MARTUCCI: LA REGIONE INTIMA ALLA CURATELA LOMBARDI L’ESTRAZIONE DEL PERCOLATO

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Dopo la relazione di sopralluogo dell’ARPA, avvenuto lo scorso 4 ottobre, che evidenzia il grave stato di degrado dell’intera discarica, la Regione Puglia diffida la curatela fallimentare della Lombardi a provvedere ad alcune operazioni immediate, tra cui la captazione del percolato, non più estratto dall’aprile 2013 e, con ogni probabilità, già finito nel sottosuolo e, quindi, nella falda. Ecco la relazione dell’ARPA nella sua versione integrale.

Nell’ultima seduta di Consiglio comunale del 30-11-2019, il Sindaco ha informato i consiglieri comunali di una lettera inviata dalla Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia a carico della Curatela Fallimentare della “Lombardi Ecologia” s.r.l., ricevuta dal Comune di Conversano il 27-11-19, quale ente che ospita sul proprio territorio la discarica Martucci.

L’atto di diffida regionale è finalizzato all’adempimento delle prescrizioni indicate dall’importante relazione dell’ARPA del 23-10-2019 e che pubblichiamo in allegato.
 
Nel documento della Regione Puglia si intima alla Curatela Fallimentare della “Lombardi Ecologia” s.r.l. di assicurare la funzionalità dell’impianto di grigliatura, di sabbiatura e successiva dispersione al suolo mediante subirrigazione delle acque meteoriche raccolte dalla superficie impermeabile del corpo discarica; di assicurare la pulizia e la costante manutenzione della guaina impermeabile a copertura del corpo discarica; di assicurare la cura e manutenzione dell’intero sito provvedendo ad eliminare la vegetazione spontanea radicata al contorno della discarica al fine di ripristinare la pulizia e decoro del sito ed evitare la propagazione di incendi che possono coinvolgere la discarica e/o il sistema di raccolta del biogas; di provvedere, secondo le indicazioni fornite da ARPA nella relazione di sopralluogo, alla riattivazione del sistema di aspirazione e raccolta del percolato per il successivo avvio a smaltimento, al ripristino dei pozzi di monitoraggio della falda, alla riattivazione del sistema di raccolta e convogliamento delle acque di prima pioggia per il successivo avvio a smaltimento.
 
Dovranno essere eseguiti i rilievi topografici dell’attuale configurazione della discarica e le necessarie indagini per procedere all’aggiornamento degli elaborati progettuali riferiti alle attività di chiusura definitiva e post gestione della discarica.
 
Le prescrizioni impartite con la diffida dovranno essere attuate immediatamente, con ARPA Puglia chiamata a verificarne l’ottemperanza. In caso di mancato adempimento, gli atti dovranno essere trasmessi alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza.
 
Ecco la relazione dell’ARPA che mette in evidenza la produzione di percolato, stimata in 20.000 metri cubi (20 milioni di litri) dalla chiusura della discarica (nell’aprile 2013) alla data di sopralluogo del 04-10-2019.
 
In realtà – come evidenziato dal sig. Domenico Lestingi e dal consigliere comunale di Conversano Pasquale Gentile, nel corso della seduta congiunta dei Consigli comunali di Mola e Conversano – la produzione di percolato, nel tempo considerato, appare essere maggiore, tenuto conto che l’ARPA, nella sua relazione, considera soltanto l’estensione superficiale del lotto 3 e non il suo volume, che si sviluppa in profondità dai 25 ai 50 metri.
 
Peraltro, la relazione dell’ARPA non considera la produzione di percolato del lotto 1, nè tiene conto che, negli anni precedenti alla chiusura della discarica, l’estrazione del percolato avveniva in maniera saltuaria e parziale, oltre alla denunciata presenza di un pozzo a dispersione nel sottosuolo denunciata dal testimone di giustizia Domenico Lestingi in una sua lettera alla Procura della Repubblica, pubblicata da “Mola Libera” nelle scorse settimane.
 
Va in ogni caso tenuto conto che la relazione dell’ARPA ha evidenziato come, nel corso del sopralluogo, vi sia stata l’impossibilità di visionare i pozzi di captazione del percolato. Pozzi probabilmente vuoti, o comunque non contenenti tutto il volume di percolato (stimato dall’ARPA in 20.000 metri cubi, pari a 20 milioni di litri) prodotto nel tempo dalla discarica.
 
Pertanto, si auspica che, quanto prima, il Tavolo tecnico (tornato a riunirsi presso il Comune di Mola, lo scorso lunedì 25 novembre) che vede impegnati i Comuni di Mola  e Conversano, chieda all’ARPA di eseguire, prima del ripristino dell’estrazione a cura della curatela del fallimento Lombardi ecologia, un nuovo sopralluogo per la verifica del livello in tali pozzi di captazione.
 
L’assenza di percolato o la presenza di un basso livello mostrerà con tutta evidenza che tale liquido tossico e nocivo si è disperso nel corso degli anni nel sottosuolo, con prevedibile raggiungimento e inquinamento della falda acquifera.
 
Ecco la relazione di sopralluogo dell’ARPA che offriamo in versione integrale e in esclusiva ai nostri lettori:
 
 

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