“BUSTA SELVAGGIA”. SITUAZIONE DISASTROSA NELLA CAMPAGNA MOLESE

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E’ sempre più preoccupante lo sversamento abusivo nell’agro molese. Un paese a vocazione turistica non può permettere questo scempio. Ecco tutte le foto.

Da cronista dei fatti locali mi sono occupato più e più volte del triste fenomeno di “busta selvaggia”, sia in ambito urbano che lungo le coste e nelle campagne molesi.

Nonostante la raccolta differenziata venga praticata a Mola ormai da oltre un decennio (con una percentuale stabile intorno al 65%), le cattive abitudini sono dure a morire.

Nelle settimane e nei giorni scorsi, “Mola Libera” ha mostrato lo stato di degrado del litorale molese e, nello specifico, di due zone: quella dell’ex macello comunale, in località “Ponticello”, sulla Mola-Cozze, e quella di Cala Padovano (Paduano), sulla complanare per Bari, che, peraltro, vede la presentazione di un progetto di lido privato su una superficie di oltre 800 mq.

Ieri, il Sindaco Colonna ha mostrato i buoni risultati dell’operazione di rimozione della posidonia dall'”Acqua di Cristo”: azione senz’altro meritevole che, tuttavia, non è sufficiente.

Gran parte della costa molese – a cominciare dall’ambito urbano con la grave situazione di degrado che parte da Portecchia, passando per l’ex ristorante “Gabbiano”, Porto Colombo, fino alle ville a mare confiscate – è impresentabile non solo ai turisti ma agli stessi molesi.

Abbiamo sottolineato più volte l’indispensabilità della redazione e approvazione del “Piano comunale delle coste”: condizione necessaria per un governo efficace dell’habitat marino e delle sue immediate retrovie.

Ma, ovviamente, in attesa di un provvedimento così importante (e per il quale, purtroppo, non esiste nemmeno una bozza di discussione e di confronto con la cittadinanza), il Comune ha il dovere di tenere pulito l’intero litorale, non con azioni una tantum ma con un’efficiente azione di manutenzione costante,  rendendo peraltro liberi e fruibili tutti gli accessi al mare, e pulendo quella “terra di nessuno” rappresentata dalle immediate adiacenze della Mola-Cozze e della complanare per Bari.

Se il litorale piange, di certo l’agro molese non ride.

Le campagne sono sottoposte ad un assalto continuo e sempre più pervicace degli “sporcaccioni”.

Gente che potrebbe conferire facilmente e a costo zero i rifiuti ingombranti, i residui di piccoli lavori edili domestici, gli sfalci di potatura, gli abiti smessi e le vecchie suppellettili, presso ben due Centri di raccolta comunali (uno situato sulla via vecchia per Conversano e l’altro nella zona industriale), non si capisce attraverso quali distorti meccanismi mentali preferisce disfarsi di ogni tipo di rifiuto abbandonandolo ovunque nelle campagne.

O forse sì: molti (o forse gran parte) di questi “signori” sono probabilmente ignoti al sistema di raccolta differenziata: probabilmente non sono mai stati censiti e, quindi, non pagano la TARI. Temono così di essere identificati se si rivolgono ad un Centro comunale di raccolta: ecco perchè sversano di tutto e di più ovunque gli capiti, al di fuori di qualsiasi sistema di controllo. E’ compito del Comune stanare questi evasori e stangarli duramente, non solo per la salvaguardia dell’ambiente ma per dare un premio (sia pure morale) ai cittadini virtuosi.

Ormai non ci sono zone franche: ogni sotto-ponte, ogni recesso di strada vicinale, ogni fondo semi-abbandonato, ogni svincolo e piazzola, viene trasformato dagli incivili in mini-discariche in cui si trova di tutto, anche rifiuti nocivi come residui di vernici, solventi, materiale elettronico per non parlare delle pericolosissime lastre d’amianto.

Un giro in bicicletta per le strade dell’agro molese si trasforma spesso in un percorso da incubo: ai mandorli in fiore e alla splendida distesa degli ulivi argentati fanno da contrappunto ignobili sversamenti che sono un dolore per gli occhi e per il cuore.

Il Sindaco Colonna ha preannunciato, accanto alle tre telecamere di videosorveglianza esistenti, ben otto fototrappole per inchiodare e punire gli inquinatori. Ben vengano e speriamo presto.

Il problema però è fin troppo diffuso ed esteso per essere arginato con i soli mezzi telematici che, ovviamente, non possono controllare l’intera campagna molese.

In ogni caso, “Mola Libera” ripete al Sindaco, all’Assessore all’Ambiente e al Comandante della Polizia Municipale l’invito a mettere a disposizione del nostro giornale i filmati e le foto che riprendono i trasgressori per la massima diffusione tra la cittadinanza, rendendo note le sanzioni pecuniarie comminate.

E’ quindi auspicabile anche l’utilizzo di guardie ambientali per un monitoraggio costante del territorio, magari in convenzione con le Guardie campestri che conoscono molto bene l’agro molese e lo pattugliano in continuazione.

Intanto, ecco una carrellata delle ultime foto dello scempio che quotidianamente, da troppi anni, viene compiuto a danno della nostra terra e compromettendone le potenzialità di sviluppo agri-turistico.

Sono foto scattate nelle zone di San Marco e di San Materno (anche in una stradina che sale dalla provinciale per Noicattaro fin quasi alla fontana dell’AQP, tristemente famosa per essere uno dei bersagli preferiti dagli incivili), quest’ultima area a forte vocazione turistica, ma la situazione è purtroppo diffusa in tutto l’agro molese.

(tutte le foto sono di Giuseppe Castellana- cliccare sulle foto per ingradire la galleria):

 

 

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