“VILLETTA CON OSPITI”, UN NOIR SULLO SPORCO DELL’ANIMA

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Al di là dell’apparente equilibrio sociale di facciata, ci sono i segreti inconfessabili, i pettegolezzi, la cattiveria. Ognuno ha uno scheletro nell’armadio. Ognuno nasconde la polvere sotto il tappeto”. Ecco la recensione della scrittrice Tinta Anna Valentini per “Mola Libera”.

di Tinta Anna Valentini

RITRATTO DI FAMIGLIA CON VILLETTA

In un paese come ce ne sono tanti, nell’operosa provincia italiana (ci troviamo in Veneto, per la precisione), si dipanano, nell’arco di 24 ore, le vicende di una famiglia altoborghese titolare di un’azienda viti-vinicola.

Una famiglia tradizionale: padre, madre, figlia, figlio piccolo.

Un giorno particolare: quello della festa organizzata per raccogliere fondi destinati a finanziare la biblioteca della chiesa.

Un paese in cui tutti si conoscono, si aiutano…e parlano male gli uni degli altri.

Al di là dell’apparente equilibrio sociale di facciata, ci sono i segreti inconfessabili, i pettegolezzi, la cattiveria. Ognuno ha uno scheletro nell’armadio. Ognuno nasconde la polvere sotto il tappeto.

E Ivano De Matteo, il regista, nel suo “Villetta con ospiti” apre quegli armadi, solleva i tappeti e ci mostra lo sporco. Lo sporco dell’anima di ogni protagonista.

Giorgio, il capofamiglia (Marco Giallini) è il tipico imprenditore diviso tra impegni familiari e viaggi di lavoro. Guida auto sportive, indossa abiti dal taglio impeccabile e spende soldi per soddisfare le sue passioni incoffessabili. La suocera (un’antipaticissima e cinica Erica Blanc, la “nonna” che nessuno vorrebbe avere!) mal lo sopporta perché dilapida il denaro di famiglia, lui, che ha avuto l’unica fortuna di sposare sua figlia, quella ricca, la vera titolare dell’azienda.

Diletta (Michela Cescon), madre e moglie, cerca di dare un senso alla propria vita impegnandosi con dedizione totale nell’organizzazione della festa, perché vuole fare una bella figura col parroco del paese, Don Carlo (Vinicio Marchioni, affascinante in abito talare), un uomo molto amato da tutti/e. E’ incapace, però, di gestire il rapporto con la figlia adolescente ribelle, dolce solo col fratellino, e cerca di superare i propri limiti ricorrendo agli ansiolitici.

La vita di questa famiglia, che vista dall’esterno appare perfetta, si interseca in più punti con quella della comunità rumena residente nel paese, soprattutto con quella di Sonja, la dolce e remissiva badante della vecchia Tavanin e di suo figlio Adrian, giovane di belle speranze diviso tra il desiderio di riscatto e la tentazione di delinquere come lo zio.

Il confine tra i due mondi si fa sempre più labile via via che il film va avanti, come pure si assottiglia la distanza tra lecito e illecito. E in questa storia in cui i ruoli vengono aggirati, le aspettative disattese, le apparenze, comunque, fatte salve, muove i fili, come un abile burattinaio il Commissario Panti (Massimiliano Gallo in un ruolo ambiguo, viscido) uomo di legge, di dubbia moralità, che non esita a mischiarsi con i delinquenti locali e a ricattare chiunque pur di raggiungere i propri obiettivi.

Completa il quadretto il Dott. De Santis (Bebo Storti, sempre più presente nei film made in Italy, dopo anni tra le fila di Mai dire Gol!) ortopedico specializzato in interventi all’anca delle ultrasettantenni, che avrà un ruolo determinante nell’epilogo della storia.

“Villetta con ospiti” è un film che inizia un pò in sordina, ma piano piano si colora di noir e ci  riporta, più o meno consapevolmente, a “Il capitale umano” di Virzì, un’altra storia di famiglie imperfette, di mondi che si intersecano e in cui il valore della vita di un uomo è direttamente  proporzionale al suo peso economico nella società.

Si esce dalla sala con l’amara consapevolezza che la vità reale non è, ahimè, molto diversa da quella narrata sulo schermo.

https://www.mymovies.it/film/2020/villetta-con-ospiti/

 

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