OGGI, SCOPERTA SPETTACOLARE! SIMBOLOGIA DI EPOCA PRE-ANGIOINA IN AGRO DI MOLA

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ESCLUSIVA DI “MOLA LIBERA”. Oggi, nella campagna molese, ai confini con il territorio nojano, il prof. Vito Didonna, insieme a Michele De Florio di Noicattaro e a Giusy Cinquepalmi di Torre a Mare, ha rinvenuto importantissimi reperti collegabili al tempietto di San Materno di possibile origine templare, di cui “Mola Libera” ha trattato nello scorso ottobre. Ecco tutti i particolari.

Oggi, giovedì 14 maggio 2020, potrebbe segnare una svolta nella storia delle origini di Mola.

Il prof. Vito Didonna, insieme al sig. Michele De Florio, di Noicattaro, e alla signora Giusy Cinquepalmi di Torre a Mare, ha rinvenuto reperti eccezionali nell’agro molese, al confine con quello nojano.

Il prof. Vito Didonna, in primo piano, con il sig. Michele De Florio e la sig.ra Giusy Cinquepalmi, sul luogo della scoperta

E’ accaduto che, casualmente, il sig. Michele De Florio, esperto viaggiatore e conoscitore dell’arte del vicino Oriente, si sia imbattuto nella campagna molese in un manufatto recante chiari reperti riconducibili al tempietto di San Materno, di cui “Mola Libera” ha dato notizia nell’ottobre scorso.

Come ricorderanno i nostri lettori, ne trattò il dott. Giovanni Boraccesi, esperto d’arte, nel corso di un incontro tenutosi a Palazzo San Domenico giovedì 26 settembre 2019 e dedicato al culto della Madonna del Rosario (“A Madòenne di Saite“).

La chiesetta fu fotografata nel 1969 dal dott. Sebastiano Tagarelli, storico nojano, che, dopo qualche anno, tornato sul luogo, notò che l’antico manufatto era stato abbattuto e che ben poco di esso rimaneva.

Ecco gli articoli pubblicati da “Mola Libera” nell’ottobre 2019:

https://www.molalibera.it/2019/10/02/una-chiesetta-medievale-a-san-materno-opera-di-un-crociato/

https://www.molalibera.it/2019/10/07/simboli-templari-nella-chiesetta-medievale-di-san-materno/

Memore degli articoli pubblicati da “Mola Libera”, il sig. De Florio ha immediatamente chiamato il prof. Vito Didonna.

Il già docente di filosofia, ex vice sindaco di Noicattaro e molese d’adozione, si è recato sul posto e, insieme al sig. Michele De Florio e alla sig.ra Giusy Cinquepalmi, della Pro Loco di Torre a Mare, ha constatato, in effetti, la presenza della stessa simbologia e degli stessi stilemi fotografati dal dott. Tagarelli tanti anni fa nella campagna di San Materno.

La simbologia rinvenuta oggi, giovedì 14 maggio 2020, nel manufatto che sorge nella campagna molese

La scoperta odierna conferma che il tempietto di San Materno potrebbe avere un probabile legame con la presenza sul nostro territorio di una civiltà preesistente a quella angioina.

Infatti, la simbologia presente nel tempietto di San Materno, e in quella scoperta in data odierna nel manufatto ritrovato nella campagna molese al confine con quella nojana, potrebbe essere riconducibile, come ipotizzato da chi scrive nel precedente articolo del 7 ottobre 2019, alla simbologia dei Templari che, in Puglia, ebbero una presenza molto significativa in epoca pre-angioina.

Michele De Florio osserva una croce che potrebbe avere origine templare

Naturalmente, sarà necessario effettuare verifiche storiche e archeologiche molto accurate da parte di esperti.

In tal senso, è opportuno che la Soprintendenza ai Beni Culturali della Città Metropolitana prenda in carico al più presto il manufatto per studiarlo e, innanzitutto, per proteggerlo da eventuali azioni di vandalismo e di saccheggio a fini vietati dalla legge.

Pertanto, di comune accordo con il prof. Didonna – al quale va la gratitudine di “Mola Libera” e mia personale, per aver voluto condividere per primo con il nostro giornale l’eccezionale scoperta – abbiamo deciso di pubblicare le foto dei singoli reperti ma non dell’intero manufatto, al fine di evitare che esso possa essere individuato da malintenzionati.

Invitiamo altresì il Sindaco di Mola Giuseppe Colonna ad attivarsi verso la Soprintendenza di Bari al più presto, affinchè questa straordinaria scoperta venga preservata nel miglior modo e in tempi rapidi, in attesa di ogni studio e approfondimento.

La parte interna della cupola del tempietto medievale di San Materno, con una croce templare al centro e quattro stelle, una per ogni quadrante (tratta dall’articolo di “Mola Libera” del 7 ottobre 2019)

 

 

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