A MOLA IL COVID-19 NON DÀ TREGUA. MA LA PASQUA CI DÀ CONFORTO E SPERANZA

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Purtroppo, continuano ad aumentare decessi e contagiati nella nostra città. Cresce il disagio sociale ed esistenziale. Il Sindaco decide la riapertura del mercato ittico per dare un po’ di ossigeno al completo stallo della nostra economia. Per la prima volta, i Riti della Settimana Santa chiusi ai fedeli. La reliquia del SS. Legno portata da Don Mimi Moro, in una piazza vuota e spettrale, per la benedizione alla città. Oggi è Pasqua di Resurrezione: una spinta spirituale per tutti, credenti e non credenti, al fine di sconfiggere il virus e ripartire con la ricostruzione dalle macerie sociali ed economiche.

È stato un Sabato Santo molto triste per la nostra Mola.

Ancora un decesso per Covid19 e ancora due ulteriori contagiati.

Lo ha comunicato il Sindaco in una ennesima diretta Facebook, ieri sera 11 aprile, alle 19.30.

Si tratta del decesso di un uomo molese ospite della RSA di Noicattaro “Nuova Fenice”, ricoverato poi al Policlinico di Bari. Sono quindi 4 i deceduti molesi dall’inizio della pandemia. 

Un tributo di vite umane che preoccupa, e non poco, in una comunità di 25.300 abitanti.

I due nuovi contagi si riferiscono a due uomini molesi che si trovavano in casa in quarantena osservata, riconducibili a casi già accertati, portando così a 17 i casi complessivi di contagio. 

L’emergenza sanitaria si somma all’emergenza sociale, con un  numero molto elevato di famiglie in difficoltà che stanno richiedendo i buoni spesa alimentare, erogati dal Comune attraverso gli aiuti ricevuti dal Governo centrale e dalla Regione. 

Tantissime famiglie molesi hanno perso il sostentamento di piccoli lavori, molto spesso in nero, dell’economia sommersa che contraddistingue la nostra società locale.

E quindi il disagio sociale sta raggiungendo livelli di guardia preoccupati, purtroppo esasperando, anche in maniera drammatica, singole situazioni di difficoltà esistenziale.

La crisi economica ha spinto il Sindaco a decidere la riapertura del mercato ittico, a partire da martedì 14, per consentire la ripresa dell’attività peschereccia, con le barche ferme in porto ormai da oltre un mese, tranne qualche eccezione. 

In merito, il Sindaco è stato tuttavia chiaro. Dovranno essere assicurate le misure di distanziamento sociale: a ciascun banco vendita un solo operatore, mantenimento delle distanze di sicurezza, massimo rispetto per le condizioni igienico-sanitarie, ingresso a scaglioni, con un solo ingresso e una sola uscita.

Se non verranno rispettate le prescrizioni da parte dei pescatori e dei consumatori, il Sindaco ha detto che il mercato ittico verrà chiuso immediatamente.

Se questo è il quadro sconfortante che emerge dal disastro provocato dalla pandemia di Covid19, non dobbiamo però dimenticare il generoso cuore di Mola, con una formidabile attivazione delle migliori energie del volontariato sociale, con decine di giovani che si sono messi a disposizione del Comune e della Protezione civile, al fine di portare aiuto alimentare e sociale alle famiglie in difficoltà. 

È altresì un momento doloroso per tutti i credenti che non hanno potuto partecipare ai Riti della Settimana Santa, probabilmente per la prima volta nella Storia in maniera così generalizzata. 

Hanno supplito le Messe e le celebrazioni liturgiche tenute nelle Chiese, senza i fedeli, ma in molti casi con la trasmissione radiofonica e in streaming sul web.

Ha colpito fortemente l’immaginario collettivo il gesto emblematico e carico di grande suggestione di Don Mimi Moro, parroco della Chiesa Matrice e vicario dei parroci molesi, che, nel Venerdì Samto, ha portato in una breve processione, ma carica di emozione, la reliquia del Santo Legno in una piazza XX Settembre bellissima ma spettrale nel suo assoluto deserto e silenzio, rotto soltanto dallo struggente canto religioso che ha accompagnato la benedizione alla città serrata nelle case.

Una foto storica. Don Mimì Moro, parroco della Chiesa Matrice, porta il SS. Legno in un breve processione nella Piazza XX Settembre, per benedire la città, nella sera di Venerdì Santo 10 aprile 2020

Questa notte, con la Veglia Pasquale, Cristo risorto, vincendo la morte, indica a tutti i credenti la strada per la rinascita spirituale.

Ma anche i non credenti possono trarne motivo per alimentare la Speranza. 

Una Speranza che deve vederci tutti uniti per fronteggiare la pandemia ad ogni livello, raccogliendo ogni forza ed energia personale e comunitaria, continuando a rispettare le norme governative, regionali e comunali, e preparandoci alla fase successiva,  quella della ripartenza dalle macerie sociali ed economiche che il subdolo virus ha portato ovunque nel mondo.

Che sia dunque una Buona e Santa Pasqua per tutta la nostra comunità, nella speranza e nella fiducia. 

Da “Mola Libera” i più sentiti Auguri alle nostre lettrici e ai nostri lettori per una Festa serena nella tranquillità delle Vostre famiglie.

# A PASQUA E PASQUETTA RESTIAMO A CASA E RESTIAMO UNITI

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