QUANDO ROBERTO IL GUISCARDO ESPUGNO’ BARI, SEGNANDO LA FINE DEL POTERE BIZANTINO

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Un evento di enorme rilevanza storica: “L’assedio di Bari del 1068-1071” è il titolo di un volume di ricerca e divulgazione storica a firma di Edoardo Spagnuolo.

Prolifico studioso irpino, è tra le altre cose fondatore e animatore, con il nostro direttore responsabile Marino Pagano, della pubblicazione “Lo scudo e la spada”, dedicata proprio alla buona divulgazione storica, specie sul Medioevo. In precedenza l’argomento al centro di questo libro era stato affrontato da uno storico tedesco, in un articolo pubblicato molti anni fa su una rivista pugliese.

L’assedio di Bari da parte dell’armata di Roberto il Guiscardo è stato un evento epocale, per la città di Bari, per gli equilibri politici del Mediterraneo e per l’intero Occidente.

Con la conquista da parte di Roberto, Bari perse il suo ruolo di capitale dei domini bizantini in Italia. Questa città però pochi anni dopo avrebbe riacquistato una nuova centralità, quale luogo di pellegrinaggio di primaria rilevanza, grazie alla traslazione delle reliquie di San Nicola di Mira.

Roberto il Guiscardo

Il santuario di San Nicola, costruito in quegli anni, presenta una caratteristica unica al mondo, perché è stato realizzato valorizzando le murature colossali, che, fino al 1071, avevano racchiuso la sede del potere bizantino a Bari e il quartier generale delle milizie imperiali, con l’intento deliberato di simbolizzare una diretta continuità tra la centralità precedente, di natura politica, e la nuova centralità acquisita dalla città pugliese, di natura religiosa.

La frustrazione dei baresi per la caduta della città nel 1071 fu infatti una componente non secondaria, che animò la potente flotta del luogo a concepire e a realizzare il trafugamento in Oriente delle reliquie del santo.

La caduta di Bari inoltre consentì la successiva conquista di Palermo, città controllata da due secoli dai mussulmani, e che allora era uno dei centri più importanti dell’Islam. Le cronache del tempo sottolineano con chiarezza che Roberto decise l’assedio di Bari perché aveva assoluta necessità del concorso della flotta barese per tentare la conquista di Palermo.

L’assedio di Bari dunque fu un passaggio obbligato per il consolidamento ulteriore del potere normanno nel Sud Italia e per la successiva, decisiva conquista della capitale della Sicilia, altro evento di straordinaria rilevanza storica.

Inoltre, gli eventi che si consumarono intorno alle formidabili mura di Bari tra il 1068 e il 1071 hanno avuto una valenza epocale perché hanno segnato la fine della presenza bizantina in Italia dopo oltre cinque secoli di presenza costante negli equilibri politici della penisola.

Ricordiamo che l’impero d’oriente era la diretta continuazione di quanto rimasto di quello romano dopo la caduta della parte occidentale nel 476. Ancora nell’XI secolo le autorità e i soldati dell’impero d’oriente spesso venivano designati non come bizantini, termine moderno, ma ancora come “romani”.

La caduta di Bari, dunque, segnò la fine di una straordinaria tradizione civile, politica e militare, che aveva caratterizzato la storia d’Italia per circa 1800 anni. Un libro interessante. Un libro da leggere.

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