11 MILIONI E 600 MILA EURO PER DRAGARE IL PORTO DI MOLA!!!

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E’ questa la cifra che il Comune di Mola si appresta a chiedere alla Regione Puglia con il progetto di dragaggio. Una cifra elevatissima dovuta alla necessità di smaltire il fango e la sabbia da dragare in discariche speciali, a causa del riscontrato inquinamento dei fondali. Ecco il comunicato stampa del Sindaco e le nostre prime considerazioni.

COMUNICATO STAMPA

Dragaggio del porto di Mola, la Giunta approva il progetto per oltre 11milioni di euro. Il sindaco Colonna: “Chiederemo il finanziamento alla Regione Puglia a valere sui fondi Por Puglia 2014-2020. Si tratta di un’opera necessaria per la sicurezza degli operatori e strategica per lo sviluppo territoriale”.

Via libera della giunta del Comune di Mola di Bari al progetto di dragaggio del porto. Dopo l’espletamento delle numerose attività propedeutiche, l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Colonna, ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica, per un importo complessivo  di 11 milioni e 600mila euro. Il finanziamento sarà richiesto alla Regione Puglia a valere sui fondi Por Puglia 2014-2020. “Il dragaggio del nostro porto è un argomento che da anni interessa il nostro comune – commenta il sindaco Colonna – Un intervento indispensabile per garantire la sicurezza degli operatori della pesca e per dare una prospettiva di sviluppo all’intero bacino portuale interessato da un importante finanziamento che ne consentirà la riqualificazione. Per questo motivo – sottolinea Colonna – l’attività della nostra amministrazione non si è mai fermata. Stiamo parlando di una delle opere pubbliche più difficili da gestire, ma sicuramente più strategiche per la crescita della nostra comunità”. Il progetto – che prevede interventi di dragaggio dei fondali marini unitamente alla gestione dei sedimenti estratti e inserito nel piano triennale delle opere pubbliche – verrà presentato nei prossimi giorni alla Regione Puglia.”Ringrazio l’Uffcio Tecnico – conclude il sindaco – le società e gli Enti interessati. Alla luce dei risultati delle analisi di caratterizzazione effettuate, il progetto necessita di un finanziamento che supera i dieci milioni di euro. Ora, quindi, inizia una fase importante e delicata che mi auguro possa vedere accolta la nostra istanza”.

Mola di Bari, 25 gennaio 2020

L’Ufficio Stampa

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NOSTRO COMMENTO

In attesa di conoscere la delibera di Giunta che ha approvato il progetto di dragaggio da presentare alla Regione Puglia, è comunque già possibile fare alcune considerazioni iniziali.

La cifra di 11 milioni e 600 mila euro annunciata dal Sindaco e contenuta nel progetto approvato dalla Giunta comunale, che verrà richiesta alla Regione Puglia per effettuare le operazioni di dragaggio, è assolutamente strabiliante, al di là di ogni pur pessimistica previsione.

Una cifra ingentissima se si tiene conto che la Regione Puglia ha stanziato per il dragaggio di tutti i porti pugliesi la cifra complessiva di 48 milioni di euro, ad eccezione dei porti di scalo internazionale (Bari, Brindisi, Taranto e Manfredonia porto industriale).

Peraltro, va rilevato che, a luglio 2019, secondo una comunicazione ufficiale della Regione Puglia, erano ancora disponibili 37,8 milioni di euro perchè già finanziato, nel frattempo, il dragaggio dei porti di Castro, Salve, Otranto, Maruggio e Ugento, per un totale di € 10.211.428,79.

Pertanto, il Comune di Mola dovrebbe aggiudicarsi da solo 11,6 milioni di euro dei 37,8 disponibili, sempre che nel frattempo non siano stati approvati e finanziati altri progetti provenienti dai numerosi comuni pugliesi dotati di scali portuali bisognosi di dragaggio.

In ogni caso, sono questi i risultati di una gestione dissennata del patrimonio pubblico, con lo scriteriato abbandono del periodico dragaggio effettuato dal Provveditorato delle Opere Marittime, un servizio smantellato senza motivo e poi passato alle Regioni che, come nel caso della Regione Puglia, non lo hanno più riattivato.

Peraltro, se con le operazioni di dragaggio ci si limiterà (come fu preannunciato) alla sola imboccatura del porto, si tratta di un valore che appare sproporzionato all’obiettivo da raggiungere, pur tenendo conto che (come si è appreso dal Sindaco, dalla sua pagina Facebook) la cifra così alta è dovuta ai risultati della caratterizzazione dei fondali da dragare che sono risultati inquinati e, quindi, necessitano di uno smaltimento, una volta dragati, in discariche speciali.

C’era purtroppo da aspettarselo, conoscendo come il nostro mare viene da tantissimo tempo maltrattato: nel porto di Mola c’è più nafta che acqua… E dire che ci fu perfino chi, tra gli amministratori di una passata Giunta comunale, avrebbe voluto utilizzare la sabbia asportata con il dragaggio per creare la spiaggia urbana davanti alla Rotonda, alimentando così il “sabbione”…

D’altra parte, le operazioni di dragaggio non mettono al riparo il porto di Mola da nuovi insabbiamenti nel tempo: la conformazione e l’esposizione del bacino portuale si presta all’ingresso di sabbia, fango e posidonia in grande quantità, come dimostra il nuovo e veloce accumulo della pianta acquatica nello specchio di porto antistante all'”Acqua di Cristo“.

Si tratta di problemi storici, peraltro legati più di recente alla realizzazione del molo di levante, che andrebbero risolti in maniera strutturale con apporti specialistici competenti, al fine di dare concreta fruibilità nel tempo al porto peschereccio e pensare, in futuro, ad un’espansione verso il diporto nautico e il traffico passeggeri, come pure previsto nel finanziamento Interreg Italia – Grecia.

Su tutto deve prevalere una programmazione seria e accurata, senza voli pindarici nè concessioni alla demagogia: la perdurante mancata approvazione del Piano Regolatore del Porto è la riprova di una politica (da lunghi decenni) in campo marittimo assolutamente insufficiente, confusa e, allo stesso tempo, velleitaria.

Le infrastrutture marittime sono una risorsa troppo importante e strategica per essere lasciate all’improvvisazione e alla propaganda politica.

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