NUOVI PARCHEGGI NELLE ZONE CENTRALI: REGOLE E CAOS

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In questa lettera pervenuta a “Mola Libera”, il prof. Giuseppe Ruggiero, residente in una delle strade interessate dalla nuova disciplina di sosta, esprime le sue forti critiche ad un provvedimento giudicato caotico e irrazionale. Ecco le sue ragioni.

La mattina del 21 novembre scorso, intorno alla 9,30 del mattino, mentre percorrevo corso Van Westerhout, mi sono imbattuto in una squadra di operai che installavano celermente della nuova cartellonistica stradale verticale riguardante i parcheggi destinati ai residenti di ben sette zone cittadine adiacenti al Centro storico.

Un po’ sorpreso della nuova zonizzazione e delle nuove regole – mai rese preventivamente note ai residenti della zona – mi sono soffermato nella lettura dei contenuti riportati sul segnale stradale. Nonostante sia abituato alla lettura e all’analisi del testo, ho avuto bisogno di leggere più volte non riuscendo a decifrare le criptiche indicazioni riportate e a capire quali fossero le reali agevolazioni per i residenti, per poi essere sopraffatto da un senso di incredulità una volta compreso il contenuto della cartellonistica.

Comunque, dopo essermi adeguatamente documentato, ed avuta quindi certezza della mia interpretazione, ho potuto elaborare serenamente (non è vero poiché ammetto di avere bestemmiato) alcune semplici considerazioni. 

Per i residenti non vi è nessuna agevolazione nelle fasce orarie (9,00 – 13,00 e 17,00 – 21,00) corrispondenti all’apertura delle attività o degli studi professionali durante i giorni lavorativi (normalmente 6 giorni a settimana) in quanto essi, alla stregua dei non residenti, sarebbero obbligati ad utilizzare il disco orario per una sosta della durata massima di un’ora.

Un “virtuosismo intellettuale” ha elaborato un’eccezione per la zona portuale dove il tempo si riduce a trenta minuti e l’ora iniziale della fascia orario pomeridiana con disco orario viene abbassata alle 16,00 correlando la funzionalità del parcheggio al solo mercato ittico e ignorando così la stagionalità dell’attività della pesca e le esigenze diversificate di parcheggio di zona.

Si giunge quindi al paradosso: un residente non avrà infatti convenienza a parcheggiare nelle zone a lui “riservate” durante le fasce in cui si richiede l’uso del disco orario in quanto dovrebbe spostare la propria auto ogni ora!!!  Per contro solo i NON residenti avrebbero convenienza a parcheggiare in quelle stesse ore dato che presumibilmente sarebbero interessati a soste brevi.

Il parcheggio “esclusivo” viene garantito nel primo pomeriggio (13,00 -17,00) e durante la fascia oraria notturna e di prima mattina (21,00 –  9,00) quindi in ore durante la quali non mi risulta esservi controllo da parte delle forze di polizia urbana né tantomeno da altre forze dell’ordine.

Ne consegue, che in mancanza di un diffuso e costante controllo nessun deterrente (multa per sosta vietata) potrà essere messo in atto per arginare il parcheggio selvaggio che anzi, a seguito di questi assurdi provvedimenti, rischia di rimanere maggiormente impunito.

Nelle medesime fasce orarie anche i parcheggi per disabili vengono normalmente occupati da auto non munite di specifico permesso o da auto che, pur dotate di autorizzazione, non trasportano alcun disabile come la normativa stradale richiederebbe. Figuriamoci se questa tipologia di automobilista incivile, purtroppo assai diffusa, potrà avere rispetto dei diritti dei residenti nella consapevolezza che, con elevata probabilità, il loro atto di spregio per i diritti altrui rimarrebbe comunque impunito.

Definire queste zone “destinate” ai residenti è pura incoerenza poiché nella realtà il residente non trae vantaggio alcuno, trovando estremamente sconveniente parcheggiare durante tutta la giornata lavorativa (se non per un’ora come qualunque automobilista) e rischiando di ritrovare occupati i posti a lui “dedicati” nelle ore consentite.

In definitiva, il residente dovrà parcheggiare fuori della propria zona. E ciò mi sembra perlomeno ingiusto, non rispettoso dei diritti dei cittadini, e soprattutto privo di una logica coerente.

Quindi una prima preghiera che rivolgo ai nostri amministratori: non chiamatele zone per i residenti!! Definitele in altro modo, come ad esempio “zone a traffico irregolare”, “zone dei commerciati e professionisti”, “zone del caos”, ecc.

Seconda preghiera: non richiamate nobili principi a supporto di questa nuova regolarizzazione del traffico. Non sono certamente contrario alla necessità di ridurre l’uso dell’auto in un’ottica di città sostenibile ma la sostenibilità ambientale di una città si ricerca attraverso una progettualità urbanistica razionale e rispettosa della identità territoriale, e non certo adottando provvedimenti tanto incomprensibili quanto privi di logica e di coerenza.

Inoltre, i grandi propositi non possono esse ricercati a spese di alcuni gruppi minoritari (residenti) favorendo altri cittadini che per definizione avrebbero meno diritti a circolare e a parcheggiare nelle zone interessate dalla nuova disciplina.

Domande spontanee. Chi ha ideato questa nuova pianificazione dei parcheggi?  Come è possibile che decisioni di questo tipo non siano divulgate diffusamente e condivise con gran parte dei cittadini direttamente interessati? Perché sono state ignorate le richieste del “Comitato Residenti Piazza XX Settembre”? Sono state valutate alternative operative? E in che sede? Di fronte a difficoltà elaborative perché non ci si è limitati a “copiare” dalle cittadine viciniori più virtuose? Perché, in buona sostanza, non si è applicata la prassi della concertazione con i soggetti interessati per condividere soluzioni e scelte?

Se questo regime dei parcheggi delle zone centrali dovesse essere confermato inserirebbe un nuovo tassello nel caotico puzzle cittadino – consolidato dagli interventi urbanistici del recente passato – che già conferisce a Mola una grande possibilità di sviluppo e di attrazione a livello nazionale ed internazionale:  diventare un laboratorio territoriale diffuso nel quale analizzare e studiare modelli di sviluppo e di gestione della città “al contrario”, che mai dovrebbero essere realizzati avendo a cuore la propria città.

Giuseppe Ruggiero

La nuova cartellonistica per la sosta nelle aree centrali, qui fotografata in Via Van Westerhout

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