MAURODINOIA: “IN PUGLIA, GIORNATA DELLA DONNA, NIENTE DA FESTEGGIARE”

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In un comunicato stampa, la consigliera regionale del PD Anita Maurodinoia, contesta e chiede la parità di genere: “La nostra è una delle poche regioni dove non si vota con la doppia preferenza. Il Consiglio approvi la proposta di legge”.

COMUNICATO STAMPA

8 marzo giornata della donna: in Puglia niente da festeggiare”. Così recita un originale manifesto a firma della consigliera regionale Anita Maurodinoia a sostegno della parità di genere che in Puglia, pare proprio non voglia decollare. Se non altro per quanto riguarda, l’introduzione della doppia preferenza alle prossime elezioni regionali, che permetterebbe ai pugliesi di votare, così come accade già per il Comune, un uomo e una donna.

Anita Maurodinoia promotrice di una proposta di legge sull’utilizzo della doppia preferenza, coglie l’occasione della “Festa della donna” per rilanciare la parità di genere tra i banchi del Consiglio regionale, uno dei pochi, che a differenza di tutte le altre regioni, non ha ancora recepito una legge dello Stato la n.20 del 3 febbraio del 2016, con la quale si stabilisce che le Regioni devono prevedere nel proprio sistema elettorale la “promozione della parità tra uomini e donne”.

“Come si fa a festeggiare in Puglia la giornata della donna –dichiara Anita Maurodinoia– senza sfociare nell’ipocrisia? In consiglio regionale la mia proposta e quella di altri due colleghi sono state “congelate” e non sono mai approdate in Aula, sebbene 10mila firme raccolte, ordini del giorno di Consigli comunali, incontri e dibattitti finalizzati a sollecitare tutti i consiglieri regionali a rimuovere una disparità di genere che tra l’altro una legge nazionale impone.

Considerati i tempi ristretti di questa legislatura, –argomenta la consigliera– probabilmente non se ne farà nulla anche questa volta, così come è già successo nella precedente, quando ricorrendo al meschino scrutinio segreto, una medesima proposta di legge, quella volta d’iniziativa popolare (cioè proposta da 30 mila cittadini), fu respinta con una sotterranea complicità tra maggioranza ed opposizione.

Per cui –conclude la Maurodinoia- non abbiamo nulla da brindare per un’occasione persa e per un impegno tradito. Quest’anno rinuncerò alle mimose e festeggerò, continuando a battermi, ogni giorno, per la parità di genere. Siamo donne difficilmente ci arrendiamo…”.

1 commento

  1. Nell’Italia dell’eventificio tutto purtroppo diventa spettacolo, anche le grandi giornate che in passato caratterizzavano la vita della Repubblica. Se il Consiglio Regionale pugliese non ha la schiena dritta per approvare la legge sul genere, significa soltanto che la preoccupazione per essere rieletti o per eleggere propri portaborse è più forte di un discorso sul genere. Nulla da meravigliarsi. Anzi, sono tante le giornate prima simbolo di autentiche lotte e autentica pulsione per la parità di genere, che sono diventate eventi vuoti: meglio non celebrarle a questo punto. Altrimenti l’8 marzo diverrà, prima o poi, qualcosa che si confonde con il 14 febbraio…

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