FAVOLE 2.0 STORIE DI STREGHE SBAGLIATE E LUPI GENTILI

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Florisa Sciannamea riesce, con i suoi racconti, a metterci davanti all’incapacità di vivere il reale, al paradosso di adolescenti invecchiati, di fronte allo specchio di verità che preferiamo rimuovere: l’avidità, l’opacità delle nostre brame!

FIABE 2.0 meglio detto IN PREPOSIZIONI VALIDANTI

“Cari fanciulli mi rivolgo a voi, perché noi adulti certe cose le sappiamo…” così, ogni volta, cominciava le sue narrazioni un noto pedagogo.  Era sicuro che volgendosi in forma chiara e semplice ai più piccoli sarebbe stato capito anche dai più grandi senza toccare le suscettibilità di alcuno.

E così, leggendo “Favole2.0 storie di streghe sbagliate e lupi gentili” di Florisa Sciannamea (Radici Future Produzioni, pagg.78, €14,00), ci troviamo davanti a una scelta di metodo non cruenta, ma incisiva, perché l’artista con le atmosfere evocate e inserendo piccoli tasselli di “modi di fare e parlare in uso e consumo, nella nostra “ordinaria follia”, ben raffigura i sistemi caotici dove tutto è spettacolarizzazione isterica, palcoscenico di personaggi bisognosi di riflettori e dell’invidia, degli altri, per emergere o galleggiare in un oceano di plastica e assurdità.  

In dieci racconti l’autrice suggerisce, contrapponendola alla superficialità dell’apparire, pagine di morfologia del rispetto che non è una competizione frutto di estenuanti allenamenti dietro siparietti e lustrini, quanto la capacità d’essere fedeli al proprio sogno di libertà.

E’ un elogio ai difetti che ci fanno splendidamente fragili e sbagliati per una società fatta di convenzioni cristallizzate, sempre pronta a puntare il dito e a farci sentire inadeguati.

Al contrario, attraverso l’immaginario ricco di fantasia, il sorriso si posa sui bagliori di minuscoli asteroidi del possibile con i quali è magnifico ritrovarsi a planare su orbite e visioni ad ampio spettro: offerta di punti di vista diversi, contemplazione di vagiti della bellezza autentica.

Questo lavoro è la radiografia di un’involuzione che annichilisce le emozioni in illusioni di perfezione. Non è andare al setaccio dei sentimenti in siti virtuali e luoghi dello starnazzo, ma istruzioni di inversione di rotta per restituzione di colore e forma alla speranza, all’amicizia al saper camminare assieme senza mimetizzare i propri limiti e le paure, gli sbagli, le cadute. E’ invito a farne oggetto di crescita!

I veri nemici del nostro futuro sono l’ignoranza e la presunzione, la convinzione di non aver nulla da imparare, perché oramai si è superata “l’età dello sviluppo”, o “l’età dell’innocenza” nella convinzione che il sapere è un bagaglio acquisito e non si ha “il tempo” per fermarsi e riflettere, ma si finisce col dimenticare cosa conta veramente. 

La Sciannamea ci invita con ironia all’uso corretto dei punti, delle virgole, all’uso corretto delle proposizioni semplici per una migliore comprensione delle istruzioni della grammatica “Salutare” e, tutto diviene metafora per vivere la vita in pienezza e senza l’ipocrisia, le giustificazioni degli scorretti con il certificato della mutua che si infiltrano nelle file degli sportelli dei bisogni.

Fiabe, quelle di Florisa Sciannamea, per ritrovare se stessi nel deserto dei furbetti. Sono considerazioni profonde, manifesto della consapevolezza di essere ridicoli protagonisti di un virtuale pieno di scatti senza vento e partecipazione all’attimo presente.

La scrittrice riesce, con i suoi racconti a metterci davanti all’incapacità di vivere il reale, al paradosso di adolescenti invecchiati, di fronte allo specchio di verità che preferiamo rimuovere: l’avidità, l’opacità delle nostre brame! Per un attimo “pensare” e  “osare”, immaginarci autenticamente umani, capaci di attraversare il mare dell’ignoto e “tutti insieme” protagonisti della luce sembra realizzarsi naturalmente  attraverso queste righe, che guardano oltre, al futuro.  

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