I NOSTRI MIGLIORI AUGURI PER UN NATALE DI PACE E SERENITA’ A TUTTI I MOLESI

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Natale

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

E’ in questa celebre poesia di Salvatore Quasimodo che è raccolta l’essenza del Natale: nell’eterna contraddizione dell’Uomo, diviso tra pace e bontà e ferocia ed egoismo.

Uscire da questa forte dicotomia, per fare del Natale una festa di tutto l’anno, con la pace e la serenità nell’agire personale e sociale, dovrebbe essere l’anelito di ogni persona, a cominciare dai Capi delle Nazioni, fino a ciascuno di noi, nel nostro piccolo microcosmo sociale e familiare.

Non dimentichiamo mai, neppure per un attimo, le ragioni storiche e religiose di questa Festa: per chi crede essa è l’incarnazione di Dio in un bambino, nato in povertà, per portare la Luce nel mondo. E, quindi, è Gesù bambino il centro di tutto in queste festività: l’Amore che ha portato nella Storia dell’Uomo, il suo messaggio di speranza, di pace, di legame con il Trascendente, con l’Assoluto.

Ma anche per i non credenti, il Natale non è una festa comune: è il momento di un raccoglimento intimo per riflettere su se stessi e sulla propria funzione nella famiglia e nella società. Sul valore del proprio ruolo a servizio degli altri.

Uscire dagli stereotipi del Natale consumistico per ritrovare il vero spirito del Natale dovrebbe essere il compito di ciascuno di noi. Ricordiamoci che in questi giorni la tristezza e la solitudine si impadroniscono di molti nostri fratelli e sorelle: gli ammalati, i poveri, i disoccupati, gli anziani soli, gli emarginati. Le luci, gli addobbi, la festa spesso inducono maggiore angoscia psicologica a causa della loro difficile condizione.

Ecco che l’azione del volontariato, religioso o laico, ha nel Natale un ruolo fondamentale: portare luce, conforto, solidarietà, aiuto concreto a quanti vivono ai margini per condizione sociale ma anche esistenziale.

Un conforto fatto di gesti nobili e belli, non confinati ad un solo giorno, ma estesi in tutto l’anno. E sono tante le realtà associative di volontariato molesi che si prodigano quotidianamente per recare sollievo e vero sostegno: dai donatori di sangue fino alle donne e mamme che portano un sorriso ai bambini oncologici, passando per quanti si dedicano a fornire abiti, generi alimentari e un pasto caldo ai meno fortunati.

Il segno del vero Natale è questo, che si fa festa nella vera tradizione: quella del calore familiare, nella riscoperta di quanto una Mola bella e antica ci ha tramandato nella cucina e nella preparazione dei nostri dolci tipici, nello stare insieme e nel vivere con spirito davvero comunitario gli interessanti eventi artistici, di divertimento e di intrattenimento che il Comune di Mola e le associazioni molesi hanno saputo mettere mirabilmente in campo in questi giorni.

E’ con questo spirito che il nostro e Vostro giornale porge i suoi migliori e più sentiti Auguri per uno splendido Natale di pace e serenità a tutti i molesi, ovunque nel mondo.

BUON NATALE!

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