24 ALLOGGI DI VIA DE NICOLA: ANCHE IL TRIBUNALE DI BARI RIGETTA IL RICORSO DEI RESIDENTI

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L’ordinanza di sgombero del comune di Mola è stata considerata pienamente valida.

In caso di inerzia del comune, interverrà il prefetto.
Tutti i documenti in esclusiva.

La telenovela infinita dei 24 alloggi di Via De Nicola sembra avviarsi alla conclusione, a meno di nuovi colpi di scena.

GLI ULTIMI SVILUPPI GIUDIZIARI SFAVOREVOLI AGLI OCCUPANTI

Dopo le numerose ordinanze e sentenze della Magistratura amministrativa ora è arrivato anche il Tribunale civile di Bari a pronunciarsi.

Con l’ordinanza del 01-02-2019, depositata in cancelleria il 07-02-19, il Tribunale di Bari, seconda sezione civile, presidente dott. Ruffino, ha rigettato il reclamo (in sostanza, l’appello) dei ricorrenti residenti nelle due palazzine di Via De Nicola angolo Viale Europa Unita, dopo che già in primo grado lo stesso Tribunale (giudice unico dott.ssa Sofia Anfossi) aveva respinto il ricorso degli stessi in data 18-10-2018.

Tale ricorso fu formulato a norma dell’art. 700 cod. proc. civile per chiedere d’urgenza “la sospensione e/o inefficacia e/o illegittimità e/o nullità” dell’ordinanza n. 4 del 29-05-2018 del Dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Mola di Bari, avente ad oggetto: “Esecuzione Sentenza T.A.R. – Puglia Sez. III n. 518 del 14.03.2018”.

In poche parole, con tale ordinanza, il Capo settore ing. Vito Berardi, intimò lo sgombero ai residenti nei 24 alloggi di Via De Nicola angolo Viale Europa Unita, in ottemperanza alla sentenza del TAR del marzo 2018.

Secondo la graduatoria finale di merito, soltanto uno degli attuali residenti ha titolo per continuare ad abitare negli appartamenti oggetto di una lunga controversia legale.

Tutti gli altri (ben 23 famiglie) avrebbero dovuto lasciare le abitazioni entro 60 giorni dalla notifica dell’ordinanza.

I FATTI E LE NUMEROSE PRONUNCE DELLA MAGISTRATURA

Riepiloghiamo ancora una volta l’intricata vicenda.

Tutto risale ai tempi della Giunta Berlen (2005-2010), quando il programma edilizio sperimentale denominato “20.000 abitazioni in affitto”, trovò attuazione anche a Mola, a seguito della stipula di una convenzione tra il nostro Comune e la ditta SO.GRA.CO. s.r.l. di Gravina, in virtù della quale la SO.GRA.CO. si impegnò alla realizzazione di n. 24 alloggi da concedere in locazione, a canone convenzionato, nel quartiere Cozzetto, all’angolo tra Via De Nicola e Viale Europa Unita.

Per legge, gli alloggi dovevano essere locati a categorie sociali deboli e nuclei familiari soggetti a provvedimenti esecutivi di sfratto secondo una graduatoria che il Comune aveva l’onere di approntare.

Tuttavia, non è un mistero che a prendere possesso dei 24 alloggi furono famiglie (tranne una) che le diverse sentenze della Magistratura qualificarono senza titolo ad occupare gli alloggi.

Una cittadina, la sig.ra Claudia De Biasi, sentendosi lesa nei suoi diritti presentò ricorso in sede giudiziaria e, dopo un lungo iter, si arrivò alla sentenza del TAR che, alla fine, le ha dato ragione nel 2013.

A seguito di tale pronuncia giudiziaria, per la formulazione ufficiale e definitiva della graduatoria degli aventi diritto ai 24 alloggi, fu nominata commissaria ad acta, presso il nostro Comune, la dott.ssa Raffaella Vacca.

Dopo ulteriori passaggi burocratici, tra Comune e Regione, con la determina n. 370 R.G. del 18 aprile 2017, il Capo settore Urbanistica, ing. Vito Berardi, pubblicò la graduatoria definitiva degli aventi diritto, depurata cioè da coloro che non avevano più interesse alla stipula di un contratto di locazione.

Il Comune, sebbene diffidato dal legale della sig.ra De Biasi a rendere disponibile l’alloggio per la sua assistita, successivamente all’aprile 2017 chiese alla Regione, Sezione politiche abitative, di chiarire in capo a chi fosse l’obbligo di procedere alla liberazione degli alloggi per la destinazione agli aventi reale titolo. La Regione rispose che l’obbligo era in capo al Comune.

Non ottenendo soddisfazione nella richiesta, la sig.ra De Biasi, tramite il suo legale avv. Nicolò De Marco, presentò ricorso al TAR e, in quella sede, il Comune di Mola si oppose chiedendo il rigetto del ricorso, eccependo l’inesistenza di un obbligo facente capo al Comune di intimare la liberazione degli alloggi.

Il TAR Puglia si pronunciò il 14 marzo 2018 con sentenza 518/18.

Con tale pronuncia, la magistratura amministrativa diede ancora una volta ragione alla sig.ra Claudia De Biasi, prescrivendo al Comune di Mola di effettuare ogni atto per consentirle la stipula del contratto di locazione al quale la ricorrente ha diritto, assegnando e liberando l’alloggio “ove ancora abusivamente occupato”.

Allo stesso tempo, il TAR nominò “per il caso di perdurante inerzia quale Commissario ad acta il Prefetto di Bari, con facoltà di delega ad un funzionario dell’Ufficio, che provvederà entro 60 giorni dalla scadenza del termine assegnato al Comune.”

Pertanto, dopo la sentenza del TAR (che non fu appellata dal Commissario prefettizio) il Comune di Mola prese atto dell’ultimo provvedimento della giustizia amministrativa passato in giudicato e intimò lo sgombero delle abitazioni, non solo a favore della sig.ra De Biasi ma di tutti gli aventi diritto che, come abbiamo detto, hanno titolo ad ottenere in assegnazione a fitto agevolato 23 dei 24 alloggi, dovendosi salvaguardare la posizione di un solo occupante che rientra nella graduatoria definitiva di merito stabilita dal Comune il 18 aprile 2017.

Ma perchè si arrivò a questa situazione?

Se tutto fosse andato come la legge stabilisce, il soggetto attuatore, cioè la società SOGRACO di Gravina, avrebbe dovuto affittare i 24 alloggi, a canone agevolato, alle persone presenti nella graduatoria degli aventi diritto elaborata a suo tempo dal Comune sulla base dell’avviso pubblico che vide la presentazione di ben 496 domande e che diede vita da parte del Comune alla formazione di tre elenchi (di cui il primo per i soggetti con diritto di priorità) trasmessi alla Società Sograco.

In realtà, la SOGRACO, utilizzando una facoltà concessa dalla Regione Puglia, vendette successivamente in blocco i 24 alloggi a due cooperative edilizie: l’Aurora e l’Isola Azzurra.

Queste due cooperative, in ogni caso, erano tenute a stipulare i contratti di locazione con le persone aventi titolo individuate dal Comune.

Nella realtà, come ben si sa, questo non è avvenuto: i contratti di locazione furono stipulati con persone non aventi i requisiti stabiliti dalla legge.

COSA ACCADRA’ DOPO IL RIGETTO DEL RICORSO DEGLI OCCUPANTI

Ora, dopo la pronuncia del Tribunale di Bari con sentenza definitiva (infatti, le pronunce di rigetto dei reclami ex art. 700 cpc non sono appellabili per Cassazione), l’ordinanza di sgombero del Comune di Mola n. 4 del 29-05-2018 riprende pieno vigore.

In sostanza, gli organi comunali dovranno dare esecuzione a tale ordinanza una volta accertato il decorso dei 60 giorni intimati nel provvedimento.

In caso di inerzia del Comune, come prescrive molto chiaramente la sentenza del TAR n. 518/18 del 14 marzo 2018, il Prefetto di Bari, con facoltà di delega ad un funzionario dell’Ufficio, si sostituirà al Comune per l’esecuzione dello sgombero.

Pubblichiamo di seguito i più importanti atti decisivi di questa lunga vertenza giudiziaria:

1) Sentenza del TAR n. 518/18 del 14 marzo 2018

2) Ordinanza del Comune di Mola di Bari n. 4 del 29-05-2018

3) Ordinanza del Tribunale Civile di Bari, seconda sezione, Giudice Unico, del 18-10-2018

4) Ordinanza del Tribunale Civile di Bari, seconda sezione, Collegio, del 01-02-2018.

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