AMIANTO: GRAVE PERICOLO PER LA SALUTE DEI MOLESI. NON VIENE RACCOLTO DAL COMUNE

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Il servizio di raccolta e smaltimento dei materiali contenenti amianto non viene espletato ormai da molti mesi. Si aggrava il rischio per agricoltori e residenti nell’agro di Mola. Ma ognuno di noi è in pericolo: le fibre di amianto viaggiano con il vento e, una volta inalate, possono provocare il letale mesotelioma pleurico.

In un nostro precedente articolo del 23 settembre scorso (“Campagna molese fuori controllo: mini-discariche ovunque. Ecco le ultime foto”) avevamo dato l’informazione al condizionale, in attesa di certezze.

https://www.molalibera.it/2019/09/23/campagna-molese-fuori-controllo-mini-discariche-ovunque-ecco-le-ultime-foto/

Ora vi è la conferma appresa in sede comunale: il materiale contenente amianto, abbandonato nel territorio molese, non viene raccolto ormai da molti mesi.

Almeno da un periodo che precede un altro articolo di “Mola Libera” del 19 aprile scorso: “Amianto abbandonato a pochi passi dalla stazione ferroviaria: grave pericolo per la salute pubblica”.

https://www.molalibera.it/2019/04/19/amianto-abbandonato-a-pochi-passi-dalla-stazione-ferroviaria-grave-pericolo-per-la-salute-pubblica/

In quell’occasione infatti apprendemmo da fonti comunali che il servizio di raccolta e smaltimento dell’amianto era stato interrotto a causa del contratto scaduto con la ditta appaltatrice. Si era quindi in attesa che il servizio venisse riaffidato con una nuova gara pubblica.

Sono trascorsi almeno cinque mesi e oltre da allora, ma del nuovo appalto non vi è traccia. Ricordiamo che il servizio di raccolta e smaltimento dell’amianto deve essere necessariamente svolto da ditte specializzate in possesso di idonea autorizzazione ambientale a trattare questo tipo di rifiuti pericolosi.

Intanto, le lastre in cemento-amianto (“eternit”) e altri manufatti in quel materiale (serbatoi, comignoli, cisterne, ecc.) continuano ad essere abbandonati in maniera selvaggia ovunque sul nostro territorio: nelle campagne ma anche, in periodo invernale, lungo le coste.

Il pericolo cresce ad ogni manufatto in amianto che viene lasciato nelle strade vicinali e perfino nel centro urbano, come accaduto con le lastre che furono abbandonate nei pressi del Palasport, a due passi dall’ingresso di Via San Sabino della stazione ferroviaria, e in altre strade periferiche.

Ricordiamo ancora una volta che le fibre d’amianto, che si disperdono in atmosfera da materiale deteriorato, una volta inalate possono provocare il gravissimo mesotelioma pleurico, una forma di tumore dei polmoni molto aggressiva e mortale.

La situazione è fuori controllo: il Sindaco Giuseppe Colonna, l’Assessore all’Ambiente Lucia Parchitelli e il Capo settore Ambiente dott. Vito Tanzi sono corresponsabili della perdurante assenza del servizio specializzato.

A ciò si aggiungano gli abbandoni incontrastati dei rifiuti indifferenziati nelle campagne (si ricorda che anche il servizio di controllo del territorio tramite foto-video trappole è inattivo) e i roghi tossici di materiale plastico, anch’essi incontrastati.

A tal proposito, si sottolinea ancora una volta l’assenza di un’ordinanza specifica del Sindaco e la mancanza di un raccordo istituzionale ufficiale con altri Sindaci dell’Area metropolitana che, nel frattempo, si stanno coordinando per contrastare efficacemente il fenomeno dei roghi tossici (così il Comune di Adelfia con altri 6: Rutigliano, Cellamare, Capurso, Casamassima, Noicattaro e Triggiano).

Ricordiamo ancora una volta che, per la legge vigente, il Sindaco è ufficiale di governo per la tutela della salute della popolazione residente nel territorio amministrato.

Un quadro davvero sconfortante: “Mola Libera” si sta attivando, tramite opportune segnalazioni, per individuare i luoghi, nell’agro molese, in cui vengono dati alle fiamme teloni di copertura dei vigneti, contenitori di fitofarmaci, tubicini di irrigazione, ecc..

Un dossier sarà inviato alla Procura della Repubblica per opportuna conoscenza.

E’ opportuno ricordare che la lotta all’inquinamento globale comincia dai piccoli tasselli messi insieme negli ambiti locali.

Diventa davvero inutile, oltrechè sterile e demagogico, plaudire alla lotta dei giovani studenti italiani e di ogni nazione contro il cambiamento climatico, se non si comincia a realizzare un circuito virtuoso sul proprio territorio.

Amianto nella campagna molese (foto Giuseppe Castellana)

 

 

 

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