COZZE, CALA DELLE ALGHE, PRIVATIZZAZIONE IN CORSO: UN CITTADINO DENUNCIA. TUTTE LE FOTO DEGLI ABUSI SULLA COSTA

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Ormai a ridosso della nuova stagione balneare, e con le numerose limitazioni previste in funzione anti Covid-19, tornano a suscitare forte allarme sociale le numerose e annose inibizioni al libero accesso al lido del mare su lunghi tratti del litorale molese. La situazione si va ulteriormente aggravando, come dimostra la segnalazione del dott. Umberto De Gerolamo al nostro giornale. “Mola Libera” chiede trasparenza e risposte alla politica molese e un impegno preciso dagli ambientalisti locali sulle gravi emergenze ambientali che interessano la nostra costa.

Il problema degli accessi al mare è ormai pluridecennale sulla costa molese.

Come i lettori hanno potuto verificare in questi giorni, “Mola Libera” sta conducendo una battaglia di civiltà per sensibilizzare il mondo della politica e dell’ambientalismo locale a prendere finalmente coscienza di una situazione disastrosa lungo gran parte degli 11 chilometri del nostro litorale, deturpati da lunghe colate di cemento fin sugli scogli.

Sono tanti gli esempi, come dimostrano la lottizzazione abusiva delle ville a mare confiscate dalla Magistratura e tanti altri abusi purtroppo passati sotto silenzio nel corso degli anni: uno per tutti, il lungo muro, che delimita alcuni complessi residenziali sul litorale nord, costruito a ridosso del mare e che, addirittura, in un punto specifico vede la presenza delle onde sbattervi contro.

Ma se la situazione della costa nord è gravissima, non minore allarme suscita il litorale sud.

Soltanto ieri, sulla nostra pagina facebook, abbiamo condiviso l’allarme di un nostro lettore, Umberto De Gerolamo, che così ha voluto ulteriormente precisare al nostro giornale la situazione di Cala delle Alghe, laddove si sta configurando una evidente limitazione di accesso alla spiaggia pubblica:

Veduta di Cala delle Alghe, nei pressi di Cozze

“Cala delle Alghe. Ci faccio il bagno da quando ero bambino. Sono un abitudinario. Lo ammetto. Prima c’erano due stradine che collegavano le due rive della cala. Una è rimasta pubblica. L’altra è stata privatizzata all’epoca della costruzione della villa di Montrone. Anno più, anno meno. A questo successivamente si è aggiunto uno spazio demaniale prima solo delimitato, poi cementato e forse, da tempo ormai remoto, privatizzato. Non so come, ma di fatto privatizzato. In tutti gli anni non ho mai visto auto parcheggiate se non in rare occasioni. Ma ripeto accesso strada privata e cancello che delimita ingresso in questo park. In più alcune villette che hanno costruito in zona pubblica, ma prospiciente al loro alloggio anche spiaggetta privata, senza credo alcun permesso. Insomma la tendenza è certamente quella di ridurre afflusso bagnanti in quel ramo della cala. Ed è in questa logica che si può tranquillamente leggere quella palizzata comparsa in questi giorni, con pali cementati e che riduce al lumicino la possibilità del passaggio a piedi e senza alcun passeggino o porta-materiale mare. Infatti la strettoia libera è a ridosso del mare e con mare appena agitato sarebbe impossibile attraversarlo senza bagnarsi. Le scritte sulla palizzata le puoi leggere in foto. Ripeto condivisibili ma per me solo un paramento per limitare al massimo l’accesso al lato delle villette e magari turbare la pace dei privati residenti”.

Il dott. De Gerolamo ha poi precisato a “Mola Libera” di aver fatto una segnalazione particolareggiata alla Capitaneria di Mola.

Restrizione abusiva dell’accesso al mare a Cala delle Alghe: il passaggio pedonale residuo è molto stretto e con mare appena agitato diventa impossibile accedere alla parte della spiaggia sottostante

Insomma, quanto evidenziato dal cittadino è di tutta evidenza: una nuova e ulteriore limitazione all’accesso libero al mare si sta consumando nella zona di Cala delle Alghe, in prossimità della frazione balneare di Cozze.

Intanto, in attesa che il Sindaco di Mola e l’Assessorato competente chiariscano la situazione specifica, torniamo a sollevare importanti interrogativi che non vedono prese di posizione specifiche dei politici locali, nè l’adeguato interessamento degli ambientalisti molesi.

Infatti, lo scempio del litorale molese è stato consumato nei decenni scorsi, ma, ancora oggi, si continua ad ignorare la drammaticità dell’attacco alla nostra costa e ad aggiungere cemento a cemento.

L’Amministrazione comunale e i consiglieri comunali cosa intendono fare per ridare un minimo di dignità al nostro mare?

Riproponiamo le nostre domande:

  1. Quando verranno resi noti ai cittadini i contenuti del Piano Comunale delle Coste in preparazione? Sarà un’elaborazione che congelerà lo status quo e magari darà vita a nuove cementificazioni? Oppure si terrà conto delle voce dei molesi che hanno diritto al libero accesso al lido del mare?
  2. Quando verranno liberati tutti gli impedimenti abusivi (muri, sbarramenti, cancelli, massi, ecc.) di libero accesso alla costa molese?
  3. Quando si passerà concretamente alla demolizione delle ville a mare confiscate che, nonostante il voto del Consiglio comunale di ricezione della sentenza della Corte di Cassazione del 2013, sono ancora in piedi? Quale progetto per la destinazione futura dell’area? Sarà un utilizzo a fini collettivi e sociali oppure si nasconde l’ennesima fregatura per i molesi?
  4. Quando verrà concretamente demolito il c.d. “villaggio vacanze” abusivo, situato sul mare, con accesso dalla complanare verso Torre a Mare, confiscato per legge nel 1992 e passato nella proprietà del Comune di Mola, ma da allora mai sottratto all’occupazione illegittima dei lottizzatori abusivi che, anzi, hanno continuato, come se nulla fosse, ad abitarlo?
  5. Quando verrà detta una parola chiara sugli effetti della recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’incostituzionalità di larghe parti del “Piano Casa” della Regione Puglia, attraverso il quale sono state autorizzate demolizioni e ricostruzioni con aumento di volumetrie perfino sulla riva, come nel caso dell’immobile tuttora in corso di edificazione sul litorale nord di Mola?

Arriveranno finalmente le risposte alla cittadinanza?

Lo speriamo davvero: l’habitat marino non può più attendere.

Il muro sul mare, lungo centinaia di metri, sul litorale nord: si estende dall’ex Astir club fino all’ex Tiro al piattello
Un’altra immagine del “muro sul mare” che impedisce l’accesso alla spiaggia pubblica per centinaia di metri sul litorale nord
Ancora un’immagine del “muro sul mare”, sul litorale nord di Mola, uno scandalo che forse non ha uguali in tutta la Puglia: in questo punto il muro è stato costruito in acqua
Come si può ben notare, il mare sbatte contro il muro. Si passa solo con bassa marea e mare calmo: altrimenti, bisogna tornare indietro. L’annerimento dei tufi sta ad indicare il livello che il mare raggiunge con alta marea e mareggiate.
L’ultima costruzione in corso di edificazione sul litorale nord con il c.d. “Piano Casa” della Regione Puglia, dichiarato incostituzionale, in larghe parti, da una recente sentenza della Corte Costituzionale. Ci troviamo sempre lungo il “muro sul mare” delle foto precedenti
Una delle villa a mare confiscate, a ridosso del mare, nella lottizzazione dichiarata abusiva dalla Corte di Cassazione nel 2013
Una veduta parziale delle ville confiscate sul mare: nonostante il voto del Consiglio comunale, dello scorso anno, favorevole alla demolizione, dopo molti anni dalla sentenza della Cassazione, sono ancora in piedi. Quando verranno abbattute?
Il complesso delle ville confiscate, visto dall’alto: probabilmente, si tratta di una delle lottizzazioni abusive sul mare più grandi d’Italia
“Villaggio vacanze” abusivo, sul litorale nord, visto dall’alto: si tratta di un complesso di ville dichiarato illegittimo nel remoto 1992, confiscato e passato, per legge, in proprietà del Comune di Mola, ma mai demolito. Gli occupanti abusivi hanno continuato indisturbati ad utilizzare le ville come se nulla fosse accaduto.
Il cartello apposto dai residenti illegittimi sul cancello che si affaccia al mare del “villaggio vacanze abusivo”
L’ingresso dalla complanare verso Torre a Mare del “villaggio vacanze” abusivo

 

 

 

1 commento

  1. Si un vero disastroso episodio non risolto da almeno 70 anni, è si dà sempre colpa alla aministeazione NO! Siamo in un’era che x fare rumore devi scendere in strada pacificamente è protestare, se tanto ci tenete alla nostra povera spiaggia, fatevi sentire i social vi aiuteranno anche se non presenti, 😤😤😤

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