GRAVE ALLARME XYLELLA IN CONSIGLIO COMUNALE. SAREBBERO STATI GIÀ ATTACCATI 3 MILIONI DI ULIVI SUI 10 MILIONI ESISTENTI IN PUGLIA

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Dopo la strage di ulivi nel salento, la xylella e’ comparsa nell’agro di monopoli e viaggia al ritmo di 10 km al mese.

Ieri sera, giovedì 17 gennaio, oltre alla spinosa questione Martucci (i lettori possono leggere l’articolo pubblicato nel pomeriggio), il Consiglio comunale di Mola è stato chiamato ad affrontare un tema che da tempo assilla gli agricoltori salentini e che ora preoccupa vivamente anche quelli del sud-est barese.

Si tratta della “peste” degli ulivi, la “Xylella fastidiosa”, un batterio trasportato da insetti (i cosiddetti “vettori”), che vive e si riproduce all’interno dell’apparato conduttore della linfa grezza (i cosiddetti vasi xilematici, portatori di acqua e sali minerali), producendo gravi alterazioni della pianta ospite fino al suo disseccamento.

A relazionare ai consiglieri comunali è stato chiamato un esperto, l’agronomo Paolo Leoci.

Come ha detto Leoci, questa fitopatia è conosciuta da ben 130 anni, è diffusa a livello mondiale, e nel corso del tempo non è mai stata trovata una possibilità di curarla con certezza.

La Xylella fastidiosa in Puglia ha attaccato in maniera massiccia gli ulivi salentini, ma è in grado di radicarsi in ben 32 piante ospiti di specie diverse, tra cui anche colture tipiche delle nostre terre, e parte fondamentale della nostra economia e del nostro patrimonio gastronomico, come il ciliegio, il mandorlo ma anche il pomodoro e le cime di rapa.

Si capisce quindi benissimo l’elevatissima pericolosità di questa fitopatia che rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura pugliese, ma anche l’economia complessiva della regione, il paesaggio, il turismo, la gastronomia, se non efficacemente circoscritta e combattuta.

L’allarme è diventato massimo negli ultimi tempi, quando un albero di ulivo è stato attaccato dalla Xylella nelle campagne di Monopoli. E se si pensa che, come ha detto Leoci, l’infezione avanza al ritmo di 10 km. al mese, vi è il rischio molto concreto che la Xylella inizi a colpire gli ulivi e altre piante ospiti anche nell’agro molese.

Solo con una decisa azione di contenimento è possibile circoscrivere la Xylella e impedire che si estenda a macchia d’olio sull’intero territorio regionale.

Nei giorni scorsi una grande manifestazione, con la presenza massiccia di agricoltori, cittadini e dei Sindaci del sud est barese, si è svolta a Monopoli chiedendo misure concrete alla Regione Puglia e al Governo centrale.

In tale ottica, il Consiglio comunale di Mola è stato chiamato a deliberare un atto di indirizzo da inviare alla Regione, al Ministero delle politiche agricole e agli enti preposti, indicando anche le misure che il Comune di Mola intende adottare sul proprio territorio, mutuandole dalla strategia stabilita in sede comunitaria:
1) evitare che ci siano piante infette in prossimità delle sane; 2) evitare che il vettore (l’insetto portatore del batterio) si propaghi.

Per ottenere questi risultati, come ha detto Leoci, è necessario tenere puliti i terreni negli stadi giovanili degli insetti (da gennaio ad aprile), arare i terreni, tenere puliti i muri a secco, utilizzare sostanze fitosanitarie derivate dal piretro.

Il Comune di Mola pertanto si propone di ricorrere a prescrizioni ben precise da emanare sul proprio territorio, destinandole ad agricoltori e proprietari di terreni agricoli ma anche non strettamente produttivi, perseguendo una politica di controllo anche con la comminazione di sanzioni pecuniarie per coloro che non rispetteranno gli obiettivi di prevenzione dal contagio da Xylella.

Ne è seguita una discussione molto vivace che ha avuto come principali protagonisti, oltre all’esperto Paolo Leoci, da un lato il consigliere del M5S Michele Daniele e dall’altro la consigliera di maggioranza Maria Antonietta Colonna.

Daniele ha contestato il documento proposto per l’approvazione, giudicandolo propagandistico e ideologico e accusando la maggioranza di voler imporre misure che, a suo parere, non trovano perfetta rispondenza nella comunità scientifica.

Infatti, secondo l’esponente del Movimento 5 stelle, gli studiosi non sarebbero unanimemente concordi sulle drastiche misure di contenimento della Xylella emanate dalle autorità politiche e tecniche, in particolare sull’abbattimento degli alberi infetti. Ma anzi, vi sarebbero studiosi, come il batteriologo Marco Scortichini, che sostengono la possibile convivenza con la Xylella, attraverso particolari cure che evitano l’eradicazione degli ulivi.

La consigliera Colonna, biologa e ricercatrice in Scienze Agro-ambientali presso l’Università di Bari, ha contestato le critiche di Michele Daniele, asserendo che invece la comunità scientifica è unanimemente concorde: le voci dissonanti sarebbero solo frutto di una campagna di disinformazione.

Peraltro, M.A. Colonna ha evidenziato un dato molto allarmante: sui 10 milioni di ulivi esistenti sul territorio pugliese ben 3 milioni sarebbero già stati colpiti. E quindi ne consegue, ha sostenuto la consigliera di maggioranza, che i palliativi servono solo a far estendere il contagio.

Alla fine della lunga schermaglia il voto ha sanzionato l’esito della discussione: tutti favorevoli ad eccezione del consigliere Michele Daniele.

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