CAMPAGNA OLEARIA 2019: GLI SCIACALLI DELLA SPECULAZIONE

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La politica sta lasciando campo libero agli speculatori in un gioco al ribasso, al massacro. Non ci si rende conto che in tantissimi saranno costretti a raccogliere olive giusto per il proprio fabbisogno, mentre gran parte della produzione sarà lasciata sugli alberi, in pasto agli uccelli!

Riceviamo dal sig. Vincenzo Fiore la seguente lettera che pubblichiamo:

Gli sciacalli della speculazione hanno messo le mani sul prezzo delle olive nel silenzio assoluto di chi guida o dovrebbe guidare le politiche agricole del nostro Paese a qualsiasi livello dal comunale al regionale al nazionale.

Si è addirittura ai 20 euro al quintale: per raccoglierne uno occorrono dai 12 ai 14, ai 21!!!

E allora è lecito chiedersi cosa si nasconde dietro questa sporca speculazione?

Ancor di più diventa irreale e incomprensibile questo stato dei prezzi se si considera che l’Italia è deficitaria nella produzione delle olive e di conseguenza della produzione olearia rispetto al fabbisogno nazionale e si viene da una annata, quella scorsa, dove si ebbe una produzione limitatissima per la gelata e per il feroce attacco della mosca olearia.

Assurdo se si pensa che l’olio italiano va a finire anche sulle tavole dei paesi esteri.

E’ un giocare sporchissimo, è un giocare a piedi a martello per abbattere definitivamente quella forza di volontà che ancora c’è in qualche meandro nascosto del fisico dei nostri olivicoltori duramente martoriati dalle spese che sono stati costretti a sobbarcarsi per risistemare gli uliveti gelati e provati per il doversi difendere anche dai ladri.

Tutto è silenzio, tutto tace, tutto è fermo al di là di un ordine del giorno votato dal Consiglio Regionale della Puglia.

Un modo per sistemare solo e soltanto la coscienza!!!

Non ci si rende conto che in tantissimi saranno costretti a raccogliere il tanto quanto basta di olive per farsi l’olio per il proprio fabbisogno e la rimanenza lasciato in pasto agli uccelli!

Non ci si rende conto che questo disinteresse e menefreghismo porterà al collasso molte aziende agricole con notevoli conseguenze sulla occupazione con il conseguente abbandono o poca cura degli uliveti che, in questa maniera, saranno sempre più preda del batterio della Xylella fastidiosa, dovuto solo e soltanto alla mancanza di potatura, di aratura e di provvista di rame.

Probabilmente si vuole questo: la distruzione di un comparto, di un polo di eccellenza, quello olivicolo, per accordi a noi sconosciuti firmati con altri Paesi, come la Tunisia.

E non veniteci a dire che si sta analizzando il sistema, che si sta studiando il problema!
Le analisi, gli studi non servono più!

Servono provvedimenti concreti, celeri per risolvere una situazione molto critica se si vuole che il malato esca dal coma e si possa salvaguardare un grande patrimonio olivicolo caratterizzato da una biodiversità unica al mondo.

Sarà ascoltato questo grido di dolore?

Bellanova, se ci sei, batti un colpo!!!

O dobbiamo andare a chiamare il defunto ex Ministro dell’Agricoltura, Giovanni Marcora?

Vincenzo Fiore

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