MARTUCCI: APPELLO CONTRO LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE

SE NE DISCUTE AL CONSIGLIO COMUNALE DI CONVERSANO. SI ATTENDE LA PRESA DI POSIZIONE DEL COMUNE DI MOLA.

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Il Comune di Conversano rompe gli indugi e, per primo tra i Comuni interessati, convoca il Consiglio Comunale in seduta straordinaria per domani Martedì 15 alle ore 18:00 in prima convocazione e Mercoledì 16 alle ore 18:00 in seconda convocazione, con il seguente ordine del giorno: “Richiesta di Convocazione Urgente del Consiglio Comunale monotematico Procedimento penale “Lombardi Rocco ed altri”, n. 16719/12 RG NR della Procura della Repubblica di Bari.”

Come i lettori ricorderanno, il processo di primo grado, con l’accusa della Procura della Repubblica di Bari di presunto disastro ambientale, si è concluso per gli imputati con un’assoluzione per insufficienza di prove.

A costituirsi parte civile nel procedimento penale furono, tra gli altri, i Comuni di Mola, Conversano, Rutigliano, oltre alle associazioni ambientaliste WWF e Legambiente.

Ora, si tratta di decidere se proporre appello o meno alla sentenza.

A farlo dovrà essere in prima istanza la Procura della Repubblica di Bari, sebbene le parti civili possano impugnare la sentenza di proscioglimento, ma ai soli effetti della responsabilità civile.

In ogni caso, il Comune di Conversano si muove per primo e convoca il Consiglio comunale per decidere se chiedere alla Procura della Repubblica di promuovere l’appello per gli effetti penali, oltre evidentemente a decidere se proporlo in proprio per gli effetti civili.

I Consigli comunali di Mola e di Rutigliano non sono stati ancora convocati, sebbene fonti informali riferiscano di una sostanziale intesa tra i tre Sindaci finalizzata a chiedere formalmente alla Procura di Bari di proporre l’appello.

Il termine per la presentazione del ricorso in appello scadrà il prossimo 21 gennaio. Mancano quindi pochi giorni alla decisione della Procura della Repubblica.

Un appello quanto mai opportuno, tenuto conto che in primo grado molte questioni sono state trattate superficialmente o non sono state portate affatto all’attenzione del Giudice Antonio Diella.

Non si è ad esempio discusso dell’eventuale presenza di un pozzo a dispersione nel sottosuolo per lo smaltimento del percolato, più volte denunciata pubblicamente da Domenico Lestingi, il testimone di giustizia che, per primo, con un’azione eclatante portò alla luce la gestione della discarica Martucci e i suoi effetti sull’ambiente.

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