LIQUAMI IN MARE A COZZE: NEL 2013 L’INASCOLTATO ALLARME SULLA FOGNA. ECCOLO.

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Nell’ottobre 2013 fu pubblicato sulla stampa locale un articolo che sollevava gravi dubbi sulle modalità di realizzazione dell’impianto fognario nella frazione balneare e sui rischi di inquinamento che si correvano. Dopo lo sversamento di ieri, 7 agosto, che ripete quello della scorsa estate, quei dubbi sono diventati certezza, nonostante la versione dell’Acquedotto Pugliese, riportata dal Sindaco Colonna.

Scrivere serve. Sempre. Spesso a futura memoria.

E’ quello che feci nell’ottobre del 2013, ormai quasi sei anni fa.

Fu Domenico Lestingi (ora posso rivelare la mia fonte, dietro sua esplicita autorizzazione) a chiamarmi e a condurmi a Cozze, sul lungomare.

Mi spiegò di aver partecipato, tra la fine del 1999 e l’inizio del 2000, alla posa in opera dell’impianto fognario della frazione balneare.

E mi portò sui luoghi del tracciato impiantistico, spiegandomi tutto quello che di sbagliato, a suo parere, era stato fatto.

Inutile ripetersi: trovate tutto nell’articolo che pubblicai sul numero di ottobre 2013 di “Città Nostra”, quando ero redattore di quel giornale, che avevo contribuito a fondare nel maggio 2002.

Quello che è importante sottolineare è il perchè Lestingi si sentì in dovere di raccontarmi quella storia e di offrirmi molti elementi che facevano presagire una scarsa affidabilità di quell’impianto.

A realizzare i lavori fu chiamata una ditta salentina che, tuttavia, passò il lavoro – senza (a quanto Lestingi mi ha confermato nei giorni scorsi) neppure subappaltarlo formalmente –  ad una notissima ditta di  raccolta e smaltimento rifiuti che, in realtà, non aveva alcuna esperienza di lavori in quel campo impiantistico.

Lestingi lavorò alla posa in opera dell’impianto fognario di Cozze perchè comandato dai suoi superiori: non era ancora arrivato il suo gesto eclatante che scoperchiò il vaso di Pandora delle discariche abusive in agro molese e della discussa gestione della discarica Martucci, finita poi sotto procedimento giudiziario.

Quello che però vide Lestingi, anche se non esperto in quel tipo di lavori, cozzava contro il senso comune: collettori mal posati e senza l’adeguato letto di sostegno, oltre che collocati nel loro tracciato, insieme ai tombini di ispezione, al di sotto del livello del mare.

Per Lestingi fu facile dedurre che i lavori vennero mal eseguiti e che chi, comunque, doveva controllare e dirigere i lavori non svolse il suo ruolo secondo le buone pratiche tecniche.

Nell’ottobre 2013, dopo che Lestingi aveva dato avvio all’indagine giudiziaria sulla discarica Martucci, l’ex dipendente della Lombardi Ecologia volle mettermi a conoscenza anche di questa singolare vicenda che, più passa il tempo, e maggiormente rivela probabili gravi carenze costruttive, da accertare attraverso una consulenza che sia indipendente dal Comune di Mola e dall’Acquedotto Pugliese, gestore dell’impianto.

Nell’articolo dell’ottobre 2013, chiesi al Sindaco del periodo nel quale fu realizzato l’impianto, e al Sindaco pro-tempore, di mettere a conoscenza dell’opinione pubblica i fatti e le vicende che portarono a quell’appalto e le modalità di realizzazione, di collaudo e di successiva presa in carico da parte dell’Acquedotto Pugliese.

Non ci fu nessuna risposta.

Ma il tempo presenta sempre il conto. Già dallo scorso anno, infatti, siamo costretti a raccogliere i risultati di quei probabili errori costruttivi: non è infatti casuale che ci siano stati sversamenti fognari in mare, nè regge la mezza verità dell’Acquedotto Pugliese che il Sindaco Colonna ha raccontato oggi sulla sua pagina facebook.

Infatti, l‘Acquedotto parla di scarichi illeciti che hanno comportato un aumento del carico e, quindi, un trabocco in mare.

In realtà, anche un bambino sa capire che se un collettore fognario, con i suoi tombini, corre sotto il livello del mare, qualsiasi perdita o qualsivoglia “troppo pieno” da immissioni lecite (basta che aumenti il carico insediativo dei villeggianti) o illecite, se non convogliati con adeguate protezioni (vasche di contenimento, ecc.), finiranno per riversarsi automaticamente in acqua.

Ed è quello che è successo la scorsa estate (e forse anche prima con piccole perdite non visibili ad occhio nudo). Ed è quanto accaduto ieri, 7 agosto 2019. Nello stesso medesimo punto: cioè in corrispondenza del tombino (situato, nella sua parte interna, sotto il livello del mare) fotografato nell’articolo del 2013, posizionato a poca distanza dalla pescheria.

Ed è quanto accadrà ancora se il Comune di Mola e l’Acquedotto Pugliese non provvederanno a rimettere mano all’impianto per risolverne tecnicamente le carenze.

Peraltro, i cittadini e i turisti hanno diritto al mare pulito e perfettamente balneabile: i dati ARPA sulla balneabilità non hanno alcun valore se il litorale di Mola viene sottoposto a sversamenti ripetuti nel tempo.

Non è solo Cozze ad essere interessata: come è ben noto ai molesi, sversamenti periodici si verificano sul fronte mare cittadino da anni, nonostante i lavori di rifacimento dei tronchi fognari si proponessero proprio di eliminare un inquinamento di antica data.

C’è materia perchè ne discuta al più presto il Consiglio comunale, con la speranza che il Sindaco e la Giunta e, in particolare l’Assessore ai Lavori Pubblici, portino “carte” del periodo interessato dai lavori (progetto esecutivo, gara d’appalto, aggiudicazione, affidamento direzione lavori, ditta esecutrice, commissioni e certificati di collaudo, ecc.).

E con l’auspicio che i consiglieri comunali, in specie quelli dell’opposizione (tutti, nessuno escluso, senza pantomine e senza acquiescenze) compiano il loro dovere fino in fondo di controllo e di verifica.

Intanto, il Sindaco Colonna farebbe bene a segnalare tutto alla Procura della Repubblica, affinchè la Magistratura valuti se aprire un’indagine giudiziaria per appurare le eventuali responsabilità, azioni e omissioni.

Ecco l’articolo del 2013:

Ed ecco il post pubblicato dal Sindaco Giuseppe Colonna in data odierna, 8 agosto 2019, sulla sua pagina facebook:

“Questa mattina mi sono confrontato con la Dr.ssa Francesca Portincasa, Direttrice dell’Ufficio Reti e Impianti dell’Acquedotto Pugliese per condividere alcuni aggiornamenti sullo sversamento di reflui fognari avvenuto ieri mattina a Cozze.

A seguito di approfondimenti tecnici da parte di AQP – gestore della rete e degli impianti – è stato accertato che il problema non è stato causato da un malfunzionamento della condotta fognaria bensì da uno sversamento illecito di liquami nella condotta che ha conseguentemente appesantito oltre modo il carico fognario.

ARPA PUGLIA, prontamente allertata, sta predisponendo le operazioni di prelievo e analisi batteriologiche sul tratto al momento interdetto alla balneazione ed i risultati saranno comunicati entro 48 ore.

L’impegno da parte di tutti è finalizzato a rimuovere nel minor tempo possibile il divieto di balneazione e consentire a tutti di rituffarsi tranquillamente nel nostro mare la cui qualità delle acque, così come risulta dalle analisi dell’ARPA pubblicate al seguente indirizzo http://www.arpa.puglia.it/web/guest/balneazione, sono eccellenti.”

Un copioso sversamento di liquami fognari si è avuto ieri mattina, mercoledì 7 agosto 2019, nel mare di Cozze. a poca distanza dalla pescheria, in un punto già interessato in passato da scarichi dal sistema fognario, a causa di un grave difetto costruttivo: il tronco fognario e i tombini sono stati collocati in quel tratto al di sotto del livello del mare.

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