaduto nella seduta di ieri sera, martedì 26 maggio.

La questione giuridico-amministrativa

L’Assessore Berlen non spende molte parole per illustrare il provvedimento: dopo la pronuncia già positiva del Consiglio comunale del 10 ottobre 2019, si è trattato di esaminare: “Lavori di messa in sicurezza e servizi alla viabilità – rotatoria e collegamento stradale – su via Russolillo. Reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio. Approvazione definitiva.

In sostanza, Berlen ha spiegato che il provvedimento già approvato dal Consiglio, torna all’attenzione dei consiglieri dopo la fase di “pubblicazione e osservazioni” per il varo definitivo.

Tuttavia, non si capisce perchè reiterare un vincolo che era stato approvato appena sette mesi fa, quando è ben noto che il Testo unico in materia di espropri per pubblica utilità (D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, all’art. 9) prevede che la durata del vincolo apposto sia di 5 anni.

Invece, avrebbe dovuto essere votata e approvata nuovamente, a seguito della fase intercorsa di pubblicazione e osservazioni, la dichiarazione di pubblica utilità, che, tuttavia, non risulta portata formalmente all’attenzione del Consiglio comunale (lo era stata invece con la delibera n.58/2019 del 10.10.2019).  E ben si sa che tale dichiarazione va assolutamente esplicitata nell’enunciazione del punto da approvare.

In realtà anche con la delibera precedente, quella del 10.10.2019, si parlava di “reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio”: invece, in quel momento si sarebbe dovuto approvare non la “reiterazione” ma l'”apposizione”, giacchè una “zona F” (area per attività collettive) mancante di una destinazione specifica prevista nel PRG non può essere considerata ab origine come avente un vincolo preordinato all’esproprio.

In ogni caso, passino pure queste anomalie tecnico-amministrative, che però dimostrano molta confusione politico-burocratica, e veniamo alla sostanza delle posizioni politiche sul provvedimento.

In poche parole, dopo l’intervento di Berlen hanno preso la parola diversi consiglieri comunali e, tralasciando l’intervento di sostegno del Presidente della 3^ Commissione consiliare Leonardo Losito, è in particolare opportuno soffermarsi sugli interventi di quelli di minoranza e del capo-gruppo di “Alleanza per Mola” che, nella precedente seduta, aveva comunicato l’uscita dalla maggioranza di “Cantiere civico” e l’appoggio esterno alla Giunta di Giuseppe Colonna.

Il Sindaco Giuseppe Colonna

Innanzitutto, è intervenuto Michele Daniele (M5S), il quale, abbandonati i toni perentori della seduta del 10 ottobre 2019 e del conseguente comunicato stampa del 21 ottobre 2019, proponeva un emendamento finalizzato a stralciare dal provvedimento l’esproprio del suolo destinato ad ospitare la strada di collegamento tra la rotatoria e Via Chiancarelle, ritenendo inutile e dispendiosa una bretella stradale, non prevista dal PRG, e che finisce su una strada sostanzialmente di campagna, con qualche insediamento isolato.

Il consigliere del Movimento 5 stelle Michele Daniele

Tanto più, ha fatto presente Daniele, che la spesa per esproprio appare assolutamente sproporzionata rispetto all’obiettivo da raggiungere: infatti, nel quadro economico della delibera, ben 163.465,00 euro sono destinati all’esproprio di una superficie complessiva di 4.100 metri quadri circa, rispetto ai 1.170 metri quadri circa necessari alla realizzazione della strada. Quindi, circa 3.000 metri quadri in più vengono espropriati senza una ragione plausibile.

Al ragionamento di Daniele, si associano successivamente i consiglieri comunali del centro-destra Stefano Diperna, Michele Palazzo e Sebastiano Delre, oltre al consigliere civico, l’ex Sindaco Giangrazio Di Rutigliano.

Tutti chiedono di stralciare l’esproprio e la realizzazione della strada, con la richiesta di modificare la delibera, quindi, approvando soltanto la costruzione della rotatoria.

Anche il consigliere Giovanni Gallo (capogruppo di “Alleanza per Mola”) sembra propendere per questa soluzione.

Giovanni Gallo, capogruppo di “Alleanza per Mola”

Tuttavia, un nuovo intervento dell’Assessore Nico Berlen spariglia le carte. Berlen, infatti, spiega che quella sovrabbondanza di terreno da espropriare al momento non è finalizzata ad alcunchè di preciso, ma che, tuttavia, torna utile al Comune per il futuro. In ciò appoggiato dal Capo Settore Urbanistica e Lavori pubblici, l’ing. Vito Berardi.

Il funzionario, dietro richiesta di un chiarimento da parte di Gallo, spiega che le zone F, per attività collettive, tornano utili quando si tratta di dare vita ad espansioni urbanistiche, come è accaduto – dice Berardi – in tutte le periferie della nostra città.

Berlen riprende la parola per assumere “l’impegno a preparare una progettualità definitiva che dia senso a quelle aree”, cioè per la destinazione di quell’area da 3.000 metri quadri sovrabbondanti rispetto al fabbisogno per la realizzazione della strada.

Un nuovo intervento del consigliere Gallo diventa lo strumento per imprimere una svolta alla seduta.

Gallo fa un appello all’unità:vogliamo scommettere sull’affermazione dell’Assessore Berlen, che entro due mesi avremo la valorizzazione dell’area“. Gallo ha proseguito dicendo di crederci “per condividere e portare a casa un risultato“, in piena libertà, e non come – egli ha affermato nella sostanza – è stato costretto a fare in precedenza, con pressioni della maggioranza a decidere nell’immediato, senza neppure avere a disposizione le carte progettuali e amministrative. E ha concluso dicendo di condividere il modus operandi e lo stile dell’Assessore Berlen.

Affermazioni che non sono sfuggite al Sindaco Colonna, il quale è intervenuto per puntualizzare e chiarire che lo stile di Berlen è la stessa cifra operativa espressa da tutta l’Amministrazione comunale.

A quel punto, gli interventi successivi dei consiglieri di minoranza hanno virato completamente rispetto al primo giro.

Sebastiano Delre, Michele Palazzo e Stefano Diperna, infatti, hanno detto non solo di apprezzare le dichiarazioni di Berlen, condividendo l’apertura di credito di Gallo, ma addirittura di aver cambiato opinione e, quindi, modificando la loro intenzione di voto da contraria a favorevole al provvedimento.

Giangrazio Di Rutigliano è rimasto da solo a sostenere la necessità dello stralcio della realizzazione della strada e quindi dell’abbandono dell’esproprio, ovviamente assieme al suo proponente, il consigliere 5 stelle Michele Daniele, il quale è stato invitato, dal Presidente del Consiglio comunale Mario Lepore, a formulare nuovamente il suo emendamento da sottoporre al voto dell’assise.

Giagrazio Di Rutigliano e Michele Daniele in Consiglio comunale

La votazione, nonostante il voto contrario della maggioranza, ha riscosso l’astensione di Giovanni Gallo ed Elisa Sciannameo (“Alleanza per Mola”) ma il voto favorevole dei 6 consiglieri di minoranza.

Immediatamente dopo, preso atto, della bocciatura espressa dal Consiglio sull’emendamento Daniele, Mario Lepore ha chiamato i consiglieri a votare sul provvedimento presentato da Berlen.

E qui si è avuta la spaccatura della minoranza: a votare insieme alla maggioranza sono stati i consiglieri del centrodestra Michele Palazzo, Sebastiano Delre, Stefano Diperna e Vitantonio Battista.

I consiglieri comunali di centrodestra. Da sinistra: Vitantonio Battista, Michele Palazzo, Stefano Diperna, Sebastiano Delre.

Di Rutigliano si è astenuto, mentre Daniele non ha partecipato al voto, dichiarando di non voler prendere parte alla votazione per palese irregolarità. I due di “Alleanza per Mola” (Gallo e Sciannameo) hanno votato a favore.

L’OPINIONE

Fin qui, come si sono svolti i fatti. Ora, è opportuno, nella piena libertà sancita dall’art. 21 della Costituzione consentita alla libera stampa, esprimere alcune considerazioni e valutazioni, alla luce della “politica politicante” che si è vista all’opera in maniera netta e spregiudicata, sia pure in videoconferenza.

1) Il ruolo di Giovanni Gallo (con il suo gruppo “Alleanza per Mola”) si è precisato nella seduta di ieri sera. La perdurante mancanza di chiarimento politico sulle vere ragioni che hanno provocato la fuoriuscita dalla maggioranza, spiega però, come si è ben capito, il ruolo di interdizione strumentale di Gallo, al fine di conquistare posizioni di visibilità e di sotto-potere decisionale, in ciò mettendo in sotterranea ma inequivocabile competizione le due anime della maggioranza: quella politica ed esteriore rappresentata dal Sindaco e quella incarnata, nella sostanza operativa e nel deep state, dall’Assessore Berlen, il vero deus ex machina della maggioranza.

2) La netta divaricazione della minoranza è l’elemento ancora più forte e dirimente dell’intera serata: si è ben visto come i consiglieri del centrodestra, dopo aver manifestato un primo sostegno alla proposta di Michele Daniele, lo abbiano quindi nettamente scaricato (sia pure votando a favore, come suol dirsi, con una “lavata di faccia”, sul suo emendamento).

Ciò è avvenuto dopo l’intervento di puntualizzazione dell’Assessore Berlen che ha promesso di valorizzare nell’arco di due mesi, con un progetto ad hoc, la sovrabbondante area espropriata. Tanto che i 4 consiglieri di centrodestra (Palazzo M., Diperna, Delre, Battista V.), immediatamente dopo aver votato a favore dell’emendamento Daniele, che prevedeva lo stralcio della realizzazione della strada e quindi dell’esproprio, dopo un minuto hanno votato a favore della proposta di delibera della Giunta comunale che prevede invece la realizzazione di quella strada e dell’esproprio! Quando si dice la coerenza! 

3) A Giangrazio Di Rutigliano, vero “desaparecido” della serata, non è restato che prendere atto del voltafaccia dei 4 colleghi di minoranza e dichiarare la propria astensione. Mentre Michele Daniele non si è neppure assunto l’onere di votare contro, giustificando l’abbandono con motivazioni formali.

4) Così finisce l’avventura di due consiglieri in cerca d’autore. Giangrazio Di Rutigliano, che aveva ritenuto di trovare una sponda nei 4 del centrodestra per ritornare alla ribalta, passando sopra lo spietato defenestramento che proprio quella compagine aveva compiuto, mandandolo a casa anzitempo, e perdonando perfino le offese pesantissime che gli aveva rivolto Stefano Diperna nelle ultime battute della sua infelice esperienza da Sindaco. E Michele Daniele il quale rimasto praticamente da solo, dopo l’abbandono di gran parte dei militanti del M5S molese, conduce una politica solipsistica e autoreferenziale, di notevole cavillosità superficiale, ma di scarsa intelligenza politica.

5) Il vero vincitore della serata è lui, l’Assessore Nico Berlen: è bastato il suo canto da sirena ammaliatrice, pur con vaghe promesse, per far tornare alla corrispondenza di affinità elettive i 4 consiglieri del centrodestra, tre dei quali (Delre, Diperna e Palazzo) memori della lunga intesa, con l’amministratore di lungo corso, sulle questioni urbanistiche che contano. Ed è lui l’uomo forte di questa maggioranza, quello che detiene la “golden share”, sebbene al momento, dopo due anni di amministrazione, abbia prodotto in verità scarsi risultati operativi.

6) Il vero sconfitto della serata è invece l’interesse pubblico e ad uscirne mortificata è la politica alta, oltre alla buona urbanistica. Infatti, davvero si fa fatica a capire come si possa approvare la realizzazione di una strada che si perde nei campi, peraltro con l’esproprio di una zona circostante ampia tre volte quella necessaria.

A chi giova tutto questo?

Ricordiamo che gli espropri per pubblica utilità, nel principio dell’economicità della gestione pubblica, devono essere improntati ad equità e a proporzionalità, circoscrivendo con ragionevole precisione l’area interessata dall’opera pubblica.

Non è infatti possibile espropriare una superficie in sovrabbondanza rispetto al reale fabbisogno di suolo necessario alla realizzazione dell’opera per la quale è stata dichiarata la pubblica utilità.

Nè tanto meno è possibile farlo senza precisate finalità, e meno che mai future e indefinite.

Peraltro, il futuribile progetto di valorizzazione promesso da Berlen su quell’area di 3.000 metri quadri, in eccesso rispetto alle esigenze della pur discutibile nuova strada, ripropone la solita questione urbanistica molese: aumentare a dismisura le periferie, abbandonando al suo destino il nucleo urbano consolidato che, come è sotto gli occhi di tutti, continua a spopolarsi (anche nelle zone costruite negli Anni ’60-70 del ‘900) e a cadere a pezzi nelle sue parti storiche.

Una visione di cortissimo respiro, peraltro, avallata dall’intervento dell’ing. Vito Berardi, uno dei massimi responsabili tecnici di questa espansione scriteriata delle zone periferiche, mentre la popolazione si contrae da oltre un decennio, quasi sempre carenti di servizi, a differenza di quanto il funzionario ha voluto far credere nel suo intervento.

In ogni caso, coloro che si vedranno espropriata una superficie che non ricade esattamente sul tracciato della nuova strada, avranno ogni facoltà di opporsi all’esproprio.

A meno che non siano essi stessi a sollecitare l’esproprio…

In tal caso, si tratterebbe di un indebito arricchimento per un esproprio non strettamente necessario alla realizzazione dell’opera e, quindi, tali proprietari potrebbero risponderne davanti alla legge assieme ad amministratori e funzionari che hanno determinato una superficie da espropriare esorbitante rispetto alle reali esigenze dell’opera prevista.

Ecco, amici lettori, questo è quanto si è visto ieri sera nell’assise cittadina e questa è la “politica politicante” che mai avremmo voluto vedere.

5 Commenti

  1. Forse pochi sanno che via Chiancarelle parte dal punto ove si concluderà lo spezzone di nuova strada tanto contestata (spezzone che a sua volta avrà inizio dal rondò) e si protrae, sotto forma di strada comunale extraurbana, fino al Centro Servizi dell’Ecomuseo e oltre, fino al B&B Dal Canonico. Io non so gli intendimenti dell’assessore BERLEN, ma dal mio punto di vista bisognerebbe rivalutare l’intero percorso di strada Chiancarelle e, in questo modo, diverrebbe una importante arteria di collegamento dell’agglomerato urbano con il Poggio delle Antiche Ville, cioè con aree aperte rurali di pregio.
    Waldemaro Morgese.

    • Waldemaro, di Via Chiancarelle non se ne è parlato affatto nel corso del Consiglio comunale. Si è detto genericamente che l’area espropriata verrà sistemata con un progetto da rendere noto nei prossimi due mesi. In ogni caso, non si possono asservire le logiche del momento a progetti futuribili. Il centro urbano è disastrato e abbandonato, manca un Piano di recupero della zona storica (costruita tra il 1600 e il 1800) e di tutta la Mola Bianca della prima metà del Novecento. Di questo c’è bisogno immediato come il pane, non di ampliare sempre e a dismisura periferie che poi necessitano di essere servite da illuminazione pubblica, fogna, acqua, nettezza urbana, manutenzione del verde. La nostra popolazione si è ridotta a 25.300 abitanti e continuiamo a ragionare come se ne avessimo 50.000. Diamoci delle vere priorità oppure finiremo come la rana che a forza di gonfiarsi, scoppia!

      • Andrea, forse il mio commento non è stato compreso. Non sono intervenuto su quelle che si ritengono priorità (anche perché le priorità devono sempre inserirsi in un progetto o visione di sviluppo al tempo futuro; progetto che non c’è), ma ho voluto sottolineare un particolare che pochi evidentemente conoscono: riqualificare Strada Chiancarelle in tutta la sua lunghezza sarebbe un formidabile assist ad esempio alla mobilità lenta (podismo, ciclopedia, etc.): strada Chiancarelle per un lungo tratto scorre parallela alla Provinciale 111 Mola-San Materno, poi s’inerpica sul primo gradone murgiano e procede nel cuore del Poggio delle Antiche Ville. Ragioniamoci un po’, con il naso rivolto al futuro.

        • Certamente, sarebbe una realizzazione importante. Purtroppo, la corta visione che è stata mostrata nell’ultima seduta di Consiglio comunale non fa ben sperare. Se si avesse una visione urbanistica dell’intero territorio comunale la tua proposta avrebbe sicuramente senso, guardando al futuro, invece la visione non esiste. Si procede per episodi, per una tantum: sentire l’Assessore all’Urbanistica dire che non poteva non cogliere l’occasione di tracciare una strada dal rondò verso i campi senza dare una plausibilità urbanistica a quella strada, se non generiche e fumose prospettive di snellimento del traffico, fa davvero paura. E sentire che il Consiglio gli dà carta bianca per una progettazione ex post, senza fornire alcuna indicazione strategica, su una superficie sovrabbondante di 3000 metri oltre il necessario, fa ancora più paura. Mola è all’anno zero della programmazione urbanistica e si vede: assistere ad insediamenti periferici che sorgono come funghi in aperta campagna, mentre il centro urbano consolidato muore, è la negazione di ogni sano principio di pianificazione del territorio.

  2. a mio madesto parere le economie del CdqII “oltre la ferrovia ” andavano spese oltre che per la rotatoria del Pirp in prossimità dell’orfanotrofio per mettere in sicurezza l’altro incrocio altrettanto meritevole di attenzioen emessa in sicurezza posto fra l’incrociodi via russolillo via Cicorella ed il tratto di raccordo della via camposportivo nuovo che raccorda con il cavalcaferrovia….quell’incorcio sbilenco infatti oggi è diventato un crocevia determinante che attraverso il cavalcaferroia e viale Paolo VI congiunge passando per via Don Russolillo con la litoranea con la Sp 113 Mola rutigliano e la statale 16….. infatti oggi quell’incrocio è una viabilità importantissima…. inoltre allo stato è uno svincolo molto pericoloso perchè caratterizzato da viabilità che si incorciano non perpendicolarmente…… inoltre sono presenti spiazzi inutilizzati che consentirebbero la realizzazione di una rotatoria quanto mai opportuna per questioni di sicurezza in quel punto. Infine conformemente ai disposti del Contratto di quartiere II denominato appunto “oltre la ferrovia” ritengo più opportuno il miglioramento e potenziamento di percorsi della mobilità dolce con via matteotti o via manzoni attraverso il potenziamento di percorsi pedonali e cilopedonali aumentando la sicurezza con installazione di impianti di illuminazione idonei all’uso notturno di quei tratti di viabilità ….. detto intervento ridurrebbe la cesura causata dalla linea feroviaria seguendo gli obbiettivi del bando “oltre la ferrovia”. Alla luce di quanto esposto ritengo prioritario questo tipo di interventi all’esporprio dina viabilità di prg la cui finalità è indubbia solo se realizzata secondole prescrizioni di prg con una bretella di raccordo a via Caracappa.
    Cordialità arch Lorenzo Gerardi

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