STATALE 16: MAGGIORANZA E CENTRODESTRA PER IL NUOVO TRACCIATO

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Si è riunita lunedì 6 maggio, la 3^ Commissione consiliare per esaminare le soluzioni prospettate dall’ANAS. Maggioranza e centro-destra d’accordo per la variante. Assenti Di Rutigliano e il M5S.

Con quasi un’ora di ritardo sull’orario stabilito si è riunita la 3^ Commissione consiliare che si occupa di urbanistica e lavori pubblici.

Presenti i componenti della commissione: Leonardo Losito (presidente), Giovanni Gallo, Giacomo Clemente e Delre Sebastiano; assente Michele Daniele.

Era altresì presente Stefano Diperna in qualità di capogruppo consiliare, avente diritto d’intervento ma non di voto; assenti gli altri capi-gruppo: Francesco Battista, Mariagrazia Delcane, Giangrazio Di Rutigliano, Michele Palazzo.

Alla riunione hanno partecipato il Sindaco Giuseppe Colonna  e l’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen.

Tra i consiglieri comunali uditori vi erano: Maria Antonietta Colonna, Mario Lepore, Marco Ungaro. Presenti anche alcuni tecnici locali: arch. Alessandro Bellantuono (Presidente GAMM – Giovani Architetti Molesi Metropolitani), geom. Sabino Dattolo e arch. Maria Elena Recchiuto.

Piatto forte della serata è stato l’esame del progetto di variante della statale 16.

Le soluzioni proposte dall’ANAS per il nuovo tracciato della statale 16 tra Bari e Mola

Il Sindaco Colonna ha richiamato brevemente lo stato dell’arte, con il riepilogo degli incontri tenuti tra i Sindaci dei Comuni interessati (Triggiano, Noicattaro e Mola), la Regione e l’ANAS.

Il Sindaco Giuseppe Colonna

Colonna ha evidenziato come il Comune di Noicattaro, fin dallo scorso luglio si sia opposto al tracciato di variante proposto dall’ANAS che, partendo dalla tangenziale di Bari, penetra nei territori di Triggiano, Noicattaro e Mola per congiungersi alla statale 16 quasi all’altezza dell’attuale svincolo sulla Mola-Rutigliano in territorio molese (creandone uno aggiuntivo).

Noicattaro ha così presentato all’ANAS una diversa soluzione, basata sull’allargamento del tracciato esistente.

L’ANAS l’ha quindi contemplata tra le tre soluzioni nuovamente proposte ai Comuni, affiancandola a due tracciati sostanzialmente coincidenti con la soluzione inizialmente prescelta.

Le soluzioni di variante partono: una dall’altezza dello svincolo di Mungivacca, l’altra dall’altezza dello svincolo di Via Caldarola.

La terza, come si è detto, caldeggiata da Noicattaro, prevede invece l‘allargamento del tracciato esistente, con uno sviluppo della terza corsia sul lato interno dell’attuale statale, tenuto conto dell’indubbia impossibilità di allargare il tracciato sul lato esterno (verso il mare), in specie nel tratto San Giorgio-Torre a mare.

La Regione ha chiesto ai comuni interessati di esprimersi sulle soluzioni proposte dall’ANAS, precisando che, in caso di mancato accordo, l’esame passerà dal livello regionale a quello ministeriale.

L’Amministrazione comunale – ha detto il Sindaco – “non ha una posizione pregiudiziale, ma aperta alla cittadinanza. E’ necessario che la commissione consiliare si esprima per portare le risultanze al tavolo regionale”.

Il consigliere Sebastiano Delre, in primo piano

Il consigliere Sebastiano Delre ha rotto subito gli indugi, chiarendo che la sua posizione è contraria all’allargamento (innanzitutto, per le complicazioni con gli espropri particellari) e assolutamente favorevole alla variante.

 

 

Leonardo Losito, presidente della 3^ Commisione consiliare

 

Anche il Presidente della commissione, Leonardo Losito, si è espresso in tal senso: “è vero – egli ha detto – che ci sarà un maggiore consumo di suolo, ma l’allargamento è molto più problematico”.

 

 

Stessa visione del collega di centro-destra Delre, è stata espressa da Stefano Diperna:

Stefano Diperna (in piedi)

“Con la variante avremo due possibilità di raggiungere Bari”. Diperna, nel caldeggiare la variante, ha chiesto al Sindaco e all’Assessore Berlen di adoperarsi per la realizzazione di svincoli aggiuntivi sulla nostra tangenziale (“più ne abbiamo e meglio è”): per congiungersi alla strada di Caracappa e alla via vecchia per Conversano, ad esempio (“più accessi significa avere meno barriere”).

 

L’arch. Alessandro Bellantuono

L’arch. Alessandro Bellantuono, invitato ad esprimersi da Diperna e Delre, ha suggerito un’analisi approfondita per valutare con attenzione i pro e i contro delle due soluzioni sostanzialmente in campo, la variante e l’allargamento, chiedendo quali vantaggi concreti ne avrebbe Mola, tenendo conto del consumo di suolo che si determinerebbe con una nuova strada a 6 corsie, più due complanari, e del suo impatto sulle produzioni agricole della zona.

Peraltro – ha detto Bellantuono – va tenuto conto che, con la variante, verrebbe a configurarsi una fascia di territorio residuale tra l’attuale tracciato e il nuovo, che diventerebbe poco utilizzabile a fini agricoli.

Sebastiano Delre, di rimando, ha sottolineato che quella fascia costituirebbe “una risorsa per insediarvi centri commerciali e altre nuove attività”. E Diperna ha sottolineato nuovamente la comodità di avere a disposizione ben due tracciati da e verso Bari, quindi con una doppia opzione per il traffico.

Il Sindaco, nel riprendere la parola e nel ricordare che si tratta di un intervento rendicontabile entro il 2023 per un valore di 250milioni di euro, ha chiarito che, negli intendimenti della Regione, l’intervento ha una valenza di scala più ampia, al fine di facilitare la mobilità sia dei pendolari che dei turisti verso sud. 

Colonna, nello sposare in sostanza la variante (“pur se va tenuto conto del consumo di suolo”, ha precisato), ha auspicato un innesto del nuovo tracciato non già all’altezza della Mola-Rutigliano, bensì di Cozze. Peraltro, per Colonna, l’allargamento implicherebbe lavori che avrebbero forti ripercussioni sulla circolazione per anni.

L’Assessore Nico Berlen

L’Assessore Berlen, nel suo intervento ha decisamente scartato l’allargamento dell’attuale statale (l’ha definito “una provocazione” e una “grande castroneria”). L’ideale, per Berlen, sarebbe poter disporre di un tracciato che corra più in alto nel territorio metropolitano, al fine di abbracciare un bacino più ampio. Ma tant’è: bisogna stare alla soluzione dell’ANAS e quindi ricavare per Mola i maggiori benefici, come ad esempio l’innesto della variante all’altezza di Cozze.

Peraltro, ha evidenziato Berlen, con la realizzazione della variante si pone il problema di cosa fare dell’attuale tracciato della statale 16: sarebbe ridondante, egli ha detto, e quindi a fronte di un consumo di suolo sarebbe auspicabile una “restituzione di suolo”, adoperando il percorso attuale per tratti ciclo-pedonali: “si potrebbe andare a Bari anche in bicicletta”, ha chiosato l’Assessore.

Della questione si tornerà a parlare in Commissione nella prossima seduta prevista venerdì 10 maggio. L’esito appare scontato alla luce degli interventi di questa sera: si va verso un deliberato della Commissione consiliare assolutamente favorevole alla variante.

CONSIDERAZIONI

Fin qui la cronaca della seduta di commissione.

E’ tuttavia opportuno precisare che sia i consiglieri che gli amministratori non hanno considerato un fatto del tutto evidente: la variante è senz’altro una necessità per superare l’imbuto e la pericolosità degli accessi laterali diretti nel tratto San Giorgio – Torre a Mare, ma non esiste alcuna emergenza traffico tra Torre a Mare e Mola che giustifichi un così elevato consumo di suolo dell’opera sul territorio molese, con ben 8 nuove e aggiuntive corsie (6 di marcia più due complanari), che si affiancherebbero alle 6 esistenti (4 di marcia più due complanari). Un totale di 14 corsie nel tratto Mola-Torre a Mare, di appena 8 chilometri, che avrebbe pochi eguali in qualsiasi contesto extra-urbano nazionale.

Un impatto che andrebbe a cancellare di colpo una quantità notevole di ettari oggi dedicati a produzioni agricole di pregio nelle contrade molesi attraversate dalla variante e che, peraltro, genererebbe una fascia di territorio residuale, posto tra l’attuale tracciato e il nuovo, sicuramente destinato a coltivazioni del tutto marginali e improduttive, con un intuibile e progressivo abbandono.

A meno di ipotesi allarmanti, già in parte ascoltate questa sera, e che vedrebbero uno sfruttamento di tale fascia a fini speculativi: si sa bene che i vuoti tra due grosse arterie stradali si riempiono sovente con lunghe e larghe strisce di cemento, ancor prima che con attività produttive. E con ciò potremmo dire addio all’agricoltura nel territorio molese.

D’altra parte, l’ipotesi di “restituzione di suolo” preconizzata da Berlen, appare non solo per gran parte irrealistica (a carico di chi sarebbero i costi per lo smantellamento dell’attuale tracciato e di una sua riconversione in percorsi ciclo-pedonali?), ma soprattutto non praticabile in termini di analisi costi-benefici.

Infatti, mettere sullo stesso piano la distruzione di centinaia di ettari di produzione agricola con il recupero parziale di un nastro d’asfalto esistente, per fini di un ipotetico e suggestivo trasporto alternativo, appare poco comprensibile.

 

 

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