A GIANVITO PESCE, PRIMO SINDACO DI MOLA DEL DOPOGUERRA, INTITOLATA LA RSA DI VIA RUSSOLILLO

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Con una cerimonia, svoltasi dopo l’inaugurazione dell’ambulatorio infermieristico, è stata scoperta una targa di intitolazione della struttura socio-sanitaria molese al dott. Gianvito Pesce. Ecco la ricostruzione della sua elezione a primo cittadino nelle elezioni amministrative del 1946.

Scrive il Sindaco di Mola Giuseppe Colonna, in data odierna, lunedì 11 novembre 2019:

La nostra Residenza Sanitaria Assistita di via Don Giustino Russolillo da oggi è intitolata a Gianvito Pesce, primo Sindaco eletto della Mola Repubblicana e Medico riconosciuto della nostra città.

Un ringraziamento da parte dell’Amministrazione Comunale all’Associazione Antiche Ville per aver promosso questa iniziativa che ha visto la partecipazione anche dei docenti del I Circolo Didattico “Maria Montessori, della Scuola Media “Dante – Alighieri” e dell’I.I.S.S. “Majorana – Da Vinci” che hanno sostenuto qualche anno fa, assieme all’Associazione Antiche Ville, uno studio di ricerca su Gianvito Pesce.

Ecco le foto dell’inaugurazione e intitolazione a Gianvito Pesce della RSA di Via Russolillo:

Il dott. Gianvito Pesce, medico ginecologo, detto il “medico dei poveri” per prestare spesso gratuitamente la sua attività a favore delle donne e delle famiglie meno abbienti, fu eletto dal Consiglio comunale dopo le prime elezioni amministrative seguite alla fine della seconda guerra mondiale.
 
Ecco il racconto di quella elezione tratto dal libro di Giovanni Ricciardelli e Andrea G. Laterza, “Mola di Bari. Dagli inizi del Novecento al Secondo dopoguerra”, edizione digitale “Mola Libera” 2019 – Tutti i diritti sono riservati agli Autori.
 
Le prime elezioni amministrative dopo il fascismo: vince il “Blocco del Popolo”, con Gianvito Pesce Sindaco
1946 – Sindaco dott. Gianvito Pesce (1946 – 1948)
 
In novembre, un turno di elezioni amministrative riguardò anche Mola che, come si è visto, fino ad allora era stata governata da una Giunta di nomina prefettizia, con Sindaco Domenico Massimeo.
 
Si votò il 10 novembre con il sistema elettorale maggioritario plurinominale con voto limitato ai quattro quinti dei seggi. Furono presentate tre liste, ciascuna con un massimo di 24 candidati, per i 30 seggi in palio:
 
1) Lista “Blocco del Popolo”, con l’effige di San Michele su foglia d’edera con ai lati le spighe di grano e sotto un’ancora, comprendente socialisti, repubblicani, comunisti e azionisti.
2) Lista con simbolo il campanile della Chiesa di Loreto, comprendente monarchici, liberali, qualunquisti, demo-laburisti e democristiani.
3) Lista della Democrazia Cristiana, con scudo crociato, comprendente soltanto democristiani.
 
Questi furono i risultati riportati da “La Gazzetta del Mezzogiorno”:
 
MOLA (sistema maggioritario):
elettori votanti 4.256 pari al 70% degli aventi diritto
elettrici votanti 4.822 pari al 73% degli aventi diritto
totale votanti 9.078 pari al 72% degli aventi diritto
 
Candidati eletti:
 
1) Lista “Blocco del Popolo” (comunisti, socialisti, repubblicani, azionisti) n. 24 con 4.558 voti.
2) Lista liberali, qualunquisti e democristiani n. 6 con 2.898 voti.
Non ha ottenuto alcun rappresentante la lista della Democrazia Cristiana con 805 voti.
 
Il Blocco del Popolo riuscì così ad eleggere i suoi 24 candidati, mentre 6 seggi andarono alla minoranza del “Campanile”. Quindi, il primo Consiglio Comunale risultò così composto:
 
Maggioranza “Blocco del Popolo”
9 consiglieri del PRI: Lucio Delfino Pesce, Giovanni Castellana, Vitantonio Daniele, Tommaso Bardo, Pasquale Rotondi, Pietro Di Giorgio, Francesco Gaudiuso; Francesco Di Perna; Antonio Lamanna.
7 del PSI: Giovanni Ciccarone, Nicola Vaccarelli, Pantaleo Palmieri, Francesco P. Campanella, Vito Magnisi, Antonio Palazzo, Domenico Pagliarulo.
5 del PCI: Gianvito Pesce, Mario Ventura, Enrico Conenna, Vincenzo Tamigi, Rocco Laudadio.
3 del Partito d’Azione: Giuseppe Penna, Domenico Massimeo, Giuseppe Saracino.

Minoranza del “Campanile”: 2 democristiani (Vito Barbanente e Melchiorre Di Marino), 2 liberali (Michele Introna e Stefano Mossa), 2 monarchici (Nicola Catalano e Vito Alberotanza).

La prima Giunta Comunale fu così formata:

Sindaco Gianvito Pesce (PCI), vice-sindaco Pantaleo Palmieri (PSI), Assessori: Lucio Delfino Pesce (PRI), Pietro Di Giorgio (PRI), Giuseppe Penna (Partito d’Azione), Mario Ventura (PCI).
 
1946 – Consiglio Comunale – L’elezione di Gianvito Pesce
1946 – Congratulazioni al Sindaco Pesce, appena eletto
Il Sindaco Gianvito Pesce inaugura un corso popolare
1947 – Il Sindaco Pesce commemora i Caduti al cimitero
1948 – Il Sindaco Pesce premia gli alunni meritevoli
1948 – Il Sindaco Pesce premia gli alunni meritevoli
1948 – Festa dei Lavoratori – Al centro il sindaco G. Pesce
 
(…)
 
Il 17 dicembre 1948 il Sindaco Gianvito Pesce viene sostituito da Domenico Massimeo (Partito d’Azione) che forma una nuova Giunta con: Vincenzo Tamigi (PCI) vice-sindaco, Nicola Vaccarelli (PSI), Francesco Gaudiuso (PRI), Giuseppe Saracino (Partito d’Azione), Antonio Palazzo (PSI) e Giovanni Castellana (PRI), assessori. Furono assessori, in tempi diversi, anche Pasquale Rotondi (PRI), Francesco P. Campanella (PSI) e Francesco Di Perna (PSI).
 
Il dott. Gianvito Pesce venne in seguito eletto in Consiglio comunale, per il PCI (Partito Comunista Italiano) in tutte le elezioni amministrative che si succedettero, comprese quelle del 1980, per il quinquennio 1980-1985, nelle quali si presentò per l’ultima volta.
 
1969 – Gianvito Pesce, consigliere comunale PCI

 

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