“TERRA DEI FUOCHI”: GRAVISSIMA SITUAZIONE NELLE CAMPAGNE MOLESI

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La gran mole di foto che pubblichiamo, ancora una volta, dimostra uno stato di inquinamento del nostro territorio oltre ogni limite di guardia. Sono chiarissimi i segni dei “roghi tossici” appiccati a materiali in plastica e nocivi, residuo delle lavorazioni agricole ed edilizie: la salute dei cittadini è a forte rischio. Servono provvedimenti immediati, forti e concreti, non timide iniziative nè propaganda politica.

Gravissima situazione, assolutamente fuori controllo, nelle campagne molesi:

1) Nonostante la riattivazione del sistema di foto e video trappole, commissionato in ragione di n. 80 interventi alla ditta appaltatrice.

2) Sebbene sia stata formulata una convenzione per il controllo del territorio con un’associazione di Guardie Ambientali

3) Nonostante sia stato affidato a fine dicembre 2019, dopo un lungo e ingiustificabile ritardo, il servizio di raccolta e smaltimento dei manufatti in amianto abbandonati

Lo stato dell’agro molese è in condizioni fortemente aggravate dall’assenza di un vero, incisivo e prevasivo controllo e dalla mancanza di apposita rimozione delle mini-discariche selvagge.

“Mola Libera” sta conducendo, fin dalla sua fondazione, una campagna di informazione verso i cittadini e di sensibilizzazione nei confronti degli Amministratori e delle Autorità comunali, al fine di evidenziare lo stato di grave inquinamento ambientale provocato dall’abbandono indiscriminato di rifiuti, quasi sempre tossici e nocivi, nelle periferie, nelle campagne e lungo le coste del nostro territorio.

Si tratta quasi sempre di rifiuti provenienti dallo smaltimento dei residui delle lavorazioni agricole (teloni in plastica per tendoni d’uva da tavola, teloni per raccolta olive, contenitori in polistirolo per piantine, flaconi di fitofarmaci, tubicini in plastica per irrigazione, cassette per la raccolta di frutta, ortaggi e verdure, ecc.) e dai residui delle lavorazioni edili (calcinacci, resine, pitture, vernici, solventi, tubi e materiale in plastica, tettoie e serbatoi in eternit-amianto, vecchi tubi in piombo, ecc.).

A questo si aggiungono gli abbandoni di materiali ingombranti (divani, poltrone, mobilio, ecc.), RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: televisori, elettrodomestici, stampanti , computer, ecc.), oltre ad altri materiali quali pneumatici, accessori auto e toner per stampanti.

Tutto questo materiale – che non viene conferito nel Centro Comunale di Raccolta (CCR), perchè sovente gli inquinatori sono sconosciuti all’anagrafe TARI (tassa rifiuti) e, quindi, non vogliono farsi identificare conferendo i materiali civilmente e legalmente – non solo produce percolato sul terreno con l’azione delle piogge, ma viene sempre più spesso dato alle fiamme per eliminarne le tracce.

“Mola Libera” ha denunciato e continua a denunciare la presenza di roghi tossici nelle campagne molesi, anche con foto e indicazione dei luoghi specifici che vedono i materiali tossici e nocivi dati alle fiamme, anche in pieno giorno.

Tuttavia, nessun provvedimento concreto sembra che sia stato finora preso, se non la comminazione, da qualche mese, di alcune sanzioni pecuniarie a seguito di foto e video rilevazione, come documentato da appena due trasmissioni pubbliche effettuate dal Sindaco dietro registrazioni della Polizia Municipale.

In sostanza, continuano a farla franca decine di sversatori selvaggi, veri inquinatori seriali che non solo deturpano il paesaggio agricolo e costiero ma che provocano gravi fenomeni di inquinamento, in specie con i roghi tossici, favorendo la diffusione in atmosfera (e, quindi, fin nelle case e nei polmoni dei molesi) di sostanze fortemente combuste tossiche e cancerogene quali diossine e similari.

Sono decine le segnalazioni che riceviamo dai nostri lettori per aria irrespirabile proveniente dalle campagne e dalle immediate retrovie delle coste: a patirne le conseguenze sono spesso bambini in tenera età, con rischi fortemente accentuati.

“Mola Libera” ha pubblicato finora centinaia di foto, scattate in proprio o ricevute dai lettori.

Quelle che alleghiamo provengono tutte dal lettore Giuseppe Castellana che, con un’opera di costante denuncia, documenta da tempo tutti gli abbandoni abusivi in lungo e in largo sul nostro territorio: nessuna zona dell’agro molese ne è indenne.

In particolare, come il lettore ci scrive, le ultime foto si riferiscono ad una porzione di territorio particolarmente bersagliata dagli inquinatori: Contrada La Croce, un immenso luogo fuori controllo, ovvero la zona che dal cimitero sale fino alla linea ferroviaria, con una condizione  igienico sanitaria pericolosissima.

(cliccare sulle immagini per ingrandire)

A rischio sono tutte le colture che si producono nella zona, a rischio è la stessa salute degli operatori agricoli, a rischio è la falda acquifera.

Purtroppo, va rilevata la scarsa sensibilità degli amministratori e funzionari comunali ad una situazione che è ormai sfuggita di mano da diverso tempo e che i pannicelli caldi finora messi in campo non hanno neppure scalfito.

Neppure i consiglieri comunali sembrano particolarmente attenti alla questione: nelle loro interrogazioni questo tema viene pochissimo trattato, come se quanto accade nel contado non li riguardasse.

Eppure si tratta di un interesse vitale alla salute di tutti i cittadini che, messa la sordina ai dati diffusi da “Mola Libera” sull’incidenza dei codici 048 per esenzione ticket da malattie tumorali, sembra rimosso dall’agenda politica. Dov’è infatti l’indagine epidemiologica richiesta dal Sindaco e promessa dalle Autorità sanitarie regionali, mentre i manifesti “parlano” di decessi in età non avanzata?

Non ci si accusi di allarmismo: sarebbe demagogia e propaganda politica a buon mercato per stornare l’attenzione; quella che “Mola Libera” denuncia da oltre un anno è l’omessa e concreta sorveglianza del territorio, se non in maniera episodica e insufficiente.

Dal Sindaco, dalla Giunta Comunale, dal Consiglio comunale, dai partiti e movimenti politici, nonchè dalle associazioni ambientaliste molesi (ormai scomparse dal pubblico dibattito) ci si aspetta un interessamento vero, concreto, preciso, risolutore.

Tra qualche mese tutti verranno a bussare alle porte dei cittadini elettori: le elezioni regionali incombono e ognuno suonerà il proprio spartito.

Eppure, mentre si illustrano le “magnifiche sorti e progressive” di Mola al cospetto del mondo, dalla vetrina globale della “Grande Mela”, l’interesse per la salute dei cittadini, per la tutela ambientale e per la salvaguardia del territorio è debole, scarsamente convincente, burocratico, giusto al minimo sindacale.

Ci si aspetta invece finalmente uno scatto d’ali con politiche incisive e decisive: controllo e presidio professionale, non volontaristico, costante e continuo del territorio; rimozione immediata delle mini-discariche; efficace funzionamento del Centro Comunale di Raccolta; stangate pecuniarie memorabili, non episodiche, ai trasgressori; pubblicazione di rapporti alla cittadinanza; denuncia penale all’autorità giudiziaria.

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