STATALE 16: UN CONVEGNO, IN VARIANTE, A SENSO UNICO

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Si è tenuto venerdì 8, il preannunciato incontro organizzato dall’Associazione politica “Futura” sul progetto di variante della statale 16, nel tratto Bari – Mola. Ecco il puntuale resoconto dell’evento e le considerazioni e proposte di “Mola Libera” per un tracciato a salvaguardia del territorio molese.

Si è svolto venerdì sera, nel Castello Angioino di Mola, il previsto incontro sulla variante alla statale 16, organizzato dall’Associazione politico-culturale “Futura” dal titolo: “Variante statale 16 Bari – Mola. Prospettive di sviluppo territoriale”.

Ecco, innanzitutto, il resoconto puntuale degli interventi.

I relatori presenti: da sinistra., ing. Antonio Tricase, Sindaco Giuseppe Colonna, prof.ssa Angela Barbanente, ing. Francesca Pace (Regione Puglia), Assessore regionale Giovanni Giannini

Ha aperto i lavori l’ing. Antonio Tricase, già candidato sindaco di “Futura” alle ultime elezioni comunali. Tricase ha evidenziato la strategicità della realizzazione della variante alla statale 16, sostenendo che essa, assieme allo spostamento del depuratore, potrà favorire lo sviluppo turistico di Mola, aumentando in ogni caso la sicurezza stradale e diminuendo la congestione del traffico. Tricase, peraltro, ha ricordato il dibattito di molte decine di anni fa tra i fautori della tangenziale e quanti ritenevano invece deleteria una simile ipotesi, mettendo in evidenza la lungimiranza dei primi sui secondi, in prevalenza agricoltori e pescatori.

Il Sindaco Giuseppe Colonna ha sottolineato l’assenza, da parte della sua amministrazione, di pregiudizi nei confronti delle diverse soluzioni proposte dall’ANAS, tenendo un atteggiamento responsabile e ricordando come, dopo un avvio di dibattito in Consiglio comunale, la problematica sia stata quindi affrontata in seno alla 3^ Commissione consiliare, con un documento finale che ha scartato, all’unanimità dei componenti, la soluzione dell’allargamento in sede, pur allegando ai verbali delle riunioni ogni proposta di revisione e osservazione avanzata da alcuni di essi.

Il Sindaco di Mola Giuseppe Colonna. Accanto, l’ing. Tricase e la prof.ssa Barbanente

In ogni caso, Colonna ha tenuto a ribadire che la soluzione dell’allargamento in sede è improponibile  e che, peraltro, la Direzione tecnica del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ritiene la variante l’unica soluzione possibile.

Peraltro, il Sindaco ha voluto chiarire che l’attuale progettazione della variante non è la soluzione definitiva: l’ANAS studierà ogni soluzione per collegare al meglio la variante alla viabilità urbana cittadina, anche – ha auspicato Colonna – con l’auspicata realizzazione di un ulteriore innesto della variante all’altezza della viabilità per Caracappa, oltre a quello, già previsto, sulla vicinale San Vito.

L’ing. Francesca Pace, Dirigente sezione infrastrutture per la mobilità della Regione Puglia, con il compito di seguire il progetto ANAS di variante della Statale 16, ha sostituito l’ing. Nicola Marzi, dirigente ANAS, impossibilitato ad intervenire.

L’ing. Francesca Pace (Regione Puglia), penultima da sinistra

La dirigente regionale ha proiettato numerose slide che hanno mostrato le tre soluzioni previste nel progetto dell’ente di costruzione e manutenzione stradale. Un progetto finanziato con delbera CIPE del 2016 per un investimento di 250milioni di euro, da appaltare entro il 2021.

Le soluzioni sono già ben note ai nostri lettori. Basti ripetere che la soluzione A) si riferisce all’allargamento in sede, partendo dall’uscita di Bari – Via Caldarola, fino allo svincolo di Mola Nord; la soluzione B) tratta di una variante, con inizio dall’uscita di Bari – Via Caldarola e termine sull’innesto con la tangenziale di Mola all’altezza della vicinale San Vito; la soluzione C) prevede un percorso in totale variante dall’uscita di Bari Mungivacca fino all’innesto con la tangenziale di Mola all’altezza della vicinale San Vito.

Come già chiarito in numerosi altri articoli, a favore della soluzione dell’allargamento sono i Comuni di Noicattaro e Triggiano, non disponibili alla compromissione del proprio territorio agricolo e delle lame con i lavori di variante. A favore invece della variante, nello specifico la soluzione C), sono invece i Comuni di Bari e di Mola, con l’avallo della Città Metropolitana e della Regione Puglia e la predilezione dell’ANAS. Anche la Direzione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dopo l’incontro tenutosi a Roma il 25 settembre scorso, tra tutte le parti in causa, nel verbale dei lavori ha concluso per la non praticabilità dell’allargamento.

Nello specifico, l’ing. Pace si è soffermata sulla soluzione C), con una lunghezza di circa 17,5 km., con 5 svincoli  e 8 opere d’arte maggiori, tra cui i ponti sulle lame S. Giorgio e Giotta. Nella slide proiettata si riporta un tracciato a partire dallo svincolo per Mungivacca – SS 100 (Bari) fino allo svincolo per Mola di Bari – Rutigliano. In realtà, come è stato chiarito nel corso del convegno, a conferma di quanto abbiamo più volte riportato, lo svincolo su Mola sarà di nuova creazione in innesto sulla tangenziale di Mola sulla vicinale San Vito.

Il numeroso pubblico presente al Castello Angioino

L’intervento, ha spiegato l’ing. Pace, comporterà un declassamento dell’attuale tracciato della statale 16 che diventerà una strada urbana, facendo così venire meno la forte barriera esistente sul territorio lato mare, in aderenza alle linee programmatiche del PRT (Piano Regionale Trasporti), con separazione del traffico locale da quello a lunga percorrenza.

Inoltre, l’ingegnere regionale ha spiegato le ragioni che ostano all’allargamento in sede: per l’ANAS sarebbe troppo complicato, per il numero eccessivo di espropri da fare ma anche per le demolizioni di attività commerciali e industriali sul percorso e per le interferenze con la presenza di impianti a rete esistenti, oltre ad una lunga fase di cantiere con percorribilità ridotta e forti disagi. Infine, l’ing. Pace ha evidenziato che, al momento, si è nella fase di individuazione del tracciato e che, quindi, il problema delle interferenze e della collegabilità con la viabilità urbana dei centri interessati sarà affrontata e risolta in sede di progettazione.

La prof.ssa Angela Barbanente, ordinario di pianificazione territoriale e ambientale del Politecnico di Bari, già Assessore regionale all’Urbanistica, ha detto di essere intervenuta per ascoltare, pur tenendo conto che l’orientamento prevalente è per la soluzione C) in completa variante. La docente ha sottolineato che esistono comunque margini per il miglioramento della soluzione sulla scala locale dell’intervento.

L’intervento della prof.ssa Angela Barbanente

La prof.ssa Barbanente ha evidenziato la necessità di ragionare in un’ottica non meramente localistica ma con un approccio sistemico in chiave di pianificazione intercomunale. In tal senso, ha detto, l’allargamento in sede andrebbe ad accentuare la logica della separazione: si deve invece andare verso la riduzione delle carreggiate sulle strade urbane, e, allo stesso tempo, ad una più spinta gerarchia nella tipologia d’uso degli assi viari al fine di specializzarli e distinguerli per tipologie di traffico (pesante e di lunga percorrenza, pendolare e a corto raggio).

In merito alla problematica della “riduzione del consumo di suolo”, l’ex Assessore regionale ha dichiarato di essere contraria alla tematica agitata come “bandiera”. Il consumo di suolo può avere diverse connotazioni, non tutte negative. In particolare, secondo la prof.ssa Barbanente, se si ha uso del suolo a fini di utilità sociale e non invece utilizzo improvvido, il consumo è positivo.

In ogni caso, la docente del Politecnico, nel sottolineare l’utilità dell’utilizzo del declassamento a strada urbana dell’attuale tracciato della statale 16 a fini di fruibilità sociale e turistica, ha chiarito la sua disponibilità ad essere di ausilio nella verifica dei punti di innesto della variante sul nostro centro urbano con migliori e più ottimali integrazioni.

Dopo l’intervento della prof.ssa Barbanente si sono succeduti alcuni interventi programmati.

Il primo ad intervenire è stato il dott. Giuseppe Berlingerio, storico locale, che ha tracciato un’interessante panoramica storica del territorio molese.

In particolare, Berlingerio ha evidenziato la presenza su suolo molese dell’antica Via Traiana e la peculiare disposizione del reticolo stradale nell’agro molese.

Una delle slide presentate dal dott. Giuseppe Berlingerio

Nello specifico, il dott. Berlingerio ha trattato, con la proiezione di slide esplicative, dell’originale struttura a cosiddetti “capodieci”, una centuriazione medioevale tracciata dagli Angioini, che vede strade vicinali tra loro parallele alla distanza di 500 metri l’una dall’altra; nonchè la presenza della strada interna di Via di Mezzo di Basso, utilizzata in tale periodo per una maggiore sicurezza negli spostamenti sul territorio; e delle numerose cisterne per uso irriguo. Altre peculiarità del territorio molese sono state ravvisate dallo storico molese nella viabilità costiera rappresentata dalla “via dei tufi” (percorsi per il trasporto del materiale da costruzione cavato lungo la fascia marina), nonchè nella presenza di porti minori in diverse cale lungo la costa e di siti archeologici (Padovano, Lame, ecc.).

Berlingerio ha invitato a considerare tutti questi aspetti e singolarità territoriali al fine dell’auspicabile contemperamento con essi dell’opera stradale in previsione.

E’ successivamente intervenuto l’ing. Nicola Bellantuono, ricercatore presso il Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari, che ha sviluppato un ragionamento teorico-pratico sull’identificazione dei “pesi” nelle scelte decisionali, inevitabilmente influenzata dal “punto di vista” del decisore.

L’ing. Nicola Bellantuono durante la sua esposizione

Per Bellantuono va quindi prestata essenziale attenzione ai portatori di interessi, i cosiddetti “stakeholder”, nell’individuazione delle linee di “sviluppo sostenibile”, inteso come soddisfazione dei bisogni della generazione presente, salvaguardando l’ambiente anche per le generazioni future.

La costruzione di infrastrutture, egli ha detto, è un’attività sostenibile purchè rispetti determinati parametri non solo in campo ambientale, ma anche economico (con un investimento commisurato ai benefici ottenibili) e sociale tenendo conto degli interessi spesso divergenti.

L’ing. Bellantuono in tal senso ha evidenziato il diverso “punto di vista” e, quindi, gli interessi divergenti degli agricoltori da un lato (interessati a preservare le coltivazioni) e dei pendolari dall’altro (interessati a guadagnare tempo e sicurezza negli spostamenti).

Per Bellantuono il futuro introdurrà nuovi fattori come lo “smart working” (in sostanza, il telelavoro) che ridurrà il bisogno di spostamenti, ma non potrà azzerare il pendolarismo. Il bisogno di trasporto, egli ha continuato, non potrà però rivolgersi al solo trasporto privato: dovrà essere anche pubblico, sia su gomma che su ferro.

Un’altra immagine del pubblico

In riferimento all’attualità, Bellantuono ha criticato le scelte del trasporto ferroviario regionale, con la sosta e cambio a Torre a mare, nella tratta con Bari, per i pendolari molesi: una modalità che finisce con l’aumentare il traffico automobilistico, così come l’attuale congestione della statale 16 è favorita dalla chiusura per lavori sulla linea ferroviaria Sud-Est.

Bellantuono non ha poi mancato di evidenziare come lo studio dell’ANAS non prenda in considerazione una quarta ipotesi: quella di una variante che parta da Bari Mungivacca e che termini dopo l’insediamento di Parchitello per innestarsi sull’attuale tracciato della statale 16 in direzione di Mola. Infine, il ricercatore universitario ha sottolineato come il  punto di innesto della variante sulla tangenziale di Mola renderebbe problematico il suo impiego a quanti normalmente utilizzano  l’attuale svincolo di Mola Nord.

E’ stata quindi la volta dell’arch. Alessandro Bellantuono, Presidente dell’Associazione Architetti GAMM (Giovani Architetti Molesi Metropolitani). Bellantuono ha letto il documento ufficiale dell’associazione, stilato con il contributo degli aderenti. Un documento che renderemo noto ai lettori non appena lo riceveremo.

L’arch. Alessandro Bellantuono, mentre espone la sua relazione

L’intervento dell’arch. Bellantuono è stato problematico, ponendo all’ANAS e alla parte politica interrogativi non di poco conto.

In particolare, il presidente dei giovani architetti molesi ha proposto l’istituzione di un tavolo tecnico di lavoro con i portatori di interessi, al fine di una valutazione delle aspettative in campo e, peraltro, che valuti le diverse soluzioni alla luce degli impatti ambientali e socio-economici sul territorio molese.

Infatti, per l’arch. Bellantuono non è possibile al momento definire qual è il tracciato ottimale: senz’altro nel territorio barese il miglior percorso appare quello in variante, nelle soluzioni B) e C), ma per il territorio molese potrebbe non essere così. Infatti, una connessione della variante dopo Parchitello all’attuale tracciato non avrebbe consumo di suolo; allo stesso tempo, cosa comporterebbe in termini di cesura un allargamento dell’attuale percorso alla terza corsia su quel tratto? Tutti interrogativi che per il tecnico molese necessitano di doverosi approfondimenti. Peraltro, Bellantuono ha sottolineato la necessità di spostare il futuro dei trasporti su scala regionale su rotaia piuttosto che su gomma.

In un successivo giro di tavolo, Barbanente, Pace e Colonna hanno ribadito sostanzialmente quanto già affermato nel loro primo intervento.

L’ing. Antonio Tricase ha quindi letto il documento elaborato da “Futura”. In esso si rifiuta qualsiasi prospettiva di allargamento in sede, con la condivisione del tracciato in variante il più possibilmente lontano dalla costa e con l’implementazione di uno svincolo in zona Caracappa. Peraltro, per “Futura” va alleggerito l’attuale tracciato con la realizzazione di  percorsi ciclo-pedonali e di trasporto pubblico, favorendo in tal modo l’accesso ad un sistema di spiagge pubbliche, riqualificando la zona costiera costellata attualmente da piccoli e grandi abusi.

L’ing. Antonio Tricase, primo da sinistra, durante la sua esposizione

Infine, è toccato tirare le conclusioni all’avv. Giovanni Giannini, Assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Puglia.

Un intervento politico quello dell’Assessore Giannini, tutto finalizzato all’affermazione della variante come unica e possibile soluzione. Per Giannini è indispensabile operare al più presto per evitare la perdita dei finanziamenti stanziati dal CIPE al fine di dare soluzione al tratto, egli ha affermato, a più alta densità di circolazione d’Italia e ad elevata incidentalità.

In sostanza, Giannini ha evidenziato l’impossibilità di operare in allargamento elencando tutte le controindicazioni del caso: elevato numero e costo degli espropri, demolizione di fabbricati, spostamento di attività commerciali, ecc..

L’Assessore Regionale ai Trasporti e Infrastrutture avv. Giovanni Giannini (primo da destra), durante il suo intervento

Giannini ha ricordato che, a fronte della non univocità di posizioni tra i Comuni interessati, la Direzione tecnica del Ministero, chiamata a mediare, ha tuttavia già preso posizione contro l’allargamento che non garantirebbe l’implementazione dei nuovi criteri di sicurezza stabiliti dalle più recenti normative.

A questo punto, ha affermato l’Assessore, la conferenza di servizio già insediata in sede regionale, non potrà che sancire la scelta della variante (nella soluzione C) decidendo a maggioranza dei soggetti istituzionali coinvolti. In ogni caso, Giannini ha garantito che l’ANAS aprirà un tavolo di concertazione con i Comuni interessati dal nuovo tracciato al fine di trovare le migliori soluzioni tecniche nell’attraversamento dei territori interessati e nel raccordo con le viabilità interne.

In maniera perentoria, Giannini ha così concluso: “La strada si deve fare! Non consentirò a nessuno la perdita del finanziamento da 250 milioni!”

Il convegno si è così concluso senza la possibilità di interventi dal pubblico, sebbene richiesti, sia pure non previsti dal programma.

NOSTRE CONSIDERAZIONI: UN CONVEGNO A SENSO UNICO

Fin qui il resoconto della seduta che, come i lettori hanno potuto leggere è stato oggettivo e ha riportato ogni intervento svolto, anche con dovizia di particolari.

Peraltro, a differenza di altri giornali e giornalisti locali, “Mola Libera” non opera travisamenti degli interventi nè omissioni, nè ignora la presenza di relatori e intervenuti.

Quanti possono dare questa lezione di deontologia professionale e, ancor prima, di stile? Quanti dovrebbero chiedere scusa, a cominciare dall’ing. Nicola Bellantuono? Ebbene, egli, da redattore di “Città Nostra”, ha volutamente travisato – in concorso con il direttore di quel giornale, avv. Marco Sciddurlo – l’intervento di chi scrive, tenuto nel corso dell’assemblea pubblica, organizzata sullo stesso tema, il 27 ottobre scorso in Piazza XX Settembre, dai consiglieri comunali Giangrazio Di Rutigliano e Michele Daniele.

Il consigliere Giangrazio Di Rutigliano durante il suo intervento nell’assemblea cittadina di domenica 27 ottobre, sul tema della variante alla statale 16

Non parliamo poi, del corrispondente del settimanale Fax, Pino Ruggiero, che ignorò totalmente la mia presenza e il mio intervento, sebbene complesso e articolato, con l’apprezzamento di molti tra i presenti.

Ora, in ogni caso, per il principio della separazione dei fatti dalle opinioni, ci sia però consentito di esprimere il punto di vista di “Mola Libera”.

Diciamolo francamente, si è trattato di un’occasione persa. Innanzitutto, perchè spettava  all’Amministrazione comunale promuovere una conferenza cittadina con diritto di parola per associazioni e singoli cittadini, non solo per esperti.

Peraltro, come si è visto, il convegno è stato organizzato a tesi precostituite: con la variante (nella soluzione C, a massimo impatto ambientale) quale sostanziale unica possibilità.

I maggiori attori politici in campo, l’Assessore Giannini e il Sindaco Colonna lo hanno chiarito molto bene, a prova di qualsiasi equivoco. La dirigente regionale ing. Pace, che segue la vicenda in stretta sinergia con ANAS, non ha fatto altro che trovarsi la strada spianata nella proposta di una soluzione, quella della variante, che non ammetteva repliche.

La prof.ssa Barbanente, apparentemente più problematica, ha avallato la scelta classificando il consumo di suolo della variante come “buono”, indipendentemente dall’impatto che esso avrà effettivamente sul territorio e su quello agricolo in particolare.

Gli interventi dei relatori dott. Berlingerio, ing. Bellantuono e arch. Bellantuono hanno portato elementi anche interessanti di riflessione, tuttavia non hanno spostato di un millimetro i politici, l’ANAS e il Politecnico dalla decisione già presa.

Peraltro, quando l’ing. Nicola Bellantuono ha provato a dire qualcosa appena fuori dal coro (ipotesi di chiusura dell’anello in variante dopo Parchitello senza l’interessamento del territorio molese; illogicità della fermata con cambio a Torre a mare della tratta ferroviaria Mola-Bari; criticità del sistema di trasporto ferroviario pugliese) è stato redarguito dall’Assessore Giannini, che ha poi bacchettato in tono non proprio benevolo la proposta di approfondimento dell’arch. Alessandro Bellantuono.

L’atteggiamento dell’Assessore Giannini è sembrato più quello del padre autoritario nei confronti di figlioletti acerbi che quello di un politico lungimirante, che sa ascoltare e meditare sul pensiero altrui prima di parlare e decidere.

E ieri sera non si trattava di decidere ma di analizzare e portare spunti di riflessione; invece, Giannini ha tuonato: questa strada s’ha da fare! E nei termini già concordati evidentemente da tempo con l’ANAS che, non dimentichiamolo, è un ente che tende a massimizzare gli interventi in appalto più che a renderli effettivamente aderenti al territorio e coerenti con esso.

Intollerabile è poi stato l’atteggiamento di Giannini nei confronti del dissenso che non ha potuto manifestarsi in interventi dal pubblico, impediti dall’ing. Tricase: è bastato uno scuotere di testa dalla platea per far esplodere l’Assessore e per colpevolizzare chi, privato del diritto di parola, è appena riuscito a dire che non era d’accordo e che avrebbe voluto portare un’altra tesi a confronto.

Ma si sa: era già tutto previsto.

L’Associazione “Futura” aveva preordinato uno schema collaudato, nel quale sono maestri alcuni esponenti della “vecchia guardia” che, nonostante il trascorrere dei decenni, tentano in ogni modo di imporre decisioni per il futuro di Mola: il muro di Berlino è caduto invano! Come faccia a digerire i mattoni di quel muro la pur ottima ing. Caterina Pesce, presidente del sodalizio, ma esautorata in questa e nelle altre occasioni che contano dal sempiterno Tricase, uomo per tutte le stagioni, resta un mistero!

Ing. Caterina Pesce, presidente dell’Associazione politica “Futura”

E, quindi, ecco la blindatura della soluzione della variante con l’intervento cattedratico della prof.ssa Barbanente ad adiuvandum della preordinata proposta ANAS; ecco l’inframmezzare di qualche intervento programmato, comunque non troppo polemico, per dare un’impressione di riflessione; per concludere, infine, con il pugno di ferro dell’Assessore Giannini.

Eppure “Mola Libera” avrebbe voluto esprimere pubblicamente il proprio punto di vista, così come altri presenti avrebbero desiderato porre domande, sollecitare riflessioni, esporre dubbi.

Non è stato possibile. Si è andati via tra recriminazioni reciproche che poi, si sa, purtroppo prendono la mano nei momenti di quel dissenso dialettico che non ha potuto esprimersi per le normali via democratiche dell’intervento consentito.

Un’ammissione implicita di grande debolezza degli organizzatori e dell’Assessore Giannini: rimane così la convinzione che il diktat della Regione si abbatterà sui produttivi vigneti delle fertilissime contrade Titolo, Cuponi e dintorni.

E ne farà strame: un fronte di 60-70 metri di sezione stradale, comprensivo delle scarpate e delle complanari da prevedere, farà un solo boccone di oltre 40 ettari di territorio agricolo, generando altre decine di ettari di relitti fondiari, inutilizzabili per le diseconomie nella coltivazione che inevitabilmente indurranno.

Tutto questo ieri sera non è stato minimamente sfiorato: in alcuni parti del convegno si è parlato di massimi sistemi teorici, di sofismi, di consumo “buono” di suolo (ma questo ci sembra invece “cattivissimo”). Nonchè di improponibili e stolidi paragoni con il dibattito di diversi decenni fa, quando ovviamente era logica la soluzione della tangenziale, non potendosi attraversare il centro urbano di Mola e quello di Cozze con una strada a 4 corsie, a forte scorrimento (eppure, molti degli esponenti attuali di “Futura”, dai banchi del PCI, caldeggiarono l’ottuso no alla tangenziale).

Così come non si è potuto trattare sufficientemente, se non per uno sprazzo, dell’irrazionale e incongruo punto di accesso, da e per la variante, dal nucleo urbano di Mola, attraverso la vicinale San Vito, una strada di campagna che necessita di grossi e dispendiosi lavori di allargamento e adeguamento per ospitare il traffico proveniente e diretto alla variante.

Ecco la vicinale San Vito: come si può facilmente notare, si tratta di una strada di campagna assolutamente inadeguata a ricevere i volumi di traffico da e per la variante progettata dall’ANAS

Un punto di accesso che rende problematico e scarsamente conveniente l’utilizzo della variante a tutti gli automobilisti molesi che risiedono a valle di quel punto, rendendolo addirittura del tutto improponibile a quanti hanno facile accesso a Viale Europa Unita e, quindi, allo svincolo Mola Nord.

Se “Futura” avesse consentito l’intervento del pubblico e se l’Assessore Giannini non avesse troncato d’imperio l’incontro dopo il suo perentorio e ultimativo intervento, “Mola Libera” avrebbe potuto presentare la sua proposta, già illustrata da questo spazio web e offerta, senza alcun diritto di primogenitura, al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale affinchè la facciano propria e la presentino al Ministero, all’ANAS e alla conferenza di servizi regionale.

Una proposta semplice, lineare e di buon senso, che comporta un consumo di suolo molto limitato nella prospettiva di un uso razionale e non dissennato, come invece la soluzione di variante impone.

Peraltro, all’Assessore Giannini avrei spiegato con calma quello che, a mio modesto parere, un buon politico dovrebbe fare (sono stato consigliere comunale per due mandati e, quindi, mi sarà consentito di dare, appunto, un “consiglio” a chi oggi fa il politico rivestendo un ruolo istituzionale, sia pure su scala più elevata): ascoltare, raccogliere le proposte, soprattutto quelle che non sono state ancora presentate, far parlare i cittadini che vivono sul territorio interessato, tutti, non solo gli amici e compagni di partito o di cordata. E soprattutto pensare al futuro in chiave di vero sviluppo sostenibile, non solo all’immediato tornaconto elettorale del 2020.

La nostra proposta la riassumiamo ancora una volta per sommi capi, fiduciosi che l’ing. Pace, insieme all’ANAS, l’Assessore Giannini, la prof.ssa Barbanente e il Sindaco Colonna vorranno leggerla e meditarla senza pre-giudizi, senza pre-concetti.

PROPOSTA DI “MOLA LIBERA”

Presupposti

La soluzione C) di variante, proposta dall’ANAS e finora accettata dalla Regione, dai Comuni di Bari e di Mola e dalla Città Metropolitana, ha una sua plausibilità dallo svincolo di Bari – Mungivacca fino a Torre a Mare quale ultimo ingresso provenendo da nord e quale primo ingresso dalla direzione sud.

Infatti, le congestioni di traffico si verificano quasi sempre a partire dal tratto Torre a Mare – San Giorgio fino a Bari Mungivacca e viceversa, in particolare all’innesto con la statale 100. Per risolvere in via strutturale il notevole flusso viario appare evidente l’impossibilità tecnica di prevedere un allargamento in sede di quel tratto, per la presenza di abitazioni a immediato ridosso del tracciato stradale, in particolare nel nel tratto Torre a Mare – San Giorgio.

Ben diversa è invece la situazione nel tratto Torre a Mare – Mola e viceversa. Ad eccezione di alcuni week-end estivi, in orari di picco, e solo eccezionalmente per lavori o incidenti, tale tratto viene molto raramente interessato da congestione stradale.

Pertanto, appare opportuno un nuovo tracciato, in variante all’attuale, che si arresti però a nord/sud di Torre a mare (in funzione della direzione di marcia), limitandolo quindi al tratto Bari Mungivacca – Torre a mare, e comunque non oltre il confine con il territorio molese, segnatamente in corrispondenza, provenendo da Bari, prima dell’Hotel Barion.

La soluzione di allargamento nel solo tratto Torre a Mare – Mola e viceversa, con prolungamento fino a Cozze

Tuttavia, al fine di dare una soluzione strutturale ai volumi di traffico attuali e incrementali futuri (pur se occorrerebbe comunque puntare sul potenziamento del collegamento ferroviario pendolare tra Mola e il capoluogo), è opportuno un allargamento in sede del tratto Torre a Mare – Mola e viceversa, con la costruzione della terza corsia nei due sensi di marcia (ALTERNATIVA D).

In arancione la proposta di “Mola Libera”, quale soluzione D) che prevede il semi anello di chiusura della variante a nord/sud di Torre a mare (in base alla direzione di marcia) e la realizzazione di una terza corsia (per ognuna delle direzioni di marcia) sull’attuale tracciato stradale tra Torre a Mare e Mola, con prolungamento fino a Cozze. L’indicazione del tracciato è esemplificativa: andrà calibrata dagli organismi tecnici.

In arancione la proposta di “Mola Libera”, quale soluzione D) che prevede il semi anello di chiusura della variante a nord/sud di Torre a mare (in base alla direzione di marcia) e la realizzazione di una terza corsia (per ognuna delle direzioni di marcia) sull’attuale tracciato stradale tra Torre a Mare e Mola, con prolungamento fino a Cozze. L’indicazione del tracciato è esemplificativa: andrà calibrata dagli organismi tecnici.

Tale allargamento appare tecnicamente possibile, rispetto a quello invece problematico tra Torre a Mare – San Giorgio, per la quasi assenza di costruzioni ai bordi dell’attuale arteria e, in ogni caso, posizionate nella quasi totalità ad una distanza che appare compatibile con l’allargamento in sede.

La verifica attraverso il programma “Google earth”, con le misurazioni tra il bordo esterno delle attuali complanari supplementato di 3,5 metri per ciascuna carreggiata (in base alle dimensioni previste dalle normative vigenti per corsie aggiuntive, in sede, di strade statali), vede la presenza di margini utili all’implementazione della terza corsia in ogni punto, ad eccezione della Casa cantonale ANAS a raso della complanare (peraltro, presidi territoriali in corso di dismissione sull’intero territorio nazionale) e di due distributori di carburante, di facile arretrabilità per la presenza di elementi prefabbricati. Peraltro, le attuali stazioni di carburante avrebbero, comunque, ogni interesse a rimanere su un’arteria ad alto volume di traffico piuttosto che a vedersi confinare in una statale declassata a strada urbana. Non vengono intaccate le costruzioni esistenti, se non forse per il limitato arretramento di qualche muro di recinzione perimetrale di alcuni complessi residenziali.

Peraltro, l’allargamento in sede alla terza corsia, nel tratto Torre a Mare – Mola (e viceversa), anzichè un nuovo tracciato, comporterebbe un forte beneficio economico per la riduzione dei costi di appalto, oltre ovviamente al risparmio di consumo di suolo. 

In tal modo, si eviterebbe di danneggiare l’economia agricola del nostro paese nelle pregiate coltivazioni di uva da tavola, che, al contrario, con la realizzazione di un percorso in variante, come da integrale soluzione C), verrebbero distrutte, comportando una perdita di almeno 40 ettari immediati, oltre agli ulteriori ettari di perdita per relitti fondiari.

Il solo allargamento alla terza corsia sul territorio molese, potrebbe consentire di destinare la somma ricavata dalle economie d’appalto al prolungamento della terza corsia, in sede, fino a raggiungere l’uscita/ingresso della frazione di Cozze e l’innesto con la provinciale Cozze-Conversano, con un notevole beneficio per il decongestionamento estivo e al fine di facilitare la raggiungibilità della nostra località balneare al traffico turistico dell’area metropolitana.

Tale prolungamento della terza corsia fino a Cozze sarebbe ben più conveniente, anzichè limitarsi, come previsto nella soluzione C) di variante, al raccordo con l’attuale statale 16 sulla vicinale San Vito.

Nella tavola dell’ANAS si nota l’innesto sulla statale 16 con una nuova uscita che si raccorda alla viabilità della vicinale San Vito, che abbiamo tracciato in rosso per una migliore comprensione. La strada è attualmente una via di campagna che sbocca in Via San Sabino e che, quindi, necessita di lavori di allargamento e infrastrutturazione, non previsti dall’ANAS.

Un innesto che presenta notevoli problemi di raccordo con la viabilità rurale esistente e ulteriori costi finora non previsti di adeguamento, nonchè l’evidente irrazionalità di percorsi interni al nucleo urbano per raggiungere il punto di accesso alla variante e, comunque, l’assenza di convenienza a immettersi o a provenire dalla variante per gli automobilisti che risiedono a valle e che continuerebbero ad utilizzare lo svincolo di Mola Nord, ma anche quello della Mola-Rutigliano.

Peraltro, vi sarebbe la possibilità di implementare, sul tratto da allargare verso Cozze, di un nuovo svincolo per Mola Sud (zona Loreto – Ponticello – Caracappa), attualmente  assente dalla direzione di provenienza Bari e che, per l’attuale percorso incongruo di uscita anche per chi viene dalla direzione Brindisi, rende ora preferibile l’uscita sulla Mola – Cozze all’altezza dello svincolo per Conversano, intasando così maggiormente la strada comunale litoranea. Pertanto, con una nuova uscita sulla carreggiata per chi proviene dalla direzione Bari e con una migliore viabilità di raccordo, con Via Caracappa, sia dalla direzione nord che da quella sud, si eviterebbero giri oziosi.

Naturalmente, lo schema rappresentato in figura è solo esemplificativo: il corretto tracciato, secondo lo schema proposto, dovrà essere formulato dagli organismi tecnici, una volta che gli organismi politici lo avranno adottato come idonea soluzione.

In sintesi, ecco tutti i vantaggi dell’allargamento da Torre a Mare a Cozze e viceversa:

Questa soluzione logica, lineare, di buon senso, meno dispensiosa e sicuramente più utile della soluzione C), ha notevoli vantaggi:

1) Non consuma assolutamente suolo agricolo su territorio molese, e in tal senso va nella direzione auspicata dalla Codiretti locale, preservando produzioni di pregio di uva da tavola e altre coltivazioni intensive, essenziali per la nostra già asfittica economia cittadina.

2) Consente un agevole percorso a tre corsie fino a Cozze, mantendendo gli attuali punti di accesso alla statale 16 dalla tangenziale di Mola senza stravolgimenti, implementando peraltro una nuova uscita su Mola Sud, assolutamente necessaria.

3) Evita l’incongruo punto di accesso della variante sulla vicinale San Vito, che richiede costosi e impattanti lavori di adeguamento di quella stradina di campagna al fine di smaltire i volumi di traffico da e per la variante. Lavori peraltro non previsti dal progetto ANAS, a carico presumibile del Comune di Mola o comunque dell’investimento.

4) Evita inutili e complessi giri oziosi all’interno del circuito urbano cittadino, con appesantimento del traffico e inquinamento, per raggiungere il punto di accesso della variante o provenire da esso.

5) Mantiene la logicità d’uso dell’uscita/ingresso dallo svincolo di Mola Nord, il più utilizzato dalla popolazione molese e che tale rimarrebbe anche con la costruzione della variante, per la più diretta accessibilità alla statale da tutta la zona centrale e nord-ovest di Mola, nonostante il suo previsto declassamento.

6) E’ agevolmente realizzabile perchè l’implementazione della terza corsia richiede soltanto 3,5 metri aggiuntivi su ognuna delle due carreggiate. E’ infatti sufficiente traslare verso l’esterno le due complanari per far posto alla terza corsia, in un senso e nell’altro. Peraltro, la verifica empirica delle distanze, realizzata su Google earth, dimostra che, in prima evidenza, l’implementazione della terza corsia nel tratto Torre a mare – Mola – Cozze, su entrambe le carreggiate è assolutamente possibile per la presenza di distanze compatibili tra l’allargamento e il fronte insediativo esistente. Allo stesso tempo, non genera forti disservizi nel corso dell’allargamento perchè i lavori si svolgerebbero prevalentemente sulle complanari che, traslate lateralmente, ospiterebbero l’implementazione della terza corsia.

7) Non genera assolutamente relitti fondiari, che emergerebbero invece in grande numero e impatto con la realizzazione della variante, aggravando la perdita di terreno agricolo e generando ulteriori abbandoni dell’attività agricola, con evidenti danni non solo all’economia di quel comparto, ma anche provocando ulteriore degrado per la presenza di terreni incolti ricettacolo di rifiuti, scarti, abbandoni selvaggi.

8) Consente comunque la realizzazione di percorsi ciclo-pedonali da Mola a Torre a Mare e l’accesso al futuro sistema di spiagge urbane, nonchè all’auspicata attivazione dell’area archeologica di Padovano, mediante l’utilizzo delle complanari esistenti, semplicemente da adeguare alla molteplicità d’uso e, auspicabilmente, con la riemersione e utilizzo di tratti dell’antica Via Traiana, poi Francigena.

9) Evita la declassificazione della statale nel tratto Mola – Torre a mare che comporterebbe elevati costi di manutenzione e gestione a carico del Comune di Mola, difficilmente sostenibili.

10) Evita un’inutile duplicazione di risorse per il tratto Torre a Mare – Mola e viceversa. Infatti, per l’assenza di congestione e per la necessità comunque di favorire il trasporto pendolare su ferrovia, oltre che per la prevedibile riduzione nel tempo del pendolarismo con la diffusione del telelavoro, non si giustifica affatto la ridondante compresenza di 4 corsie + 2 complanari attuali oltre alle 6 corsie + 2 complanari da implementare con la variante. Sarebbe davvero un inutile, ingiustificato e abnorme consumo (“cattivo”) di suolo, anche perchè Mola non è Los Angeles… e nemmeno Torre a mare lo è.

Mola, 10-11-2019

Dott. Andrea Giorgio Laterza – Direttore editoriale di “Mola Libera”

In arancione la proposta di “Mola Libera”, quale soluzione D) che prevede il semi anello di chiusura della variante a nord/sud di Torre a mare (in base alla direzione di marcia) e la realizzazione di una terza corsia (per ognuna delle direzioni di marcia) sull’attuale tracciato stradale tra Torre a Mare e Mola, con prolungamento fino a Cozze. L’indicazione del tracciato è esemplificativa: andrà calibrata dagli organismi tecnici.

 

 

 

 

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