AREA PORTUALE: SI PREPARA UNA SPECULAZIONE EDILIZIA?

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La sistemazione del porto e delle sue adiacenze, dovrebbe essere uno dei “goal” più importanti che il Sindaco Colonna si prefigge per la stagione amministrativa 2020. Eppure molte cose non tornano e si riaffaccia prepotente il passato… Vediamo perchè.

Con la Deliberazione della Giunta Comunale n.208/2019 del 27.12.2019 avente ad oggetto “Sistemazione dell’area portuale di Mola di Bari: dalla “città porto” al “porto città“ – Atto d’indirizzo”, l’Amministrazione Colonna ha inteso formalizzare un orientamento per dare slancio allo scalo portuale e alle sue aree adiacenti.

Si tratta di uno dei “goal” che, insieme al recupero integrale di Palazzo Roberti e alla ristrutturazione del Campo sportivo Caduti di Superga, il  Sindaco intende realizzare nel 2020. Infatti, ne ha fatto oggetto di un suo recente comunicato stampa, che “Mola Libera” ha pubblicato nei giorni scorsi: intendimenti sicuramente lodevoli, attesi da tempo.

Come è ormai noto, per Palazzo Roberti un importante provvedimento è stato adottato: quello dell’affidamento alla Fondazione Fitzcarraldo di Torino di uno studio di fattibilità tecnico-economica per la ricerca di partner privati e di finanziamenti pubblici (il nostro giornale, unico tra gli organi di informazione, vi ha dato ampio risalto con più articoli, anche in esclusiva, e con la determina d’incarico), pur se ancora non è del tutto chiara quale sarà la vera e complessiva destinazione d’uso dello storico edificio.

Anche per il Campo sportivo “Caduti di Superga” abbiamo provveduto a pubblicare la determina che prevede la contrazione di un mutuo da 900mila euro con l’Istituto di Credito Sportivo: e, quindi, si tratta di un atto sicuramente concreto per il recupero di un importante bene pubblico.

Invece, per la sistemazione dell’area portuale e dei servizi da rendere alla cittadinanza e ai turisti ben poco è stato detto di preciso, se non un’ampia campagna pubblicitaria che tratta di un non meglio identificato scalo “crocieristico” nel porto di Mola, sulla rotta Puglia – Grecia, ma che, tuttavia, non ha ancora chiarito bene i termini della questione.

Il Sindaco Giuseppe Colonna partecipa ad un incontro in Regione Puglia per il progetto Interreg Italia-Grecia, che prevede un percorso crocieristico per il porto di Mola

E neppure la delibera che pubblichiamo si preoccupa di dire parole esplicite.

Infatti, leggendola con attenzione non solo continua a non essere chiaro come, dove e con quali accorgimenti tecnici si realizzerà il “percorso crocieristico” nel nostro scalo portuale, ma crescono i dubbi su un’operazione che, tra le righe, sembra ricalcare quella tentata molti anni fa con la massiccia edificazione edilizia da realizzare nell’area portuale, da cala Loreto alla radice del molo di Levante.

Infatti, dopo aver fatto riferimento: 1. all’iter del Piano Regolatore del Porto (mai approvato: giace sempre nei cassetti comunali); 2. alla “Gara di appalto per Studi di fattibilità e Progetto Urbano del tratto costiero cittadino versante Sud – Est dell’abitato e città vecchia. Approvazione verbali della Commissione Tecnica Giudicatrice e aggiudicazione in favore del raggruppamento Temporaneo di professionisti “MBM Arquitectes S.A. e A. Puigdomenech Alonso di Barcellona”; 3. nonchè al progetto INTERREG GRECIA-ITALIA 2010-2020. PROGETTO “AI SMART- ADRIATIC IONIAN SMALL PORT NETWORK”, con il quale si finanzia un percorso crocieristico Puglia – Grecia, nei porti italiani di Mola e di Otranto, ecco la conclusione della delibera di Giunta:

DELIBERA

Per le motivazioni sopra esposte, che qui s’intendono integralmente riportate quali parti sostanziali ed integranti del presente provvedimento:

1. DI PROCEDERE con la massima sollecitudine a verificare la fattibilità di ipotesi insediative, innovative ed alternative, di urbanità sostenibile nell’ambito dell’area portuale in un’accezione di continuità terra / mare e secondo una lettura, descrizione e comparazione dei processi tipo–morfologici ed infrastrutturali di tipo tradizionale e innovativo avendo cura di:
– valorizzare ed esaltare la potenzialità della risorsa mare recuperando il valore delle attività tradizionali e promovendo quello delle attività innovative;
– garantire lo sviluppo organico e coordinato di dette attività in ambito urbano / portuale per esaltarne le complementarietà e scongiurare la sovrapposizione e la conflittualità ;

2. DI DARE MANDATO all’ Ing. Vito Berardi Capo Settore Urbanistica e LL. PP., di perfezionare gli atti gestionali relativi all’ affidamento, anche mediante professionalità esterne all’ Ente, uniche o distinte, dell’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità tecnica, giuridica e finanziaria per la “ Sistemazione dell’area portuale: dalla “città porto” al “ porto città”.

Insomma, un linguaggio tra il burocratese spinto e l’urbanistico immaginifico che dice tutto e il contrario di tutto, senza alcuna chiara spiegazione di cosa si intenda fare concretamente, non solo a livello tecnico ma neppure politico, nell’area portuale e nelle sue immediate adiacenze.

Infatti:

  1. non è affatto chiaro dove si svilupperà l’approdo delle navi del “percorso crocieristico” Puglia – Grecia;
  2. non è affatto chiaro quale tipo di insediamenti si intende proporre, progettare e realizzare nel tratto costiero che afferisce all’area portuale.

A tal proposito va detto che:

a) in merito al punto 1, sarebbe tecnicamente impossibile, inanzitutto per ragioni di sicurezza della navigazione e della vita umana in mare, realizzare un approdo esterno al porto, sia pure contemperato dalla presenza di frangiflutti, come pure da alcune indiscrezioni è sembrato di percepire. L’approdo deve necessariamente essere interno all’area portuale e, per realizzarlo, tenuto conto del pescaggio necessario alle imbarcazioni, sia pure di limitato cabotaggio, il fondale del porto va accuratamente dragato: un’operazione che è ancora al di là da venire, nonostante anni di promesse e di lungaggini burocratiche;

b) in relazione al punto 2, al di là delle parole e frasi altisonanti, un dato è certo nella delibera di Giunta Comunale: il riferimento al progetto“MBM Arquitectes S.A. e A. Puigdomenech Alonso di Barcellona”, cioè a dire, allo studio dell’arch. Oriol Bohigas per la realizzazione di una massiccia edificazione tra Loreto e Ponticello, che si concludeva con il decantato “grattacielo” alla radice del molo di levante. Una previsione che, si disse, si rendeva necessaria al fine di garantire la redditività del previsto, sempre dallo studio Bohigas, porto turistico.

Ecco l’idea progettuale dell’arch. Oriol Bohigas (anno 2001) per il porto turistico e l’antistante zona residenziale.

E si sa bene come andarono le cose, al di là della tentata operazione edilizia speculativa: una gestione dispersiva dei fondi Urban e la mancata individuazione di un partner gestionale per il preventivato scalo diportistico, mandarono in fumo la più importante idea progettuale di Bohigas che, se ben condotta, avrebbe potuto anticipare la realizzazione del porto turistico di Polignano e, quindi, dare prospettive di sviluppo e occupazione alla nostra città.

Ora, invece, è la stessa delibera di Giunta comunale a sostenere che quella previsione di scalo diportistico non è più attuale: sia per le mutate condizioni del mercato nautico che per la realizzazione, nel corso degli anni, di diversi porti turistici a distanza di corto raggio da Mola (in primis, appunto Polignano).

Quindi, è doveroso chiedersi a chi e a cosa giova questa nuova riproposizione, in assenza: da un lato, della perdurante mancata approvazione del Piano Regolatore del porto (che ha il compito di stabilire e di normare le finalità d’uso dello scalo e le sue prospettive nel tempo); dall’altro, di una pianificazione adeguata delle risorse urbane che solo un nuovo Piano Urbanistico Generale (P.U.G.) può dare.

Insomma, delle due l’una: la confusione regna sovrana nella Giunta comunale molese e la propaganda la fa da padrone; oppure, vi è alla base un preciso disegno, sia pure non ancora esplicitato, di utilizzare zone urbane che si affacciano sull’area portuale a fini meramente edificatori, sia pure contemperati da vaghi e fumosi discorsi sull'”innovazione”.

Discorsi che, purtroppo, alla nostra latitudine quasi sempre vengono coniugati con il mattone e il cemento, sia pure con artate giustificazioni, laddove una popolazione in costante decrescita dovrebbe invece consigliare di porre mano con immediatezza ad un serio e organico Piano di recupero del borgo antico, del centro storico e della “Mola Bianca”, quale obiettivo prioritario della pianificazione urbanistica generale.

Ben diverso sarebbe invece se una chiara programmazione del futuro della vocazione marinara di Mola prevedesse allocazioni realmente innovative e non solo declamate.

Ma per farlo non serve l’ormai abusato incarico “omnibus” (come anche in questo caso) al Capo Settore Urbanistica e Lavori pubblici (che poi, a sua volta, su indicazione, si rivolge ad esterni), ma un chiaro studio del quadro economico settoriale, nell’ottica di un inserimento della nostra città in una previsione di sviluppo e di copertura di segmenti di mercato non ancora saturi, in un quadro che, ormai è chiaro, non può essere soltanto quello della pesca costiera o del diportismo generico e non specializzato.

Sono coscienti di questo i nostri amministratori comunali? Il tempo ce lo dirà a breve: quando passato l’effetto della cortina fumogena propagandistica si dovrà passare a mettere nero su bianco le vere e specifiche destinazioni delle aree che si affacciano sull’area del porto cittadino.

Ecco la delibera di Giunta Comunale completa:

(per scorrere il documento, cliccare in basso sulle icone con le frecce)

Delibera_Albo_Pretorio_8904(3)

 

 

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