76 METRI DI LARGHEZZA: TORRE A MARE – MOLA, UN INUTILE MEGA SCEMPIO

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Ecco le tavole ANAS della sezione stradale. Non è una variante alla statale 16: il tracciato “Giannini-Barbanente” sarà una vera e propria autostrada che morirà sulla strada di campagna vicinale San Vito. Un’autentica e inutile devastazione del nostro territorio. Eppure la soluzione c’è ed è semplice: la terza corsia tra Torre a Mare e Mola, con estensione fino a Cozze, si può fare. Prima che accada l’irreparabile, la riproponiamo ancora una volta all’attenzione del Sindaco, affinchè la segnali all’ANAS e al Ministero dei Trasporti per una seria e puntuale verifica.

Si sta per compiere un inutile scempio del nostro territorio.

Un consumo di suolo assolutamente “cattivo”, giusto per riprendere uno dei concetti  impartiti dalla prof.ssa Angela Barbanente alla platea del convegno organizzato dall’Associazione “Futura”, lo scorso 8 novembre nel Castello Angioino di Mola.

In esclusiva, siamo in grado di mostrare ai lettori di “Mola Libera” la sezione trasversale tipo della variante che correrà da Bari-Mungivacca alla tangenziale di Mola.

Si tratta in realtà non di una variante alla statale ma di una vera e propria autostrada, con una larghezza netta della carreggiata di 32 metri, alla quale vanno aggiunte le due strade di servizio laterali (complanari) e tutte le opere di completamento (banchine, arginelli, scarpate, fossi di guardia): per un totale complessivo di larghezza che si aggira intorno ai 76 metri, che aumentano ulteriormente laddove è presente anche l’aggiuntiva corsia di accelerazione.

Ecco la tavola che mostra la sezione trasversale tipo della variante prevista dal progetto ANAS (fonte tavole ANAS):

(per ingrandire le immagini, cliccare sul tasto + dello zoom in basso al centro)

SEZIONE STRADALE_BIS_

Una tipologia stradale che avrebbe una sua logica e una sua reale e concreta funzione se, così concepita, partisse dal Casello Sud di Bari dell’Autostrada Adriatica per snodarsi fino a Brindisi-Lecce-Otranto correndo all’interno delle province di Bari, Brindisi e Lecce, al fine di raccogliere un ampio volume di traffico, come da piani nazionali ed europei.

Invece, si tratta di un percorso autostradale che morirà sulla tangenziale di Mola, nello svincolo di una strada di campagna (la vicinale San Vito del Cozzetto), devastando una delle zone più fertili nel suo inutile percorso all’interno del territorio molese.

Sarà uno sventramento brutale, senza alcuna logica che non sia quella di un mega-appalto distruttore di buon suolo agricolo, pur in presenza di una valida soluzione alternativa.

Con i suoi 76 metri di larghezza, per una lunghezza di almeno 5 km., si porterà direttamente via 40 ettari (pari a 47 campi di calcio regolamentari di serie A) di pregiate coltivazioni di uva da tavola e ulteriori decine di ettari per l’emersione di un numero imprecisato di “relitti fondiari”, generati dallo spezzettamento dei terreni che la mega-variante produrrà con il suo passaggio.

Relitti fondiari che non converrà coltivare e che, pertanto, verranno abbandonati dai proprietari all’incolto, all’incuria, al degrado, generando un paesaggio agricolo squallido: altro che valorizzazione turistica dell’agro molese.

Senza tener conto che, con il passaggio dell’Autostrada “Giannini-Barbanente”, verrà tranciata di netto la continuità della disposizione viaria molto originale e tipica dell’agro molese: quei “capodieci” di epoca angioina, così ben descritti dal dott. Giuseppe Berlingerio nella sua esposizione nel corso del convegno di “Futura”.

E, peraltro, il mega-tracciato inciderà sulla continuità territoriale storica e paesaggistica tra l’antico insediamento peuceto di Azetium, in territorio di Rutigliano, e la cisterna di Fontana Giulia (la “Fons Julia” romana) in agro molese.

Insomma, un consumo di suolo dannoso per la nostra agricoltura e per la nostra Storia, oltrechè insensato perchè, oltre a disincentivare lo sviluppo del trasporto ferroviario pendolare (già depotenziato da orari e corse e fermate insufficienti e irrazionali), non porterà reali e concreti benefici al nostro territorio e alle esigenze dei nostri automobilisti.

Infatti, l’autostrada “Giannini-Barbanente”, nel suo innesto sulla tangenziale di Mola con lo svincolo della vicinale San Vito, oltre ai costosi lavori di adeguamento di quel tratturo di campagna per una lunghezza di 800 metri fino a Via San Sabino, verrà disertata da una larga fetta di automobilisti molesi.

Le ragioni? Sono abbastanza intuitive: nessun automobilista dotato di buon senso che risieda  a valle della vicinale San Vito, avrà convenienza a risalire per diversi chilometri la statale dallo svincolo Mola nord per andare ad imboccare la variante, o ancor più ad intraprendere un percorso urbano interno ad ostacoli per raggiungere Via San Sabino e da lì la vicinale San Vito e, quindi, imboccare la variante. Stesso discorso vale, all’incontrario, per il rientro da Bari nel nostro nucleo abitato.

In sostanza, buona parte dei molesi continuerà ad utilizzare lo svincolo di Mola Nord per uscire da Mola e, quindi, per entrarvi.

Pertanto, l’attuale tracciato della statale 16, sia pure declassato dall’ANAS al rango di strada urbana (come dichiarato dall’ing. Francesca Pace della Regione Puglia, che, nel convegno, ha parlato per conto dell’ANAS), avrà bisogno di costante manutenzione ed efficienza perchè continuerà ad essere percorso da migliaia di mezzi al giorno. Risorse finanziarie scarsamente disponibili da parte del nostro Comune, che già fa fatica a mantenere in esercizio la Mola-Cozze.

Inoltre, tutti gli automobilisti molesi che avranno comunque imboccato la variante e che avranno necessità di raggiungere il lungomare di Bari, il quartiere murattiano, il quartiere Japigia e gli altri situati al di sotto dello svincolo Bari-Mungivacca, si vedranno costretti ad uscire dalla variante e a percorrere lunghe bretelle di collegamento per Bari San Giorgio e per Bari Japigia con un ulteriore tracciato supplementare.

Insomma, si tratta di una soluzione a fortissimo impatto ambientale, con enorme consumo di suolo e senza alcun concreto beneficio per la comunità molese, di cui ben presto, se malauguratamente attuata, si vedrà l’inutilità oltre al danno irreparabile per il nostro territorio.

Eppure, la soluzione c’è ed è stata più volte evidenziata da “Mola Libera”: l’abbiamo proposta al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale da questo spazio web (che sicuramente viene letto dai nostri amministratori) ma non ha nemmeno ricevuto un cenno di risposta.

La ripetiamo ancora una volta, e poichè tale soluzione non è nè bizzarra, nè assurda, il Sindaco di Mola dovrebbe quanto meno farla visionare, in prima battuta, dall’Ufficio Tecnico comunale e, quindi, sentire il dovere di portarla, a titolarità del Comune di Mola, all’attenzione dell’ANAS, della Regione Puglia e del Ministero.

Saranno poi gli organismi di ANAS e Ministero a doversi pronunciarsi sulla sua fattibilità tecnico-funzionale-costruttiva.

Quanto prima protocolleremo la seguente proposta al Comune di Mola, indirizzandola per le vie ufficiali al Sindaco avv. Giuseppe Colonna, all’Assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici arch. Nico Berlen, al Presidente della 3^ Commissione consiliare avv. Leonardo Losito, al Presidente del Consiglio Comunale dott. Mario Lepore, al Capo Settore Urbanistica e Lavori Pubblici ing. Vito Berardi.

PROPOSTA DI “MOLA LIBERA”

Presupposti

La soluzione C) di variante, proposta dall’ANAS e finora accettata dalla Regione, dai Comuni di Bari e di Mola e dalla Città Metropolitana, ha una sua plausibilità dallo svincolo di Bari – Mungivacca fino a Torre a Mare quale ultimo ingresso provenendo da nord e quale primo ingresso dalla direzione sud.

Infatti, le congestioni di traffico si verificano quasi sempre a partire dal tratto Torre a Mare – San Giorgio fino a Bari Mungivacca e viceversa, in particolare all’innesto con la statale 100. Per risolvere in via strutturale il notevole flusso viario appare evidente l’impossibilità tecnica di prevedere un allargamento in sede di quel tratto, per la presenza di abitazioni a immediato ridosso del tracciato stradale, in particolare nel nel tratto Torre a Mare – San Giorgio.

Ben diversa è invece la situazione nel tratto Torre a Mare – Mola e viceversa. Ad eccezione di alcuni week-end estivi, in orari di picco, e solo eccezionalmente per lavori o incidenti, tale tratto viene molto raramente interessato da congestione stradale.

Pertanto, appare opportuno un nuovo tracciato, in variante all’attuale, che si arresti però a nord/sud di Torre a mare (in funzione della direzione di marcia), limitandolo quindi al tratto Bari Mungivacca – Torre a mare, e comunque non oltre il confine con il territorio molese, segnatamente in corrispondenza, provenendo da Bari, prima dell’Hotel Barion.

La soluzione di allargamento nel solo tratto Torre a Mare – Mola e viceversa, con prolungamento fino a Cozze

Tuttavia, al fine di dare una soluzione strutturale ai volumi di traffico attuali e incrementali futuri (pur se occorrerebbe comunque puntare sul potenziamento del collegamento ferroviario pendolare tra Mola e il capoluogo), è opportuno un allargamento in sede del tratto Torre a Mare – Mola e viceversa, con la costruzione della terza corsia nei due sensi di marcia (ALTERNATIVA D).

In arancione la proposta di “Mola Libera”, quale soluzione D) che prevede il semi anello di chiusura della variante a nord/sud di Torre a mare (in base alla direzione di marcia) e la realizzazione di una terza corsia (per ognuna delle direzioni di marcia) sull’attuale tracciato stradale tra Torre a Mare e Mola, con prolungamento fino a Cozze. L’indicazione del tracciato è esemplificativa: andrà calibrata dagli organismi tecnici.

In arancione la proposta di “Mola Libera”, quale soluzione D) che prevede il semi anello di chiusura della variante a nord/sud di Torre a mare (in base alla direzione di marcia) e la realizzazione di una terza corsia (per ognuna delle direzioni di marcia) sull’attuale tracciato stradale tra Torre a Mare e Mola, con prolungamento fino a Cozze. L’indicazione del tracciato è esemplificativa: andrà calibrata dagli organismi tecnici.

Tale allargamento appare tecnicamente possibile, rispetto a quello invece problematico tra Torre a Mare – San Giorgio, per la quasi assenza di costruzioni ai bordi dell’attuale arteria e, in ogni caso, posizionate nella quasi totalità ad una distanza che appare compatibile con l’allargamento in sede.

La verifica attraverso il programma “Google earth”, con le misurazioni tra il bordo esterno delle attuali complanari supplementato di 3,5 metri per ciascuna carreggiata (in base alle dimensioni previste dalle normative vigenti per corsie aggiuntive, in sede, di strade statali), vede la presenza di margini utili all’implementazione della terza corsia in ogni punto, ad eccezione della Casa cantonale ANAS a raso della complanare (peraltro, presidi territoriali in corso di dismissione sull’intero territorio nazionale) e di due distributori di carburante, di facile arretrabilità per la presenza di elementi prefabbricati. Peraltro, le attuali stazioni di carburante avrebbero, comunque, ogni interesse a rimanere su un’arteria ad alto volume di traffico piuttosto che a vedersi confinare in una statale declassata a strada urbana. Non vengono intaccate le costruzioni esistenti, se non forse per il limitato arretramento di qualche muro di recinzione perimetrale di alcuni complessi residenziali.

Peraltro, l’allargamento in sede alla terza corsia, nel tratto Torre a Mare – Mola (e viceversa), anzichè un nuovo tracciato, comporterebbe un forte beneficio economico per la riduzione dei costi di appalto, oltre ovviamente al risparmio di consumo di suolo. 

In tal modo, si eviterebbe di danneggiare l’economia agricola del nostro paese nelle pregiate coltivazioni di uva da tavola, che, al contrario, con la realizzazione di un percorso in variante, come da integrale soluzione C), verrebbero distrutte, comportando una perdita di almeno 40 ettari immediati, oltre agli ulteriori ettari di perdita per relitti fondiari.

Il solo allargamento alla terza corsia sul territorio molese, potrebbe consentire di destinare la somma ricavata dalle economie d’appalto al prolungamento della terza corsia, in sede, fino a raggiungere l’uscita/ingresso della frazione di Cozze e l’innesto con la provinciale Cozze-Conversano, con un notevole beneficio per il decongestionamento estivo e al fine di facilitare la raggiungibilità della nostra località balneare al traffico turistico dell’area metropolitana.

Tale prolungamento della terza corsia fino a Cozze sarebbe ben più conveniente, anzichè limitarsi, come previsto nella soluzione C) di variante, al raccordo con l’attuale statale 16 sulla vicinale San Vito.

Nella tavola dell’ANAS si nota l’innesto sulla statale 16 con una nuova uscita che si raccorda alla viabilità della vicinale San Vito, che abbiamo tracciato in rosso per una migliore comprensione. La strada è attaulmente una via di campagna che sbocca in Via San Sabino e che, quindi, necessita di lavori di allargamento e infrastrutturazione, non previsti dall’ANAS.

Un innesto che presenta notevoli problemi di raccordo con la viabilità rurale esistente e ulteriori costi finora non previsti di adeguamento, nonchè l’evidente irrazionalità di percorsi interni al nucleo urbano per raggiungere il punto di accesso alla variante e, comunque, l’assenza di convenienza a immettersi o a provenire dalla variante per gli automobilisti che risiedono a valle e che continuerebbero ad utilizzare lo svincolo di Mola Nord, ma anche quello della Mola-Rutigliano.

Ecco la vicinale San Vito: come si può facilmente notare, si tratta di una strada di campagna assolutamente inadeguata a ricevere i volumi di traffico da e per la variante progettata dall’ANAS

Peraltro, vi sarebbe la possibilità di implementare, sul tratto da allargare verso Cozze, di un nuovo svincolo per Mola Sud (zona Loreto – Ponticello – Caracappa), attualmente  assente dalla direzione di provenienza Bari e che, per l’attuale percorso incongruo di uscita anche per chi viene dalla direzione Brindisi, rende ora preferibile l’uscita sulla Mola – Cozze all’altezza dello svincolo per Conversano, intasando così maggiormente la strada comunale litoranea. Pertanto, con una nuova uscita sulla carreggiata per chi proviene dalla direzione Bari e con una migliore viabilità di raccordo, con Via Caracappa, sia dalla direzione nord che da quella sud, si eviterebbero giri oziosi.

Naturalmente, lo schema rappresentato in figura è solo esemplificativo: il corretto tracciato, secondo lo schema proposto, dovrà essere formulato dagli organismi tecnici, una volta che gli organismi politici lo avranno adottato come idonea soluzione.

In sintesi, ecco tutti i vantaggi dell’allargamento da Torre a Mare a Cozze e viceversa:

Questa soluzione logica, lineare, di buon senso, meno dispensiosa e sicuramente più utile della soluzione C), ha notevoli vantaggi:

1) Non consuma assolutamente suolo agricolo su territorio molese, e in tal senso va nella direzione auspicata dalla Codiretti locale, preservando produzioni di pregio di uva da tavola e altre coltivazioni intensive, essenziali per la nostra già asfittica economia cittadina.

2) Consente un agevole percorso a tre corsie fino a Cozze, mantendendo gli attuali punti di accesso alla statale 16 dalla tangenziale di Mola senza stravolgimenti, implementando peraltro una nuova uscita su Mola Sud, assolutamente necessaria.

3) Evita l’incongruo punto di accesso della variante sulla vicinale San Vito, che richiede costosi e impattanti lavori di adeguamento di quella stradina di campagna al fine di smaltire i volumi di traffico da e per la variante. Lavori peraltro non previsti dal progetto ANAS, a carico presumibile del Comune di Mola o comunque dell’investimento.

4) Evita inutili e complessi giri oziosi all’interno del circuito urbano cittadino, con appesantimento del traffico e inquinamento, per raggiungere il punto di accesso della variante o provenire da esso.

5) Mantiene la logicità d’uso dell’uscita/ingresso dallo svincolo di Mola Nord, il più utilizzato dalla popolazione molese e che tale rimarrebbe anche con la costruzione della variante, per la più diretta accessibilità alla statale da tutta la zona centrale e nord-ovest di Mola, nonostante il suo previsto declassamento.

6) E’ agevolmente realizzabile perchè l’implementazione della terza corsia richiede soltanto 3,5 metri aggiuntivi su ognuna delle due carreggiate. E’ infatti sufficiente traslare verso l’esterno le due complanari per far posto alla terza corsia, in un senso e nell’altro. Peraltro, la verifica empirica delle distanze, realizzata su Google earth, dimostra che, in prima evidenza, l’implementazione della terza corsia nel tratto Torre a mare – Mola – Cozze, su entrambe le carreggiate è assolutamente possibile per la presenza di distanze compatibili tra l’allargamento e il fronte insediativo esistente. Allo stesso tempo, non genera forti disservizi nel corso dell’allargamento perchè i lavori si svolgerebbero prevalentemente sulle complanari che, traslate lateralmente, ospiterebbero l’implementazione della terza corsia.

7) Non genera assolutamente relitti fondiari, che emergerebbero invece in grande numero e impatto con la realizzazione della variante, aggravando la perdita di terreno agricolo e generando ulteriori abbandoni dell’attività agricola, con evidenti danni non solo all’economia di quel comparto, ma anche provocando ulteriore degrado per la presenza di terreni incolti ricettacolo di rifiuti, scarti, abbandoni selvaggi.

8) Consente comunque la realizzazione di percorsi ciclo-pedonali da Mola a Torre a Mare e l’accesso al futuro sistema di spiagge urbane, nonchè all’auspicata attivazione dell’area archeologica di Padovano, mediante l’utilizzo delle complanari esistenti, semplicemente da adeguare alla molteplicità d’uso e, auspicabilmente, con la riemersione e utilizzo di tratti dell’antica Via Traiana, poi Francigena.

9) Evita la declassificazione della statale nel tratto Mola – Torre a mare che comporterebbe elevati costi di manutenzione e gestione a carico del Comune di Mola, difficilmente sostenibili.

10) Evita un’inutile duplicazione di risorse per il tratto Torre a Mare – Mola e viceversa. Infatti, per l’assenza di congestione e per la necessità comunque di favorire il trasporto pendolare su ferrovia, oltre che per la prevedibile riduzione nel tempo del pendolarismo con la diffusione del telelavoro, non si giustifica affatto la ridondante compresenza di 4 corsie + 2 complanari attuali oltre alle 6 corsie + 2 complanari da implementare con la variante. Sarebbe davvero un inutile, ingiustificato e abnorme consumo (“cattivo”) di suolo, anche perchè Mola non è Los Angeles… e nemmeno Torre a mare lo è.

 

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